Giulia Gabbrielleschi indosserà la cuffia azzurra agli Europei in corta che si svolgeranno a Glasgow dal 4 all’8 dicembre per dare la caccia a quel sogno a cinque cerchi
L’avevamo lasciata nella lunga estate in Estremo Oriente, tra il Mondiale di Gwangju e le vacanze tra i templi e i riti dell’Indonesia e la ritroviamo sotto la neve che ha imbiancato Livigno rendendola una cartolina natalizia con largo anticipo. Ritroviamo Giulia Gabbrielleschi, ex enfant prodige della Nuotatori oggi primadonna dello sport pistoiese, con la cuffia azzurra vista la convocazione agli Europei in corta di Glasgow (4- 8 dicembre) preparati con la Nazionale nel ritiro alpino in altura e soprattutto con la stessa grinta di sempre. Determinazione e voglia di stupire, andando oltre i propri limiti necessari per dare la caccia a quel sogno a cinque cerchi che vede in Tokyo 2020 l’obiettivo primario della stagione appena partita. Anche se detto sottovoce perchè il mare verso l’Olimpiade giapponese è piuttosto agitato.
Perchè da vicecampionessa europea nella 10 km, a tu per tu con la resistenza e il sacrificio, deve riconvertirsi mezzofondista, unica via per raggiungere il Giappone. Già sondata con successo al Mondiale coreano, in cui è stata l’unica donna a gareggiare sia in acque libere che in vasca. Dove, dagli 800 ai 1500, ha in casa la prima rivale. Una specie di “amica geniale”, come la chiamerebbe Elena Ferrante, almeno in piscina ovvero Simona Quadrella.
“Nel mezzofondo devi essere già grande nelle gare di casa- dice Gabbrielleschi, argento mondiale nella staffetta di fondo al mondiale in Corea del Sud- almeno mi miglioro con loro. Fin dal maggio scorso ho fatto diversi collegiali e ritiri con Simona Quadrella, questo dualismo lo vivo tranquillamente. Ci impegnamo tutti, vedremo chi la spunterà”.
A Glasgow, agli ormai vicini Europei in corta, saranno insieme nelle stesse gare. Ritrovandosi qualche giorno dopo agli Assoluti di Riccione (12- 14 dicembre), primo test utile per la qualificazione olimpica. Un pass che Giulia dovrà cercare in vasca visto che nel fondo l’unica gara a Toyko sarà la 10 km ma la strada è già chiusa dall’unico pass conquistato dalla vicecampionessa olimpica Rachele Bruni. Anzi era già chiusa prima del Mondiale in cui è stata dirottata sulla 5 km e sulla staffetta, facendo capire però di poter aprire il raggio anche alla vasca con la qualificazione a sorpresa nelle gare lunghe al coperto. “Sulla 10 km non c’è più possibilità d’accesso, ma lo sapevo già prima del Mondiale- dice Gabbrielleschi- non l’ho presa bene ma ho un’altra opportunità in vasca e voglio sfruttarla a pieno”.
La rotta verso il Giappone è lunga ma l’aspirante detective che allena nell’angusta piscina Boario una tenacia che l’ha portata a dominare i mari, è determinata. Oltretutto l’Oriente l’affascina, come ha dimostrato nell’estate. Iniziato con il secondo rito della matricola perchè se era già stata bronzo mondiale in staffetta con l’Italfondo al debutto mondiale nel 2017, in Corea era alla “prima volta” in vasca. Condito con il classico rito della tinta dei capelli dai senatori capitanati dalla Pellegrini che l’ha resa anche sulle tribune una protagonista, visto che dopo le sue gare si è goduta da tifosa tutti gli appuntamenti più emozionanti regalati all’Italia dai suoi nuotatori. “Sono contenta dei miei risultati- chiude Giulia- ed è stato costruttivo vedere gli altri. Mi sono emozionata nei trionfi della Pellegrini, di Greg (il suo compagno di staffetta lunga, Paltriniei, ndr) e di Simona Quadrella. Oltre che l’oro del Settebello”.
Conoscendola ne siamo certi: vedere trionfare gli altri, l’ha resa ancor più affamata di vittorie.



