La Fip ha reso noto il protocollo per il ritorno in palestra degli atleti del basket minors e giovanile. Scopriamo i punti salenti
Il ritorno in palestra degli atleti del basket minors e giovanile si avvicina. Già, perché dopo aver riconosciuto tutte le categorie (fatta eccezione per il Minibasket) di interesse nazionale, la Fip ha pubblicato il nuovo protocollo sanitario da rispettare per la ripresa delle sessioni d’allenamento. Niente tampone rapido ogni due settimane come invece si era ipotizzato, ma solo un test nelle 72 ore precedenti alla prima seduta.
Gli allenamenti, oltre all’attività individuale, potranno prevedere anche esercizi di contatto. Riguardo alla modalità di accesso agli impianti, il regolamento prevede l’obbligo di un’autocertificazione che dovrà essere compilata settimanalmente e consegnata a un incaricato scelto all’interno dell’organigramma societario (Referente COVID-19). Inoltre, tutti gli atleti che hanno contratto il Covid-19 dovranno sottoporsi a visita medica per il rilascio del certificato per l‘attività sportiva agonistica secondo le normative vigenti, anche se già in possesso di certificato in corso di validità.
Ma cosa succede se un soggetto del Gruppo Squadra viene trovato positivo? “Se un componente dovesse presentare uno o più sintomi tra quelli evidenziati nell’autocertificazione, rimarrà al proprio domicilio e contatterà tempestivamente il medico di fiducia per gli accertamenti e le terapie del caso – si legge nel protocollo – Gli altri componenti il gruppo continueranno nelle attività sportive previste, in attesa degli esiti degli accertamenti. Qualora venga confermata la positività, tutti dovranno eseguire un tampone antigenico o molecolare. Se il tampone antigenico dovesse risultare positivo, dovrà essere effettuato un tampone molecolare. Coloro che risulteranno positivi verranno isolati e seguiranno quanto previsto dalle autorità sanitarie, i negativi continueranno nelle attività programmate”.



