Nel consueto Salotto di Pistoia Sport, il capitano arancione ha fatto il punto della situazione: «Prepariamoci bene per il centenario»
Mentre il coronavirus continua a condizionare le nostre giornate, Pistoia Sport continua a raccontarvi lo sport e i personaggi del mondo pistoiese. L’ospite dell’ultima puntata del nostro salotto è stato niente meno che il capitano arancione Francesco Valiani, che ci ha raccontato aneddoti del passato e presente calcistico, con un occhio rivolto anche al futuro.
«Al momento non ci sono novità su un’eventuale ripartenza – esordisce Valiani – noi facciamo il possibile provando ad allenarci e a tenerci in contatto coi compagni. La sensazione è che tenteranno di far ripartire la massima serie, che ha in ballo maggiori interessi economici, poi la Serie B e infine noi. A livello logistico non sarebbe facile ripartire, ci servirebbero almeno un paio di settimane di allenamenti sul campo».
Tornare nella città natale da capitano è un’emozione unica: «Il primo giorno di ritiro ho provato sensazioni indescrivibili ma sono ancora più contento nel notare i progressi che abbiamo fatto. Le prime giornate eravamo una squadra timida e con poche idee, siamo arrivati a giocarcela con tutti senza timori reverenziali».
Il 2021 sarà l’anno del centenario: «Sarà una stagione importante e sarebbe bello confermare qualche elemento che potrebbe comporre una sorta di spina dorsale. Mi vengono in mente Pisseri e Gucci così come tanti altri. Tra i giovani abbiamo tanti elementi di qualità, Ferrarini mi ha impressionato più di tutti. Anche la riapertura della Curva Nord sarebbe di vitale importanza, è triste vedere un solo settore accessibile. Un futuro dirigenziale? Sarebbe un piacere immenso…»
Pippo Pancaro: un mister dedito al lavoro 24 ore su 24. «Dal primo giorno si è dimostrato oltre che un ottimo allenatore anche un grande uomo. Col lavoro costante ha fatto crescere la squadra e la sua esperienza e il suo palmares hanno dato un valore aggiunto».
Infine una carrellata di ricordi sulle esperienze in Serie A: «Il gol a San Siro all’esordio fu pazzesco, un sogno a occhi aperti. Tra i più forti che ho affrontato dico Ibrahimovic, ma non posso tralasciare Totti, Pirlo e molti altri. Tra i miei stadi preferiti, come grandezza e conformazione, c’è il Ferraris di Genova, mentre per il clima il San Paolo ha pochi concorrenti».



