L’ex numero 10 e capitano arancione sul momento della Pistoiese: «I presidenti, gli allenatori e i giocatori passano ma quello che rimane alla fine è la maglia»
Grinta, voglia e coraggio, al dì la delle sue doti calcistiche, sono sempre stati gli aspetti che dentro e fuori il campo hanno caratterizzato l’ex numero 10 e capitano arancione Corrado Colombo. La sua perseveranza e l’attaccamento ai valori di questo sport lo hanno sempre contraddistinto come un leader, un esempio da seguire per i suoi compagni. Lo ha fatto anche quando ha vestito la maglia arancione, la maglia di quella città, Pistoia, che è diventata la sua casa.
Per segnare un gol non sempre devi calcare un rettangolo verde e la dimostrazione è quella di Corrado Colombo, intervenuto ai microfoni di Pistoia Sport, che ha voluto trasmettere, in questo che sicuramente è uno dei momenti più difficili che sta attraversando la Pistoiese nell’anno del Centenario, un messaggio di speranza per tutto l’ambiente orange: «La cosa fondamentale è ottenere a tutti i costi la salvezza – ha sottolineato l’ex capitano arancione -. I presidenti, gli allenatori, i giocatori passano ma quello che rimane per sempre è la maglia. Retrocedere in serie D aumenterebbe ulteriormente le difficoltà per il futuro arancione e vincere un campionato per riappropriarsi della C non è certamente una passeggiata. I giocatori devono capire che la retrocessione è una macchia che ti rimane addosso e questo deve essere uno stimolo per dare ancora di più».
Riguardo alla stagione travagliata dell’Olandesina, secondo il punto di vista di Colombo guardarsi indietro non serve a niente: «Sulla società si è detto tutto e di più – ha proseguito l’ex orange – le polemiche fanno parte del gioco ed è normale, perchè sicuramente sono stati commessi errori nella gestione. Le scelte hanno portato ad una stagione fallimentare ma siccome mancano ancora nove partite c’è ancora la possibilità di salvarsi. Da oggi al 25 aprile l’obiettivo principale è quello di mantenere la categoria, poi successivamente ci sarà la possibilità di fare una valutazione e riprogettare il tutto a prescindere se sarà la famiglia Ferrari o meno a farlo. Il mio – ha concluso Colombo – vuole essere un messaggio di speranza per tenere alto il valore della maglia arancione».
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