Dura risposta di Pietro Basciano (presidente LNP) a Gandini su una LBA a numero chiuso: «Non possono fare a loro piacimento»
La Final Eight di Coppa Italia non è certo finita al termine della finale. Alla conferenza di chiusura infatti ha preso la parola il presidente della Lega Basket Serie A, Umberto Gandini, ribadendo quanto già detto in un intervento del dicembre 2020 riguardo le licenze per la Serie A1 2021/22. Questo il suo pensiero a riguardo: «Un intervento per aumentare la professionalità della pallacanestro in Italia. Né più e né meno quello che viene fatto dalla lega tedesca e spagnola. Sia per l’ammissione alla stagione 21/22 che per la permanenza della Serie A. Per avere il 1° luglio 2021 un manuale delle licenze rispettato da tutti, che riguarda i controlli a livello economico/finanziario, ma anche qualificare sempre meglio una società professionistica».
LA RIPOSTA DI BASCIANO
Pietro Basciano, attuale presidente della Lega Nazionale Pallacanestro, sembra però non aver gradito quanto detto dal suo collega dirimpettaio. La sua risposta infatti, attraverso le colonne di Tuttosport, non si è fatta attendere. Di seguito riportiamo quanto dettato da Basciano a Piero Guerrini, giornalista del quotidiano torinese.
“Attualità. Posso capire la difficoltà di Gandini che ha due club storici sul fondo. E io posso testimoniare che in A2 la Virtus Bologna ha trovato l’habitat per ripartire. Nell’anno dell’ingresso di Zanetti ha vinto Coppa Italia e campionato, lanciato giovani italiani, ritrovato l’entusiasmo del pubblico e risanato il bilancio. Obiettivo che forse altri dovrebbero darsi. Se il futuro sono le licenze, l’attualità è il merito sportivo.
Il problema è al piano di sopra. Mi preme ribadire che nelle ultime 6 stagioni, solo in due casi sono arrivate in A2 le retrocesse (Virtus Bologna e Capo d’Orlando): segno che la sofferenza è nei costi del professionismo. Invece la A2 negli ultimi 4 anni ha dato alla Serie A club che oggi occupano dal 4° al 10° posto. Dimostrano di essere in grado di sostenere i parametri del professionismo
Riforma globale. Noi siamo per una riforma globale, ma in base alle sue potenzialità. E prima delle riforme forse è il caso di vedere quante a fine stagione, potranno farne parte. Soprattutto innalzando i parametri.
LBA lega chiusa? Ritengono di poter aprire e chiudere a piacimento. Noi, a 32 squadre, abbiamo combattuto per la seconda promozione. Ma la A non voleva farne scendere più di una, imponendo invece una riduzione della A2 a 28 squadre. Poi quando hanno deciso di aver bisogno di ritrovare le piazze storiche, ecco le tre promozioni. Non posso accettare che gli investimenti in Serie A2 non siano considerati pari, a livello di sacrificio, a quelli di una Serie A che pensa ad una lega chiusa”.


