Pistoia Basket punito solo dalle percentuali. E l’ovazione è meritata

Una prova solida, una bella cornice di pubblico, un amore ormai conclamato tra la squadra e i tifosi: al PalaCarrara si deciderà la salvezza del Pistoia Basket

Adesso la scintilla è davvero scoccata. La partita persa dal Pistoia Basket con Sassari non ha portato i due punti, ma a ben guardare il risultato è quasi l’unico aspetto negativo della serata al PalaCarrara.

Gli oltre tremila appassionati sui gradoni del palazzetto di via Fermi hanno infatti visto una squadra, quella biancorossa, lottare fino all’ultimo minuto contro un’avversaria superiore per qualità e talento. Un divario che però Della Rosa e compagni hanno mascherato molto bene, gettando sul parquet un’energia e una voglia che ha letteralmente acceso anche il pubblico. Dopo sabato è evidente come il feeling tra squadra e pubblico sia scoccato e a sottolinearlo c’è stato quel lungo e spontaneo applauso con cui tutto il PalaCarrara ha accompagnato gli ultimi trenta secondi della partita e poi l’uscita della squadra biancorossa dal campo.

I TIFOSI HANNO CAPITO

Il pubblico di Pistoia ha capito gli sforzi enormi di questo gruppo che con le rotazioni corte, una rosa ridotta all’essenziale e un budget centellinato negli ultimi due mesi ha fatto progressi clamorosi. La squadra in campo, almeno per le gare casalinghe c’è, così come il pubblico del PalaCarrara che confortato dalle cinque affermazioni interne è tornato numeroso per la gara con Sassari. Si è avverato insomma l’auspicio di coach Carrea che più volte, ultima delle quali venerdì in conferenza stampa, ha chiesto e sperato che i tifosi biancorossi capissero gli enormi sforzi della squadra. I tremila testimoni della bella quanto sfortunata serata con Sassari sono stati ripagati con una prova che dal punto di vista della grinta e della convinzione è stata monumentale, se poi dal ko nascesse davvero una comunione di intenti ferrea E duratura tra tutte le componenti del basket a Pistoia allora l’amarezza per un colpaccio sognato e dissoltosi tra le mani verrebbe ben presto dimenticata da tutti.

TRIPLE SEGNATE E SBAGLIATE

A decidere una partita equilibrata sono state anche e soprattutto le percentuali nel tiro pesante. Sassari da questo punto di vista ha fatto il suo, tirando con moderazione ma con altrettanta efficacia dall’arco dei 6.75. Alla fine ne è venuto fuori un 58%, frutto di un 11/19 che è un dato clamoroso ma nemmeno tanto se si considera che la squadra biancoblu è la più precisa del campionato dalla lunga distanza. Del resto, come ha ammesso anche coach Carrea in conferenza stampa quello delle triple di Sassari era un rischio calcolato e preso per necessità da Pistoia. Piuttosto ha pesato enormemente la serataccia dei biancorossi nel tiro da tre punti. Il 26% finale (10/38) è un macigno per una gara in equilibrio fino all’ultimo minuto. Pistoia da questo punto di vista è stata tradita soprattutto da chi di solito invece è performante da questo punto di vista. Ha sparacchiato Johnson (1/5), Landi (3/9) e pure Petteway (3/10), tutta gente che di solito è più precisa in questa specialità.

LUNGHI INDIGESTI

A Pistoia però è rimasta indigesta anche la versione con due lunghi di Sassari. Quando i biancorossi hanno dovuto vedersela con l’accoppiata Bilan-Mclean che hanno riempito l’area costringendo Pistoia a raddoppi che poi sono stati puniti con gli assist vincenti di Bilan per i compagni fuori. Soprattutto l’americano, uscendo dalla panchina, ha saputo lasciare la firma sulla gara con un impatto molto positivo nella seconda parte di gara. Una prova da campione, al pari di Spissu che con una serata perfetta al tiro (15 punti 2/2 da due, 3/3 da tre e 2/2 ai liberi) ha messo in ginocchio Pistoia.

VERSO IL RITORNO CON SPERANZA

Il girone d’andata è servito a forgiare una Pistoia che per caratteristiche e atteggiamento ha fatto breccia nel cuore dei tifosi. Adesso che la squadra, pur con i suoi limiti evidenti, c’è e ha preso convinzione dei suoi mezzi, ora che tutto il pubblico sembra aver abbandonato lo scetticismo e la diffidenza per lasciare spazio all’entusiasmo sembra pian piano tornare ad ardere serve far divampare definitivamente l’incendio. Domenica arriva Trento, l’occasione per provare a smaltire la delusione dell’ultimo ko con una serata di quelle da ricordare. L’ostacolo è enorme, ma di qui alla fine al PalaCarrara sarà sempre così perché le gare più abbordabili in casa sono tutte già passate. Le ultime sei in casa però hanno detto chiaramente che Pistoia ha tanti motivi per sperare di prendere altri scalpi importanti davanti al proprio pubblico.

Federico Guidi
Federico Guidi
Originario di Montecatini, giornalista, dal 2005 scrive su Il Tirreno e dal 2014 anche per Pistoia Sport. Ama in maniera viscerale lo sport e le sue storie. Nel tempo libero cerca di imitare le gesta sportive dei campioni, con scarsi risultati. Tattico "ad honorem" della redazione.

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