Domenica 17 dicembre (ore 19) il Pistoia Basket ospita la Pallacanestro Cantù. Genio e sregolatezza al servizio di coach Cesare Pancotto
Tra le sorprese in positivo di questa prima parte di stagione c’è sicuramente Cantù. La formazione lombarda, al primo anno di progetto dopo la partenza di Gerasimenko, ha allestito una squadra molto giovane e piena di scommesse, molte delle quali già vinte come dimostrano i numeri di queste prime sette giornate.
Tre vittorie all’attivo per l’Acqua S. Bernardo, che si è già presa gli scalpi di Brindisi, Trento e Cremona, vincendo già due volte in trasferta. Molti dei meriti sono di coach Pancotto che il poco tempo ha già dato molte certezze ad un gruppo nuovo e con poco esperienza, in cui spiccano la coppia di lunghi composta da Wilson e Hayes, oltre all’azzurrino Pecchia.
DEBUTTANTI IN QUINTETTO Il playmaker titolare è Wes Clark, folletto di Buffalo University, lo scorso anno a Brindisi. Con i pugliesi una stagione da comprimario all’ombra di Moraschini e segnata da un lungo infortunio, nonostante il quale ha comunque giocato 18 gare con 9,3 punti e 3,4 rimbalzi in 18′ di media. Molto meglio a Cantù dove segna meno (8,3 punti), ma gioca di più (27′) e soprattutto smista molti più assist (4,1).
A completare il pacchetto esterni ci sono due debutti in A: il rookie a stelle e strisce Cameron Young e Gabriele Pecchia. Prodotto delle giovanili di Milano, Pecchia ha fatto tutta la gavetta, partendo dalla DNC con la Boffalorese, per poi vestire le casacche di Bernareggio e Treviglio in A2, senza dimenticare la trafila con tutte le selezioni azzurre di categoria. Adesso il debutto in A, dove senza remore gioca in quintetto producendo 8,6 punti a gara in 24′ di impiego medio. Meglio di lui fa l’americano Young (10,3 punti a partita), giovane ala uscita a primavera dal piccolo college di Quinnipiac dove garantiva 23,5 punti e 5,3 rimbalzi a partita, tirando con più del 43% da tre punti.
SCOMMESSA VINTA CON I LUNGHI Il pacchetto lunghi del quintetto è la vera sorpresa di questo inizio di stagione. La coppia formata da Jeremiah Wilson e Kevarrius Hayes sta facendo letteralmente faville, avendo sin da subito instaurato una chimica e una compatibilità ben oltre ad ogni può rosea aspettativa.
Jeremiah Wilson è un’ala dinamica, uscita nel 2010 da Tarleton State college. In carriera ha girato i campionati di mezza Europa, e Italia aveva già giocato con la maglia di Imola nella stagione 2017/18 (30 gare con 14,5 punti e 9,3 rimbalzi di media a incontro), mentre lo scorso anno era in forza al Nantes, nel secondo campionato francese. In Serie A, dopo 7 partite, Wilson in 25′ segna 11,6 punti e cattura 5 rimbalzi di media. Ottime soprattutto le sue percentuali al tiro da dietro l’arco dei 6,75: 46% con 2,4 centri su 5,3 tentativi.
Hayes invece è un rookie, alla prima stagione fuori dagli States. In patria, nel suo anno da senior all’Università della Florida, segnava 8,3 punti con 6,2 rimbalzi a partita, restando sul parquet 25′. L’ambientamento per l’ex Gators è stato velocissimo, dato che in Italia garantisce 9 punti e 7,9 carambole ad allacciata di scarpe e soprattutto una media di quasi tre stoppate a gara rifilate agli avversari.
LA PANCHINA Con il 6+6 e Pecchia in quintetto per Cantù il primo cambio degli esterni e del pacchetto lunghi è un giocatore straniero. Corban Collins (7 punti in 20′) è una guardia statunitense, classe ’94, alla sua terza stagione in Europa dopo le esperienze in Germania ai Kirchheim Knights e l’anno passato con gli svedesi del Lulea, club con cui viaggiava a 19,4 punti di media ad allacciata di scarpe. Jason Burnell è invece il cambio dei lunghi: rookie classe ’97, arriva da un biennio con i Gamecocks di Jacksonville State University (17,2 punti e 9,6 rimbalzi). Minuti e responsabilità anche per capitan Andrea La Torre, Alessandro Simioni e il giovanissimo dominicano di formazione italiana Yancarlos Rodriguez.
IL COACH Generale di lungo corso, coach Cesare Pancotto è uno dei fili conduttori del basket italiano. Quasi quarant’anni di carriera sulle panchine di tutta Italia; è una delle poche certezze della palla a spicchi italiana, un allenatore capace di adeguarsi al cambiamento dei tempi e del gioco e di resistere alle mode passeggere.
La sua storia parte nel 1982, a 27 anni, subentrando in corsa sulla panchina della squadra della sua città, la Sangiorgese, con cui ottiene subito una promozione in B. Poi il salto in A2 e da lì un lunghissimo viaggio che lo ha portato a guidare molte squadre blasonate dello stivale, tra cui Reggiana, Forlì, Sassari, Siena, Trieste, Roma, Teramo, Udine, Fortitudo, Avellino, Cremona e Montegranaro.
Ex di turno, al PalaCarrara ha allenato dal 1990 al 1993, regalando a Pistoia la promozione in Serie A1 e i pure i playoff nella massima serie. Lo scorso anno era sceso in A2 a Montegranaro, ma il purgatorio è durato poco perché dopo una stagione è nuovamente in A, con la missione di salvare Cantù.



