Il ds del Tempio Chiazzano boccia l’ipotesi di un congelamento delle classifiche: «Se possibile terminiamo il campionato, altrimenti si deve annullare»
Tantissime sono le ipotesi messe al vaglio in queste settimane da parte dei vari addetti ai lavori, mentre per ora Lega Dilettanti e Figc non si sono ancora espresse riguardo al futuro dei campionati. Le opzioni sondate sono molte, ma ovviamente nessuna riuscirebbe ad accontentare tutte le parti in causa. Anche il Tempio Chiazzano, militante nel Girone B di Prima Categoria, ha voluto dire la sua per voce del direttore sportivo Alessandro Petrini.
«Partiamo innanzitutto dal presupposto che al momento il calcio viene in secondo piano – esordisce il ds rossoblu – e la priorità va agli aspetti sanitari ed economici. Il nostro primo pensiero deve andare a chi sta male e a chi sta lottando. Dal punto di vista calcistico è fondamentale capire quando si potrà ripartire e a quel punto discutere sul format e sulle modalità da mettere in atto».
«Sarebbe importante finire entro il 30 giugno, data che simboleggia anche la scadenza dei contratti. Pretendere di giocare una partita di Prima Categoria a luglio non è fattibile e non lo condivido. Detto questo le soluzioni sono due: o si riprende a giocare o si annulla la stagione. Non ritengo corretto promuovere direttamente la prima o le prime due classificate, in tanti gironi ci sono squadre terze o quarte che distano pochi punti dalla vetta».
Uno dei problemi potrebbe essere la mancanza di tempi tecnici per terminare entro giugno: «Potrebbe essere adattata una formula differente, come fare subito play off e play out eliminando le giornate che mancano. Escluderei l’ipotesi dei turni infrasettimanali, si rischia un affollamento di partite e non dobbiamo scordarci che, essendo tra i dilettanti, coloro che scendono in campo sono lavoratori».
L’annullamento totale consentirebbe di iniziare la prossima stagione con regolarità: «Dobbiamo capire che siamo in una situazione straordinaria e nessuno era pronto a tutto ciò. C’è anche da considerare la solidità economica delle società, non si sa quante potrebbero non farcela a partire l’anno prossimo. Ecco quindi che la post season potrebbe essere utile anche per definire eventuali graduatorie per i ripescaggi».



