Il 5 maggio 2000 ci lasciava Gino Bartali, icona del ciclismo e non solo. Giusto tra le nazioni, leggendario il dualismo con Fausto Coppi
Fausto Coppi e Gino Bartali: due icone che hanno fatto la storia del ciclismo e dell’Italia, tra guerra e ricostruzione. Un dualismo leggendario, dirimente, accentuato dalle presunte divergenze ideologiche tra i due: laico e progressista il primo, cattolico e tradizionalista il secondo.
Una rivalità accesa, ma sempre sportivamente corretta, resa immortale dal celebre scatto di Carlo Martini al Tour de France 1952, quando i campionissimi furono scoperti nell’atto di passarsi una borraccia. Ancora oggetto di dibattito la paternità del gesto, divenuto intanto manifesto di sportività.
Esattamente vent’anni fa, il 5 maggio 2000, ci lasciava Gino Bartali. Campione sulla bici come nella vita, nel 2013 è stato dichiarato giusto tra le nazioni per il suo attivismo a favore degli ebrei durante la seconda guerra mondiale. Nel suo palmares tre Giri d’Italia, due Tour de France e quattro Milano-Sanremo.
Indimenticabile il successo al Tour de France 1948, quando la sua affermazione contribuì ad allentare ld tensioni sociali in un’Italia scossa dall’attentato subito il 14 luglio da Palmiro Togliatti, segretario del PCI.



