Il focus sull’Openjobmetis Varese, che in classifica vanta appena due punti in più di Pistoia. Il giocatore più pericoloso? Josh Majo, veterano della serie A
L’Openjobmetis ha due punti in più di Pistoia in classifica ma le ambizioni dei lombardi sono più alte. Varese sogna il ruolo di outsider, ma è ancora una squadra alla ricerca del definitivo salto di qualità per poter stare stabilmente tra le prime otto. Il problema principale è l’andamento altalenante della squadra di Caja, dettato dalla differenza diametralmente opposta tra il rendimento travolgente dei biancorossi al PalaEnerexenia (cinque vinte e una persa) e quello zoppicante in trasferta (una vinta e sei perse). Attualmente sono in corso riflessioni soprattutto sulle performance del play Mayo e dell’ala Vene, che nella partita con Pistoia e in quelle successive dovranno dare segnali convincenti alla dirigenza varesina.
IL QUINTETTO. In cabina di regia c’è Josh Mayo. Volto noto della Serie A, dove ha già vestito le maglie di Montegranaro (’13-‘14) e Virtus Roma (2014), calcando anche i parquet di A2 con Scafati (’15-’16). Il giocatore originario dell’Indiana nelle ultime tre stagioni ha giocato a Bonn, in Germania. In Italia è migliorato anche come rendimento, riuscendo ad essere il migliore dei suoi con 17,4 punti e 4 assist in 28,2’. Accanto a lui Jason Clark, guardia classe ’90, uscito da Gerogetown e con una carriera professionistica sviluppatasi in Europa tra Belgio e Germania. Lo scorso anno era a Francoforte, in canotta Openjobmetis invece viaggia a 9,4 punti in 22,7’. A completare il pacchetto esterni c’è LJ Peak, ex Pistoia Basket, che per la prima volta affronterà i biancorossi da avversario. A Varese produce 10,5 punti in 27,5’. L’ala grande è Siim-Sander Vene, lungo estone alla seconda avventura con i lombardi. Sin qui però il suo rendimento è stato altalenante, nonostante garantisca medie di tutto rispetto: 11,1 punti e 4,3 rimbalzi in 25,2’. Il centro titolare invece è Jeremy Simmons, centro originario della Lousiana, arrivato nella massima serie dopo le esperienze in A2 tra Scafati e Montegranaro. Con la canotta biancorossa garantisce 10,5 punti e 9,8 rimbalzi ad allacciata di scarpe.
LA PANCHINA. Dalla panchina parte il play-guardia lettone classe ’93, Ingus Jakovics. Arrivato per tamponare l’assenza momentanea dell’infortunato Clark, ha convinto tutti e ha strappato l’ingaggio fino a fine stagione. Entrando a partita iniziata porta in dote 10,2 punti in 18,5’. Minuti e responsabilità anche per Giancarlo Ferrero (7,5 punti), Matteo Tambone (5,5 punti) e l’ex Montecatini Nicola Natali (1,8 punti). In più da inizio mese Varese ha aggiunto anche Riccardo Cervi, un bell’upgrade, anche se il giocatore è ancora alla ricerca di una condizione accettabile.
L’ALLENATORE. Attilio Caja è un veterano della Serie A. Al terzo anno consecutivo con Varese, squadra che ha già allenato anche in passato (subentrando in corsa nel 2015). La sua carriera è iniziata a Pavia nel 1988, prima con le giovanili e poi in prima squadra. Da allora un lungo cammino, toccando anche le piazze più prestigiose d’Italia, tra cui Milano, Roma, Pesaro, Roseto, Napoli, Firenze, Cremona, Rimini, Udine e Novara. A più riprese ha guidato anche la selezione azzurra sperimentale (nel 1997 e nel 2014). Nonostante la carriera longeva ha vinto poco o nulla, conquistando una Supercoppa italiana con Roma nel 2000 e il titolo di allenatore dell’anno in Serie A nel 1996 con Roma e lo scorso anno con Varese. Coach Caja è uno specialista del gioco senza palla, puntando forte sulla difesa, vero e proprio marchio di fabbrica delle sue squadre.



