Il problema dell’approccio alle gare è sempre più evidente nell’Oriora e Angus Brandt lo sa: «Rincorrere sempre ci toglie troppe energie»
«Siamo partiti col piede sbagliato e ci siamo innervositi subito per alcuni contatti a palla lontana», analizza così l’inspiegabile primo quarto dell’Oriora il numero 12 biancorosso Angus Brandt. Il lungo australiano, dispiaciuto per il risultato ottenuto al PalaCarrara nello scontro diretto con la De’Longhi Treviso, affronta in conferenza tutti quegli argomenti che possono essere evidenziati da una partita del genere.
Innanzitutto conferma e motiva ciò che già aveva detto coach Carrea, ovvero che un primo quarto come quello visto contro Treviso è ingiustificabile: «Abbiamo iniziato col piede sbagliato già dal primo pallone – spiega Angus Brandt – e poi abbiamo faticato a prendere il ritmo. I contatti a palla lontana ci hanno innervosito parecchio nel primo periodo e ci hanno fatto distrarre dalla partita dato che eravamo molto nervosi. Questo ci ha impedito di giocare come sappiamo».
Una volta che la rimonta era stata praticamente completata grazie al canestro di Petteway però il PalaCarrara ci credeva. L’ultimo quarto sembrava poter regalare una gioia casalinga a Pistoia, ma proprio sul più bello si è infranto il sogno vittoria: «Abbiamo avuto l’occasione di portarci in vantaggio – ammette Brandt – ma non siamo stati bravi a sfruttarla. Treviso ha giocato un’ottima partita in difesa e questo ci ha complicato i piani. La nostra difesa invece non è stata delle migliori. Poi anche il fatto di non essere mai avanti ma di dover rincorrere per tutto l’arco della gara ci ha levato qualche energia che sarebbe potuta servire nell’ultimo quarto».
Dell’importanza che questa partita avrebbe avuto ne avevamo già parlato abbondantemente nella settimana scorsa sia in conferenza con Petteway, sia con coach Carrea. Diversi giocatori, ognuno in maniera diversa, avevano invitato la città di Pistoia al PalaCarrara. Ecco, alla luce di ciò è ancora meno comprensibile come sia possibile un simile approccio alla gara: «Mi piacerebbe avere la risposta a questa domanda – sorride Brandt – perché almeno sapremmo subito su cosa lavorare. Non l’abbiamo ancora capito. Sicuramente ci manca la determinazione e la voglia di essere i primi a lasciare il segno nell’incontro e di partire subito forte. Questo ci capita spesso, dobbiamo essere più aggressivi dall’inizio per poter mordere sin dall’inizio la partita».
Prestazione incolore con la De’Longhi Treviso che non deve però far distogliere lo sguardo dall’obiettivo salvezza né dalla realtà dei fatti, ovvero che Pistoia registra ancora lo 0 nella casella delle vittorie esterne al PalaCarrara. Questo dato è importante, e Brandt lo sa. Magari però dalla trasferta di Roma si può cercare di aggiornare questa statistica: «Il fatto di non aver mai vinto una partita in trasferta è preoccupante. Ne abbiamo parlato diverse volte – prosegue Brandt – e sappiamo che a questo punto della stagione è impensabile non essersi ancora sbloccati fuori dal PalaCarrara. Mi auguro che la trasferta di Roma sia quella giusta per farlo e mi auguro anche che si possa imparare dagli errori di oggi per evitare di commetterli di nuovo».



