Montecatini Basket, presentato Jack Cardelli: «Per me è motivo di orgoglio»

«Esonero anomalo» così il presidente del Montecatini Basket saluta Tonfoni, che ringrazia:«Non ho difeso una maglia, ma la mia carne»

«Serviva una scossa: abbiamo cercato di cambiare assetto alla squadra con tre giocatori nuovi, ma nonostante tutto c’era bisogno, probabilmente anche prima, di una sterzata». Il presidente del Montecatini Basketball, Giampiero Cardelli, spiega così la scelta di esonerare coach Alberto Tonfoni e di affidare la panchina al suo vice Giacomo Cardelli. Una decisione sofferta, pesante e dolorosa ma a questo punto non più rimandabile. «La colpa non è tutta di Alberto, ma piuttosto di tutti. Lo ritengo un esonero anomalo: di normale un allenatore si esonera dopo otto/dieci partite perse, questo non è avvenuto, per i motivi che mi legano a Ezio e Alberto ho cercato di tirare avanti, convinto che qualcosa poteva succedere e si poteva evitare l’esonero. Immaginate ora il mio stato d’animo: lui è un allenatore di Montecatini e un amico da tanti anni».

Gli errori fatti sono evidenti: una squadra mal allestita in estate e un avvio disastroso, un mix che fatto deteriorare i rapporti e portato alla fine ad un finale inevitabile. «Abbiamo iniziato con una squadra molto giovane, voluta dall’allenatore e non da me -precisa Cardelli-. I giocatori sono stati scelti dallo staff tecnico, come società credo di non avere rimpianti da addossarmi. Poi, chiaro, in campo ci vanno i giocatori e il loro rendimento e quello che producono non è neanche colpa dell’allenatore, ma come spesso capita è la figura del coach a pagare».

Poi la decisione di sostituirlo con il vice, Jack Cardelli, che sarà affiancato da un veterano delle panchine come Massimo Angelucci. «Jack era la persona giusta per sostituire Alberto: ha vissuto tante stagioni B al fianco di Niccolai, Campanella e Tonfoni, pur essendo giovane. La cosa che mi ha convinto ancora di più è stata la disponibilità di Angelucci a dargli una mano. La soluzione è una famiglia, ma è fatta molto bene. Amalgamiamo il nuovo assetto e poi giochiamo le ultime sette come finali. Sappiamo che ci aspettano i playout, ma affrontarli con il fattore campo sarebbe fondamentale».

LA GRANDE OCCASIONE. Emozionato e voglioso di iniziare la sua nuova avventura da capo allenatore, per Giacomo “Jack” Cardelli questi giorni sono stati pesanti ma al tempo stesso rappresentano l’avverarsi di un sogno per cui lavora da molti anni. «Con Alberto ci siamo visti tutti i giorni per un anno e mezzo, parlando, confrontandoci e analizzando. Lo ringrazio per per la fiducia che mi ha dato in questo anno e mezzo, così come ringrazio la società per l’incarico. Negli ultimi cinque anni ho lavorato sempre nelle stanze, all’oscuro, provando a fare tutto quello che potevo in questi mesi per aiutare a sistemare le cose, ma non ci siamo riusciti. Porterò avanti l’obiettivo che è salvare la categoria, dobbiamo in tutti i modi provare a raggiungerlo». Al suo fianco avrà, nella veste di novello Virgilio, coach Massimo Angelucci, uno che la panchina di Montecatini la conosce molto bene: «Massimo Angelucci per me sarà un faro e una guida, la sua esperienza sarà fondamentale».

Per Jack Cardelli, che debutterà domenica al PalaTerme contro Palermo, la grande chance di guidare una squadra in Serie B e la missione, complicata ma non proibitiva, di tenere i rossoblù in B. «Da sei-sette anni a questa parte -ha raccontato Cardelli- la mia unica idea era quella di provare a fare l’allenatore. Da una parte sono contento, era quello a cui ambivo e ho la fortuna di farlo a casa. Sicuramente per me è motivo di orgoglio, specie a 27 anni. Non sono contento però di farlo a subentrato ad un amico prima che a un collega. La situazione è difficile, siamo ultimi, ma adesso non ci sono più alibi. Bisogna lavorare a testa bassa per portare a casa il risultato, non importa quante ore serviranno».

IL SALUTO DEL CONDOTTIERO. Nel giorno della presentazione del nuovo coach, tramite i canali social del Montecatini Basketball, sono arrivati anche i pensieri di Alberto Tonfoni, che ha voluto mandare un messaggio a tutto il popolo rossoblù: “Dato che oltre ai tantissimi messaggi di solidarietà per i quali ringrazio tutti i tifosi che mi hanno manifestato vicinanza e affetto, ho sentito anche qualche discorso a bischero, mi preme sottolineare un paio di cose: Ringrazio la società che mi ha permesso di difendere quella che per me non è una maglia, ma è Carne e quelli che per me non sono colori, bensì Sangue. Rendo pubblico il grande ‘in bocca al lupo’ che già privatamente ho avanzato al mio successore, abbracciandolo. Adesso faccio parte del passato e la palla passa nelle mani di Jack che, fortunatamente, ha sempre avuto un ottimo ballhandling”.

Federico Guidi
Federico Guidi
Originario di Montecatini, giornalista, dal 2005 scrive su Il Tirreno e dal 2014 anche per Pistoia Sport. Ama in maniera viscerale lo sport e le sue storie. Nel tempo libero cerca di imitare le gesta sportive dei campioni, con scarsi risultati. Tattico "ad honorem" della redazione.

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