Il Muay Thai a Pistoia: alla scoperta di Francesco Iadanza

Questo weekend a Pescara si terrà un main event di muay thai, l’arte marziale di boxe tailandese. Tra i partecipanti il pistoiese Iadanza

Il Muay Thai è una delle arti marziali più in rampa di lancio. La disciplina originaria della Thailandia, famosa per le molte varianti di colpi, sta avendo molto seguito nelle palestre e, nonostante la chiusura di queste, sta continuando comunque ad accrescere la sua popolarità.

Un fenomeno in continua espansione grazie soprattutto agli eventi nazionali, nei quali si sfidano i migliori adepti con in palio importanti titoli. Questo weekend, al Palasport Giovanni Paolo II a Pescara, andrà in scena la 27^edizione del “Venator FC 6”. La serata vedrà la messa in palio di due importanti cinture mondiali: la Wako e la Wmc. Insieme ai due tornei principali ci saranno anche altri titoli importanti da assegnare e in uno di questi, seppur in un reserve match, ci sarà in lizza anche un pistoiese.

IL MUAY THAI A PISTOIA

Nel programma della serata pescarese figura anche Francesco Iadanza, classe 1995 rappresentante della storica palestra Siam Gym di via Machiavelli. Francesco ha partecipato ad un reality, che andrà in onda prossimamente su Rai Sport, in cui assieme ad altri 15 fighter si è messo in gioco nella specialità di cui si è innamorato ben dieci anni fa. «Il Muay Thai non è un’arte marziale come le altre» ci ha raccontato a telefono Iadanza.

«Fin da quando ho iniziato mi sono sentito una persona nuova e ciò mi ha aiutato tanto, non solo nel praticare attività sportiva. I miei riflessi sono migliorati molto, così come il mio fisico, ma anche nello spirito sento di esser cresciuto moltissimo. Le arti marziali in questo saranno sempre tra le discipline migliori».

UNA LENTA SCALATA

Francesco ha superato diverse fasi per giungere al grado di lottatore professionista: «Si parte col grado light contact, per poi passare ai tre gradi del full contact che portano definitivamente al professionismo». Arrivati in questa fase, i fighter possono essere ingaggiati per i main event dove vengono messe in palio le cinture più importanti del circuito, sia a livello nazionale che internazionale. Andare a Pescara per Iadanza sarà quasi come partecipare ad un Mondiale: «Ci saranno da assegnare molti titoli di categoria. Sarà uno spettacolo bellissimo a cui assistere, anche se ovviamente potrà essere visibile solo in tv (Rai Sport)».

IN ATTESA DI SPICCARE

Francesco purtroppo potrebbe non essere tra i protagonisti principali, visto che il suo sarà un match quasi di contorno: «Qualche mese fa ho perso un incontro che qualificava ad uno dei tabelloni principali. Il mio rivale era molto forte, tra i top della categoria, perciò mi sono difeso come meglio potevo ma è servito a poco. Il mio scontro sarà una sorta di spareggio per essere ripescato».

Il regolamento prevede infatti che, se capitasse un forfait o un infortunio serio ai vincitori degli incontri principali, chi ha avuto la meglio in un reserve match possa coprire il posto del combattente impossibilitato a proseguire l’evento. Francesco perciò dovrà disputare al meglio il proprio incontro, sperando che alla fine possa rivelarsi valido per qualcosa di più. Mal che vada sarà comunque un’esperienza da cui ripartire: «Di questi tempi sono già felice di salire sul ring, perciò non penso troppo a quanto possa servirmi sul momento o meno vincere lo scontro».

IL MUAY THAI IN PANDEMIA

Il Muay Thai a Iadanza non è servito solo come attività individuale. Fare gruppo con i ragazzi in palestra era uno degli aspetti che più motivavano Francesco, che di anno in anno si è sempre più sentito a suo agio nella Siam Gym. Un bellissimo feeling che purtroppo ha risentito dell’esplosione della pandemia, che ha ridimensionato e molto la vita delle palestre. «All’inizio era terribile – racconta Francesco – sembrava di essere dentro ad un film. Passare da avere una trentina di persone all’essere in pochissimi è una sensazione assurda. Non è stato per niente facile adattarsi ed ancora oggi rimpiango i giorni in cui potevamo allenarci tranquillamente facendo gruppo tutti assieme. Non vedo l’ora di tornare in quell’atmosfera».

Per il momento gli allenamenti proseguono, più o meno con la stessa intensità, anche se per Francesco a volte la fatica sembra più pesante. «Andare in palestra da solo è molto differente: faticare in gruppo è molto più leggero. La testa è più sgombra e torni a casa con molta più soddisfazione. È proprio questo ciò che è cambiato maggiormente. Però purtroppo bisogna adattarsi alla situazione ed aspettare che tutto passi. D’altronde seguire il muay thai e tutte le altre arti marziali aiutano proprio a crescere la mente, smettere sarebbe ancora peggio. Proseguiamo aspettando che tornino i bei tempi!».

Edoardo Gori
Edoardo Gori
Classe 1993, laureato nel 2018 in Scienze Politiche. Sviluppa la passione per lo sport in tenera età grazie alle discese fra i pali stretti di Tomba ed alle scalate sui monti italiani e francesi di Pantani. Nel mezzo, consapevole del cammino impervio che l'attende, inizia i suoi due grandi culti: l'Inter e la Ferrari. Ha due grandi sogni impossibili (o quasi): Leclerc campione del Mondo ed i Titans al Super Bowl.


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