Pistoia Basket, Carrea tuona «Prendiamoci le nostre responsabilità»

Schietto e diretto coach Carrea in conferenza post-Treviso «Il fatto che siamo pochi non giustifica nessuno. Possiamo stare anche in 5»

Michele Carrea arriva in maniera decisa e con le idee molto chiare in conferenza stampa post Treviso. «Non devo certo nascondermi, quando approcci 6-0 sui primi tre possessi vuol dire che qualcosa non va. Io da capo allenatore devo capire cosa c’è che non va» tuona il coach. Effettivamente l’approccio dell’Oriora è stato nuovamente disastroso quest’oggi al PalaCarrara contro Treviso. Un parziale di 9-23 al decimo minuto e lo svantaggio di -25 raggiunto a metà secondo quarto non sono giustificabili e, anzi, c’è da capire cosa non è andato.

«È difficile essere seri e credibili dopo una partita del genere – esordisce coach Carrea. Un capo allenatore dopo un primo quarto del genere deve riflettere tanto e capire cosa c’è di sbagliato. Questo è quello che farò io domani davanti allo specchio per cercare dei motivi per giustificare tutto ciò. Dobbiamo ancora trovare quelle chiavi che ci permettano di vincere. Da martedì comunque sarà mio compito mettere tutti i ragazzi davanti alle proprie responsabilità. Non è pensabile iniziare così una gara importante come quella di oggi».

Un dato oggettivo che oggi ha ricevuto l’ennesima conferma è che il roster del Pistoia Basket è estremamente corto: «Credo che pensare una cosa del genere sia più che legittimo. Col mio ruolo, in determinate sedi non posso accodarmi ad un pensiero simile. Questi discorsi saranno fatti poi nelle opportune sedi. In conferenza stampa dico che la partita andava giocata e approcciata in maniera diversa. Gente che è pagata per performare non può assolutamente fare una prestazione simile e tutti dovranno iniziare a dare il massimo da martedì. Senza se e senza ma. Comunque torno a dire, una società è composta da tante parti: io mi sto prendendo le mie responsabilità, se ognuno si prenderà le proprie sarà possibile fare passi avanti»

La partita contro la DeLonghi Treviso ha dato anche conferma che non tutti i giocatori presenti nel roster dell’Oriora stiano performando al massimo delle loro possibilità o comunque ad un livello sufficiente per una lega come l’A1: «Ripeto – continua Carrea – certe affermazioni potete farle voi con la stampa. Io nel ruolo di allenatore preferisco convocare un giocatore e parlarci faccia a faccia per dire cosa non va.. Tornerei quindi alla gara. Se questa sconfitta cambia gli scenari? Sì ma non li rende impossibili. Consideriamo che se finisse oggi il campionato noi saremmo salvi ma questo non significa che si possa perdere partite come questa. Vincerla avrebbe dato sicuramente tanto come tanto ha dato perderla. Però per adesso dico che approcciarla così dopo che abbiamo parlato tutta la settimana di energia e grinta non è ammissibile. Come non è ammissibile concedere 4 punti ad Uglietti e perdere un rimbalzo con Fotu che lo trasforma in 0-6».

La squadra però nonostante il brutto approccio ha continuato a crederci ed è addirittura sul -1 al termine del terzo quarto. Il finale poi, chiaro a tutti, è stato compromesso dalla stanchezza del roster: «Di queste cose ne devo parlare nelle determinati sedi e non con la stampa. Io devo solo dire che questo che è accaduto non è perché i ragazzi non tengano alla squadra. Io devo analizzare solamente ciò che vedo di sbagliato tecnicamente perché se mi allineo all’idea: siamo pochi, siamo poveri e siamo scarsi sarei il primo a dare il via alla retrocessione. . Se vogliamo tenerci vivi e ambiziosi dobbiamo filtrare tutte le opinioni e dobbiamo prenderci le responsabilità di ciò che facciamo male. Anche se siamo pochi dobbiamo sbattere qualcuno con le spalle al muro e dire “Vuoi dare una mano?” se non si è in grado allora giocheremo in 5, no in 7»

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