Il ritorno del VRT sulla pista emiliana ha confermato la forma dei piloti che hanno scelto la 488. In crisi nera i vecchi protagonisti
VRT di nuovo in pista per il secondo appuntamento del nuovo campionato Pro. Dopo l’avvincente esordio a Spa, i ragazzi del VRT sono virtualmente tornati in Italia, al circuito “Enzo e Dino Ferrari” di Imola. Chi si aspettava un GP sulla falsariga del round belga è rimasto in parte deluso, ma la gara ha comunque riservato un bello spettacolo, seppur confermando il dominio della Ferrari. Sul tracciato dedicato al suo fondatore, la casa del Cavallino ha occupato i primi tre posti, con poco spazio per tutte le altre marche ad eccezione di McLaren ed Audi. L’Aston Martin ha tuttavia recuperato in gara, mentre per i piloti Porsche la notte si fa ancora più buia.
LA CRONACA DELLA GARA PRO VRT
Dopo l’incubo di Spa, Francesco Fidelibus s’è imposto in una gara pressoché perfetta. L’alfiere del VRT ha portato la sua 488 in pole position con un bel colpo di reni nel finale delle qualifiche, mantenendo poi il comando pure in gara senza quasi mai faticare. L’unico a tenergli testa è stato il leader del campionato nonché vincitore di Spa: Luca Mutolo. Luca, dopo una qualifica storta in quinta posizione, si è fatto largo fra i primi e s’è messo all’inseguimento di Fidelibus, dimostrando di avere un eccellente passo sui livelli del rivale. Il leader del GP però, tolti alcuni decimi persi con i doppiaggi, non ha mai prestato il fianco ed ha vinto con un distacco di due secondi e mezzo, vendicando l’esordio da incubo.
I due si sono così candidati ai ruoli di protagonisti del campionato, con un possibile terzo incomodo, sempre su Ferrari, a potersi inserire. Leonardo Porco infatti, giunto terzo, ha messo a segno tempi simili ai due rivali, ma nelle prime fasi di gara ha perso tempo con alcuni errori e con qualche aspra bagarre. Tra queste vi è stato l’episodio che l’ha fatto retrocedere al sesto posto dopo l’intervento della direzione gara. Leonardo, intorno a metà corsa, ha toccato Enrico Ferraris alla Rivazza, escludendo il rivale su McLaren dalla lotta per il podio (arrivato poi solo tredicesimo).
Sul podio è dunque tornato Samuel Dova, che aveva resistito per quasi tutta la seconda parte del GP agli attacchi di Porco. Una resistenza che era andata in frantumi solo al penultimo giro, quando Dova si era dovuto arrendere alla Rivazza. La penalità di Porco gli ha quindi restituito un podio che tutto sommato meritava e che lo issa nella Top 3 del campionato. A Leonardo rimane il rammarico di aver gettato via una rabbiosa rimonta per la troppa foga.

GLI EXPLOIT
Dopo l’assenza a Spa ha ben esordito Emanuele Ferraro su Audi. Emanuele si è messo in mostra sia in qualifica che in gara, dove ha chiuso in entrambe le occasioni al quinto posto (poi quarto dopo l’intervento dei giudici). Ferraro inoltre non è giunto tanto lontano dal podio, dimostrando che la R8 è una macchina per nulla da scartare (è l’unico a correre con l’auto dei Quattro Cerchi). Ottima prestazione anche per Claudio Guerrina su McLaren, sesto al traguardo e poi quinto nell’ordine d’arrivo, dopo una gara in chiaroscuro a Spa dove aveva chiuso a metà classifica.
Sempre su McLaren si è messo in luce Eri Eler, ottavo alla fine ma in rimonta dopo un contatto all’inizio che l’aveva fatto scivolare a metà gruppo. Palma di “Pilota maggiormente migliorato” senza dubbio a Gianluca Atzori, che dopo i pochi chilometri in Belgio ha chiuso e bene la Top Ten di serata.
I DELUSI
Leggero peggioramento rispetto a Spa per Roberto Santoro, nono dopo il sesto posto all’esordio, e soprattutto per Giulio Clementi, settimo dopo il podio di due martedì fa. Giulio tuttavia ha sofferto una qualifica sottotono, conclusa in sedicesima piazza, sfruttando invece al meglio l’ottimo passo gara della sua Aston.
Poca gloria invece per Francesco Giustarini, finito diciassettesimo dopo un guaio avuto nelle prime fasi di gara. Sfortunato anche Cristian Nembrini, che con la sua Mercedes era in lotta con Porco e Dova per il podio. Un Drive Through, subito per aver superato troppe volte il limite della pista, e una disconnessione nel finale gli hanno tarpato irrimediabilmente le ali.
Crisi nera per i tre grandi protagonisti dello scorso campionato: Gabriele Gargini, Matteo Gnoni e Pasquale Amatruda. I primi due hanno percorso pochi chilometri su una Porsche apparsa sempre più in affanno, mentre Pasquale deve ancora trovare il ritmo con la Ferrari. Il campionato è ancora agli albori, ma per i tre ex protagonisti il prossimo appuntamento sarà per forza di cose l’ultimo appello.

IL PROSSIMO APPUNTAMENTO PER IL VRT
Il calendario potrebbe dare una mano ai piloti su Porsche. Il VRT, dopo due round su piste veloci, andrà in scena su una delle piste più tortuose d’Europa: l’Hungaroring. Il tracciato ungherese, tappa fissa della F1, si è acquisito la fama di “Montecarlo senza yacht” sin dalla sua costruzione nel 1986. Ha un solo grande rettilineo e presenta una serie infinita di curve di medio-bassa velocità, da affrontare con le marce basse e senza distrazioni. Qualificarsi nelle prime posizioni, visti i pochissimi punti buoni per superare, sarà senza dubbio l’obiettivo principale di ogni pilota.
Il meteo poi potrebbe dare una grana in più ai piloti, poiché l’Hungaroring sul bagnato può diventare una vera e propria trappola infernale (soprattutto in gara dove la visibilità per chi partirà in fondo sarà pressoché nulla). Sarà interessante mettere alla prova la supremazia Ferrari, la buona forma di Mercedes, Aston Martin e McLaren, la crisi della Porsche e l’imprevedibilità dell’Audi. Spesso l’Hungaroring in F1 ha fatto storia a sé, perciò vedremo se anche il VRT riserverà un rimescolamento di carte o una conferma di tendenza. Appuntamento per martedì 2 marzo, come sempre alle 21:45 circa sul Twitch ufficiale del VRT.



