Tra l’emergenza coronavirus e la mancata convocazione per le Olimpiadi, Filippelli cerca di guardare avanti: «Il momento è difficile ma ne usciremo»
C’è un sogno nella vita di ogni atleta: partecipare alle Olimpiadi. Riccardo Filippelli, tiratore pistoiese classe 1980, non potrà realizzare il suo sogno, almeno non nella prossima edizione a cinque cerchi. Escluso dalla lista dei convocati diramata qualche settimana fa, dovrà assistere da casa a Tokyo 2020.
«Il boccone da buttare giù è amaro – commenta Filippelli – anche per Rio 2016 avevo ottenuto il pass ma poi, da campione europeo in carica, sono rimasto a casa. In questo quadriennio ho vinto tante gare internazionali e ottenuto diversi record, mi sono qualificato un anno e mezzo fa poi nel 2019 ho tirato male e questo è stato decisivo».
Ci sono ancora tanti interrogativi sulla regolare disputa della rassegna a cinque cerchi: «Ad oggi è legittimo avere dei dubbi e delle perplessità, nonostante il Cio stia promettendo un regolare svolgimento. Credo che per l’impegno economico le Olimpiadi si svolgeranno, anche se l’emergenza andrà valutata quotidianamente e non sarà facile prendere una scelta».
Ma come si mantiene in forma un tiratore impossibilitato ad allenarsi al poligono? «Ci arrangiamo come possiamo – racconta Filippelli – io personalmente mi sto mantenendo in ottima forma in vista degli impegni futuri. La mattina vado a correre, poi faccio palestra in casa e dopo di nuovo corsa, nel tentativo anche di passare la giornata. Noi atleti per primi, in un momento così difficile, dobbiamo dare l’esempio».
Tanti dubbi attanagliano il futuro del tiratore pistoiese, che il prossimo 4 luglio compirà 40 anni. «Sto valutando il da farsi e quale strada prendere, non è sicuro che proseguirò. La mancata convocazione è stata un brutto colpo, ma da ogni evento cerco sempre di cogliere le cose positive e di guardare avanti».


