Le società entro quella data dovranno depositare alla Covisoc la documentazione relativa alla situazione patrimoniale e in cui dovranno essere regolarizzate le spettanze ai tesserati
Il Consiglio della Figc nella riunione dell’8 giugno 2020 ha deliberato che le società professionistiche, entro il 15 luglio 2020, devono assolvere il pagamento degli emolumenti netti dovuti, per le mensilità di marzo, aprile e maggio 2020 e per quelle precedenti, ove non ancora soddisfatte, ai tesserati, ai lavoratori dipendenti ed ai collaboratori addetti al settore sportivo, titolari di contratti con compensi annui lordi non superiori a 42.477,00 euro per la serie A, 28727,00 per la serie B e 26644,00 euro per la serie C.
Una corsa contro il tempo quindi per i club di Serie C. Entro la data del 15 luglio, le società – come riportato su TuttoC.com – dovranno depositare alla Covisoc la documentazione relativa alla situazione patrimoniale e in cui dovranno essere regolarizzate le spettanze ai tesserati. Il nodo da sciogliere è quello relativo alla cassa integrazione, inserita nel decreto rilancio del Governo e che riguarda anche chi ha un reddito lordo annuo fino a 50 mila euro.
Fino a questo momento le società non sono riusciti ad ottenerla, nonostante le domande siano state accettate dagli uffici regionali, in quanto mancherebbe ancora il via libera definitivo da parte del ministero competente e dell’Inps per sbloccare la situazione. Questo naturalmente è un problema che riguarda circa il 90% dei club di Serie C che al momento si ritroverebbero di conseguenza indietro di tre mesi con i pagamenti, con il rischio di non poter adempiere agli impegni previsti dai regolamenti ed iniziare la prossima stagione con una penalizzazione in classifica.



