Il ‘Sorriso della Settimana’ è Eduardo Perrotta, assistente allenatore del Pistoia Basket Academy e del Montale Basket, fresco di esame di Maturità
L’anno 2020 non sarà certo facile da dimenticare, per tutti. In particolar modo chi si ricorderà molto bene di quest’anno saranno i ragazzi che hanno affrontato il ‘nuovo’ esame di maturità. Tra loro c’è il nostro ‘Sorriso della Settimana’, Eduardo Perrotta – assistente allenatore del Montale Basket e delle squadre under 18 e under 13 del Pistoia Basket Academy – che giovedì si è diplomato al Liceo Scientifico Duca D’Aosta di Pistoia. Perrotta è un ragazzo giovanissimo che ha deciso, appena compiuti i 18 anni, di tuffarsi nel mondo degli allenatori per poter intraprendere una carriera decisamente diversa rispetto ai suoi coetanei. Nelle sue parole si capisce la sua felicità nell’aver avuto questa opportunità dal Pistoia Basket nonostante la sua giovane età e spera perciò di poter rimanere legato a questa società e a queste persone più a lungo possibile.
Com’è stato affrontare l’esame a scuola dopo tre mesi di lezioni a distanza?
«È stato un qualcosa di speciale. Un gesto banale e quotidiano come entrare a scuola e salutare le persone che conosci questa volta ha avuto un sapore diverso perché non era il classico rientro dopo 3 mesi di vacanze. Tutta questa attesa però devo dire che ha reso questo semplice gesto di varcare il portone della scuola ancora più speciale».
Questa nuova tipologia di maturità è stata una sorpresa per tutti o i professori vi avevano già anticipato qualcosa?
«È stata un po’ una sorpresa per tutti dato che fino ad aprile almeno alcuni professori ci chiedevano ancora di inviare le simulazioni scritte dell’esame di Stato. Dopo Pasqua abbiamo iniziato a capire che probabilmente non ci sarebbero stati scritti ma siamo passati da: non si fa niente a passate tutti con 60 a siete tutti ammessi e via dicendo. Nella difficoltà però studenti e professori si sono uniti molto e ci siamo aggrappati tutti alla speranza di poter concludere questo bellissimo percorso quinquennale in una maniera quantomeno dignitosa. Quello che mi è piaciuto tanto in questo brutto periodo è stato vedere la coesione che è nata tra noi compagni di classe, è proprio vero che la difficoltà unisce».
Parlando invece di sport: questa stagione da assistente allenatore com’è andata per te?
«È stata un’annata incredibile! Ho deciso di fare il corso di allievo allenatore appena compiuti 18 anni ma non pensavo di ricevere così tanto in così poco tempo. Inizialmente dovevo fare solamente l’assistente di Mario Breschi con la squadra dell’under 13 poi un pomeriggio della scorsa estate Tommaso Della Rosa al Villone Puccini mi ha chiesto ‘Perché non mi aiuti con Montale e con l’under 18?’ per me è stato un sogno. È stato un attestato di stima di una persona che tra le linee mi ha detto ‘Mi fido delle tue potenzialità’. La C Gold con Montale poi è stata l’emozione più grande perché è un campionato dove si fa veramente sul serio e ti confronti con squadre di grande livello. Eravamo partiti per spacciati e alla fine ci siamo ritrovati a combattere per la salvezza diretta, una sensazione stupenda ribaltare il pronostico quando ti danno tutti per spacciato».
Che differenze hai notato a stare in panchina con l’under 13 rispetto all’under 18?
«Sono due mondi totalmente opposti. Con Mario nell’under 13 mi sono divertito tantissimo anche perché ai ragazzini di quell’età devi ancora insegnare tanto sia dal punto di vista tecnico che dal punto di vista comportamentale. Allenare l’under 18 invece è stato strano perché è un campionato in cui c’erano tutti miei coetanei e nel quale avrei potuto giocare anche io ma mi ha fatto strano perché mi sono ritrovato a fare da allenatore a giocatori come Alessandro Mati che sono stati miei compagni per tanti anni. Queste esperienze mi hanno fatto vedere due facce differenti del settore giovanile, ovvero quello più didattico dell’under 13 e quello più disposto a lanciare giocatori come l’under 18».
Programmi per il prossimo anno?
«Quello che posso dire con certezza è che sarò sempre a Pistoia. A livello di dirigenza non ho ancora parlato con nessuno quindi non so ancora a quale gruppo sarò integrato ma col parco allenatori presente nella Academy del Pistoia Basket questo non è un problema perché tutti possono insegnarmi tanto, partendo da Tommaso Della Rosa che è il più giovane e quindi quello che ha più voglia di dimostrare fino a Cristiano Biagini che è il nostro Talismano e punto di riferimento. L’unica speranza vera e propria è quella di poter ripartire con allenamenti veri e propri il prima possibile».



