Gtg Pistoia Basket – Givova Scafati 67-86, le pagelle della sfida

Il peggior Fletcher visto finora, male anche Wheatle. Insomma, non si salva nessuno nelle fila del Pistoia Basket

GTG PISTOIA BASKET

Della Rosa 5+ (4 punti, 5 assist, 3 rimbalzi e 11 di valutazione in 24′): manda a bersaglio un tentativo su due dalla lunga distanza, uniche conclusioni a cronometro attivo della sua partita. Imprime alla manovra offensiva qualche buon cambio di ritmo, favorendo un paio di tiri aperti dei compagni. Ma nel complesso incide poco.

Poletti 5+ (13 punti, 9 rimbalzi e 15 di valutazione in 32′): “Big Mitch” tira male (4/10 dal camp, con 2/7 da tre) e, anche se sfiora la doppia doppia, non riesce a imporsi vicino a canestro. La caparbietà nell’intraprendere iniziative offensive non gli manca, ma la lucidità e la concretezza sì.

Del Chiaro ne

Fletcher 4,5 (10 punti, 6 rimbalzi e 5 palle perse in 36′): la peggior versione di se stesso da quando veste bianco-rosso. Oltre al 4/13 dal campo con 5 palle perse, sbaglia quasi tutte le scelte. Giusto qualche giocata isolata nel primo tempo, poi sparisce senza appello (una stoppata su Dincic e nulla più). Soffre la rocciosità di Palumbo, che lo francobolla efficacemente per gran parte del match. L’appoggio indisturbato fallito sulla sirena del terzo quarto è la fotografia della sua amara prestazione.

Saccaggi 5,5 (13 punti, 4 assist e 15 di valutazione in 31′): la difesa campana non gli lascia grossi spazi e ciò gli impedisce sia di andare al ferro con continuità sia di muovere la difesa a favore dei compagni. Di conseguenza la sua regia non è illuminante, ma ha comunque il merito di ricavarsi dei pertugi per conclusioni personali.

Sims 5+ (14 punti 7 rimbalzi e 15 di valutazione in 24′): alti e bassi. Ci sono momenti in cui è il riferimento offensivo imprescindibile, altri in cui esce completamente dalla partita. Quando però decide di attaccare c’è sempre da prendere appunti. In difesa invece più bassi che alti, con Benvenuti e Cucci a fare da topi nel formaggio intorno a canestro.

Querci 5 (6′): non combina niente di significativo, mancando così la wildcard per dei minuti aggiuntivi. In difesa fa fatica a tenere il passo degli esterni avversari.

Wheatle 5 (9 punti 4 rimbalzi e 5 palle perse in 29′): prova opaca, eccessivamente in ombra. Con un Fletcher in panne, sarebbe stato fondamentale un contributo più sostanzioso da parte sua. Quando osa e attacca il ferro lo fa bene, il problema è che lo fa troppo poco. E quando la passa con pigrizia, la perde. Come nota a margine, è autore anche lui di una stoppata scenografica.

Riismaa 5,5 (4 punti 3 rimbalzi e 5 falli in 12′): entra sempre con personalità. Se nella metà campo offensiva ha ormai trovato la sua dimensione con penetrazioni dinamiche e ricezioni sul fondo, nell’altra deve ancora imparare a contenere i falli. In generale la crescita del ragazzo è incoraggiante.

Zucca 5 (6′): stesso discorso valso per Querci, troppo poco per guadagnarsi spazio e fiducia maggiori. Fa un bell’assist schiacciato a terra per Riismaa, ma nient’altro degno di nota.

All. Carrea 5+: a fine partita imputa alla propria squadra di aver espresso una minor voglia di vincere rispetto agli avversari, includendosi come sempre tra i responsabili. Non si può che sottoscrivere. Troppa discontinuità, contro corazzate come Scafati non bastano due o tre folate ma serve solidità psicofisica nei 40′. Prova a scuotere i suoi con vari time-out, ma non ottiene granché.

GIVOVA SCAFATI

Il migliore – Palumbo 7,5 (4 punti 11 rimbalzi 11 assist 7 recuperi e 27 di valutazione in 33′): in una serata in cui Scafati conta ben cinque giocatori in doppia cifra, lui fa tutto il resto, dimostrando che si può essere decisivi anche segnando pochi punti. Il classe 2000 ha un impatto fisico e difensivo impressionante, d’altronde stiamo parlando di un playmaker di 198 cm..

Il peggiore – Musso 5,5 (3 punti in 21′): all’andata l’impronta sulla gara l’aveva messa soprattutto lui, stavolta va diversamente. In attacco il gaucho non riesce a entrare in partita, registrando un 1/6 dal campo. È troppo intelligente per creare danni ai suoi, ma la sua prova è insufficiente.

Lorenzo Carducci
Lorenzo Carducci
Cresciuto a pane e basket a Montecatini. Laureato in Giurisprudenza presso l'Università di Pisa, coltiva la passione per lo sport e per il sociale. Si ostina a fare il playmaker amatoriale. Da tifoso dell'Inter, è abituato a gioire una volta ogni dieci anni, quando va bene.

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