La guida tecnica del Kokoro Karate Pistoia, Enrico Sostegni, parla anche degli aspetti psicologici: «Non possiamo lasciare i ragazzi senza sport per più di un anno»
«Non possiamo permetterci di lasciare una generazione di ragazzi senza un punto di riferimento importante come lo sport». Il pensiero che accomuna gran parte degli sportivi – a qualsiasi livello – viene espresso alla perfezione da Enrico Sostegni, guida tecnica della Kokoro Karate Pistoia. L’emergenza sanitaria che sta colpendo adesso il nostro paese rischia di mettere in ginocchio tante tantissime società dilettantistiche di ogni sport. Questo oltre a essere un danno economico, rischia di avere delle ripercussioni anche nei ragazzi, ci spiega il tecnico: «Temo che il contraccolpo per lo sport giovanile e dilettantistico possa essere molto più pesante di quanto si sia portati a pensare adesso. In questi giorni la mia preoccupazione più grande riguarda la tenuta psicologica dei ragazzi. Mi chiedo in che modo reagiranno a questo lungo periodo di isolamento forzato».
Enrico Sostegni, cintura nera V dan, prova a spiegare anche il suo punto di vista su quella che potrà essere una eventuale ripresa delle attività sportive nel periodo di settembre-ottobre. Sicuramente non sarà facile però: «Come riusciremo – prosegue – a far affrontare ai nostri atleti una ripartenza che sarà inevitabilmente piena di limitazioni e disagi? Noi della Kokoro, come tutti del resto, stiamo cercando di mantenere i contatti con tutti i nostri allievi ma è fin troppo banale affermare che una videochat non può sostituire il contatto diretto. Con questa pandemia sono venuti a mancare aspetti fondamentali come l’aggregazione, il lavoro sul coordinamento motorio, l’approccio ludico alla disciplina. Una pausa così prolungata può addirittura innescare un meccanismo perverso: non si tratterà soltanto di riprendere a cuor leggero un percorso interrotto, ma anche di fare i conti con il rischio concreto di regressione tecnica. Parlando in termini di tempo – aggiunge Sostegni – per qualcuno potrebbe equivalere a tornare indietro di un anno e mezzo. Sportivamente parlando, un disastro».
Considerano però, nella migliore delle ipotesi, che anche si possa ripartire a settembre non sarà facile per le società adempiere a tutti i loro doveri: «Sarà davvero dura – ammette il tecnico – e non sappiamo ancora quanto, le incertezze sono così tante che qualsiasi previsione è prematura. Ormai siamo consapevoli che, se tutto andrà bene, ripartiremo dopo l’estate. Ma se anche fosse – prosegue – certamente non potrà essere tutto come prima: mi domando quante saranno le società in grado di trovare le risorse sufficienti per rispettare le prescrizioni di sicurezza, sanificando gli ambienti ogni volta e limitando il numero dei ragazzi laddove gli spazi non consentiranno di svolgere gli allenamenti di gruppo. Confidiamo nelle istituzioni – conclude Sostegni – affinché aprano un tavolo di discussione e collaborazione aperto a tutte le società sportive del territorio, per individuare insieme tutte le soluzioni necessarie a far ripartire le attività».




Pure arti marziali se tentate con lo sport offrono oblio ed inganni di tutti i generi e dunque chi se ne proclama esperto e sportivo non ne ha capito nulla e non vuole capirne niente.
MAURO PASTORE