Vini Zabù-KTM, Scinto: «Visconti via per questioni di budget». Lui: «Non commento»

Luca Scinto e Giovanni Visconti spiegano la separazione di quest’ultimo dalla Vini Zabù-KTM, giunta dopo due stagioni

Luca Scinto e Giovanni Visconti hanno spiegato il loro divorzio al sito quibicisport.com. Il primo a prendere la parola è stato il DS della Vini Zabù-KTM, in un’intervista pubblicata lo scorso giovedì. Scinto ha svelato che alla base del divorzio col trentasettenne c’è stata una divergenza di budget.

LA VERSIONE DEL DS

Le due parti, come ha spiegato l’ex gregario di Mario Cipollini, erano lontane sin dalla scorsa estate: «I fatti sono andati così: ad agosto abbiamo iniziato a ragionare per il 2021. Lui ha chiesto subito lo stesso compenso di quest’anno, nonostante i suoi 38 anni. Io ho risposto dicendo che a quell’età non potevamo dargli tutti quei soldi. Pensavo che Giovanni dopo qualche giorno abbassasse le sue pretese, ma non l’ha mai fatto e dunque abbiamo interrotto la trattativa. A prescindere dal mio rapporto con lui e dal bene e dall’affetto che gli voglio, non mi stupisco che sia finita così».

Scinto però non ha nascosto la delusione quando pensa ai termini dell’accordo tra Visconti e la Bardiani CSF. Anzi, addirittura ha svelato un’importante retroscena: «Reverberi, il proprietario, disse davanti a tutti durante il Giro che nemmeno lui l’avrebbe ingaggiato a quelle condizioni. Poi alla fine l’ha preso con una cifra nettamente inferiore a quella per cui ha chiuso le trattative con noi. Ripeto: voglio bene a Giovanni e gli auguro tutto il meglio, ma la verità è questa. Ci ha chiesto un compenso esagerato e poi ha cambiato squadra per una cifra nettamente inferiore».

IL SOSPETTO E IL RIMPIANTO

Cos’ha spinto dunque Visconti a lasciare San Baronto? Scinto si è fatto una sua idea: «Penso che con loro abbia visto un futuro dopo le corse, magari alla Cipollini. Federico Zecchetto deve averci messo il suo zampino. Voleva un corridore importante per il ritorno nelle corse delle sue bici e ha scelto Giovanni. Credo sia andata così, altrimenti non saprei come spiegarmelo».

Scinto ha poi concluso con un piccolo rimpianto: «Ormai pensavo che avrebbe concluso la carriera con noi. Mi dispiace umanamente ma quando due persone non si mettono d’accordo su questioni di budget è scontato un epilogo così. Già in passato l’abbiamo pagato un po’ troppo nonostante la sua età. Certo, i risultati sono arrivati e non posso che ringraziarlo per quello che ha fatto con noi, però così non potevamo proseguire. Se ha visto un futuro con la Bardiani o con la Cipollini è giusto che abbia cambiato squadra. A lui e alla sua splendida famiglia auguro il meglio possibile».

LA RISPOSTA DI VISCONTI

Poche ore dopo è arrivata la versione del corridore d’origini siciliane: «Tutti sappiamo come sono andate le cose. Non avevo nulla in mano per il 2021 e mi sono guardato intorno, chiunque avrebbe fatto così. Io devo pensare al mio futuro e la Bardiani, con i suoi sponsor e Federico Zecchetto cui sono molto amico, mi ha garantito un sereno prosieguo della mia carriera. Mi si è presentato davanti un ambiente che reputo familiare e ho accettato. In un periodo difficile come quello attuale, non solo per lo sport, ma per tutti i settori della società, non posso lasciarmi sfuggire un treno tanto importante». Interpellato sulle parole del suo ex DS, Visconti ha risposto con un sostanziale no comment: «Preferisco parlare di futuro».

UN RAPPORTO COMUNQUE FRUTTUOSO

S’interrompe dunque così il sodalizio iniziato nel 2019, quando Visconti lasciò la Bahrain Merida per passare all’allora Neri Sottoli. Ad inizio di quella stagione il ciclista tre volte campione italiano ha subito raccolto col team di Angelo Citracca un successo al Giro di Slovenia ed un altro in quello austriaco. L’affermazione più importante però giunse al Giro di Toscana di metà settembre, dove Giovanni seppe battere il vincitore del Tour Egan Bernal.

Quest’anno, col ritorno della squadra al Giro, Visconti sperava di regalare un successo di tappa a Scinto e soci, sfruttando le prime giornate nella sua Sicilia. L’impresa è stata sfiorata sull’Etna, quando solo l’ecuadoriano Jonathan Caicedo ha preceduto Giovanni nell’arrivo sul vulcano. Visconti e la Vini Zabù-KTM avevano poi arpionato la Maglia Azzurra all’inizio dell’ultima settimana, quando poi è giunto il ritiro per problemi fisici.

IL FUTURO DI ENTRAMBI

Proprio quell’amaro in bocca sarà il punto di ripartenza nel nuovo team: «Si, in Bardiani avrò i miei spazi, mi hanno cercato perché credono in me anche a 38 anni. Voglio poi riprendermi una piccola rivincita con il Giro d’Italia».

Scinto, che sta pian piano riprendendosi dal Covid, a sua volta dovrà prepararsi ad un’annata di grandi cambiamenti. Oltre a Visconti, il team ha salutato anche Wackermann, Marengo e Garosio. Il ciclomercato comunque non è ancora finito, seppur sia ormai in fase avanzata. Per adesso la Vini Zabù-KTM ha annunciato solo i nomi in partenza, come un giocatore di poker classico che scarta e ripesca nel mazzo. Se nel ventaglio saranno arrivati degli assi o altre carte utili, lo sapremo solo alla fine del turno.

Edoardo Gori
Edoardo Gori
Classe '93, laureato in scienze politiche, studi in comunicazione. Appassionato di sport fin dalla tenera età. Tra le discipline più seguite i motori, il ciclismo e ovviamente il calcio.

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