Montecatini, Savioli: «Atteggiamento antisportivo di Capo d’Orlando»

Il DG di Montecatini, Gabriele Savioli, non ha digerito la trasferta obbligata in Sicilia: «Anche la FIP non è intervenuta a dovere»

Una settimana fuori da ogni logica quella che ha appena attraversato Montecatini. I rossoblu sono stati informati del recupero della gara in terra siciliana contro Capo d’Orlando solamente due giorni prima della partita stessa. La società termale ha dovuto quindi, in un clima tutt’altro che sereno nel resto del paese, organizzare in tempi rapidissimi un viaggio verso la Sicilia per disputare l’incontro.

A parlare della surreale situazione attraversata da Meini e compagni è Gabriele Savioli, direttore generale del Montecatini Basket, che ha sottolineato tutto il suo disappunto nato da questa situazione. Il comportamento poco leale di Capo d’Orlando e il disinteresse totale della Fip ha lasciato un po’ d’amaro in bocca ai rossoblù. Ma leggiamo insieme le parole di Savioli.

Un periodo sicuramente non positivo quello che sta attraversando adesso l’Italia a livello sanitario. Nonostante questo a Montecatini è stata imposta una trasferta in Sicilia. Qual è stata la prima reazione della società una volta saputa la notizia?

«Siamo rimasti decisamente allibiti. La settimana prima ci avevano annullato la trasferta causandoci anche un danno economico, successivamente la situazione è peggiorata a livello sanitario ma nonostante questo ci hanno comunicato che si sarebbe giocata la partita in Sicilia. Abbiamo provato a chiedere lo spostamento a Capo d’Orlando ma ce lo hanno negato e la FIP ci ha detto che senza l’ok della società siciliana non si poteva spostare la gara. È stata una situazione surreale che ha messo in pericolo i nostri giocatori, ma questo ha lasciato indifferenti sia la federazione che Capo d’Orlando».

Non è stato sicuramente un comportamento in linea con le direttive nazionali quello tenuto in questo caso dai siciliani e dalla Federazione.

«Assolutamente no! Capo d’Orlando ha avuto un atteggiamento antisportivo e la Fip se ne è lavata le mani completamente. Solo dopo il comunicato che bloccava il campionato ci è stato dato l’ok per rinviare la partita, peccato che era il giorno della partita e noi eravamo già atterrati a Palermo e quindi volevamo giocare. Chiaramente l’evento si è svolto nel pieno rispetto delle norme dato che a tutti i giocatori, e anche allo staff, è stata misurata la febbre prima di entrare al palazzetto».

I giocatori – che comunque hanno fatto più che degnamente il loro lavoro – come hanno reagito a questa trasferta obbligata?

«Anche loro, come noi, erano arrabbiati però non si sono tirati indietro. Non c’è stata nessuna sommossa interna per evitare la trasferta anche perché hanno visto che noi in quanto società abbiamo fatto il possibile per annullare la trasferta ma Capo d’Orlando non ha voluto sentire ragioni e la Federazione ci ha detto che senza il loro consenso non si poteva fare nulla. La domenica mattina, dopo il comunicato, diverse società si sono messe d’accordo per il rinvio della giornata ma a noi è stata negata questa opportunità».

Antisportività che si è poi ritorta contro a Capo d’Orlando in quanto il risultato al quarantesimo minuto recitava 58-70 in favore di Montecatini. Coloro che l’hanno vissuta cosa hanno provato a giocare una gara così importante in un palazzetto deserto?

«Sinceramente delle sensazioni provate durante la gara non mi hanno detto nulla o quasi. So solo che al termine dell’incontro c’era un’immensa soddisfazione tra i ragazzi che un po’ volevano vendicarsi ma soprattutto sapevano quanto importante fosse a livello di classifica. Ora siamo a 4 punti da loro ed abbiamo ribaltato la differenza canestri. Quando, e se, riparte il campionato sarà una vittoria importante».

I campionati di A2 e di B sono fermi fino a data da destinarsi. Nelle restanti giornate, se il campionato dovesse riprendere, Montecatini avrà a disposizione tre scontri diretti per salvarsi senza passare dai playout. Nel caso in cui sarà possibile svolgere allenamenti in maniera regolare, quanto è importante prepararsi al meglio per questo sprint finale?

«Attualmente deve essere chiaro che per noi la priorità è la salute, quindi dobbiamo pensare a tutelare i nostri giocatori. Per quanto riguarda gli allenamenti, oltre alla federazione, dobbiamo sentire anche quello che dirà il comune per sentire se ci sarà la possibilità di allenarsi anche a porte chiuse. Sappiamo che è in corso (lunedì pomeriggio, ndr) un consiglio straordinario della FIP e quindi attendiamo notizie sul prosieguo del campionato. È chiaro però che questa parte finale di stagione per noi conta moltissimo quindi, quando ci sarà permesso, riprenderemo a dare il massimo come abbiamo sempre fatto».

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