Le parole del coach del Pistoia Basket alla vigilia della trasferta a Cento. Dopo cinque ko di fila, i biancorossi hanno necessità di rialzarsi
Che il momento in casa Pistoia Basket non sia facile è tutt’altro che un mistero. Più per le sconfitte in sé (cinque di fila), è l’involuzione della squadra a preoccupare maggiormente. Secondo Michele Carrea però non tutto è da buttare ciò che si è visto contro Napoli. «Difensivamente parlando, abbiamo fatto una partita seria. Poi sicuramente non vengo a dire che io e il gruppo meritiamo complimenti, ma abbiamo accumulato una serie di errori tecnici che ci stanno – il parere del coach biancorosso, ospite di Andrea Giampà Private Banker – Al contrario che con Scafati, c’è stato l’atteggiamento giusto».
Una valutazione differente rispetto a quella effettuata dal presidente Massimo Capecchi, che ha parlato di «prestazione non all’altezza», proprio come quella vista domenica scorsa con la Givova. «Il basket è bello perché si possono vedere le cose non nella stessa maniera. L’analisi del presidente è legittima e rispettabile. Per quanto mi riguarda sono dell’avviso che la squadra non abbia mai mollato e che sia incappata in errori a livello di palle perse che ti impediscono di vincere e con le quali concedi 30 punti agli avversari. La prova offensiva è stata gravemente insufficiente, ma spero di aver trasmesso in questi giorni ai giocatori la serenità necessaria per gestire i possessi». Serenità, una parola tutt’altro che banale in questo periodo. «Il nervosismo ci sta, anche se preferisco parlare di certe cose all’interno dello spogliatoio. Che poi ci siano delle carenze strutturali nel roster è vero – sottolinea Carrea – Sono frutto di scelte sbagliate e di altre situazioni, come l’infortunio di Marks o la crescita rallentata dei ragazzi in uscita dalla panchina. E questo influisce negli sbagli che facciamo. C’è poi la componente caratteriale, visto che in questo momento risultiamo troppo fragili».
Sotto questo aspetto, il Pistoia Basket proverà a invertire la rotta contro Cento, nel match in programma per domenica 28 febbraio in terra emiliana (palla a due alle 18). Una gara che pone la squadra, almeno secondo la società, con le spalle al muro. «Un po’ di pressione le parole del presidente la metteranno. Affrontiamo una compagine compatta, con due americani di taglia e con tanti giocatori al loro fianco bravi ad aprire il campo. Si passano bene la palla, creano molti vantaggi e mostrano un bel basket. Per quanto ci riguarda non dovremo commettere l’errore di inseguirli. E in attacco le cose vanno risolte, perché certe lacune offensive non posso essere colmate solo da un grande sforzo difensivo. In che modo? La responsabilità è sia dei giocatori sia dello staff, che li deve mettere nelle condizioni per rendere al meglio delle loro possibilità».


