Gli ex biancorossi Giulio Iozzelli, Giovanni Bassi e Gianluca Mazzoncini protagonisti della promozione in A2 del San Giobbe Basket Chiusi
Spunta dal confine orientale dell’ex Granducato dei canestri, là dove Toscana e Umbria si abbracciano nel verde delle colline della Val di Chiana, il nuovo nome del basket toscano. E nella crisi dilagante delle grandi città del basket di una regione dalla retina sempre più sfilacciata, ecco che l’avanzata di San Giobbe Chiusi riporterà due squadre in A2 dove la Pistoia dei canestri si troverà il prossimo anno da avversaria due suoi “figli” illustri come Giulio Iozzelli e Giovanni Bassi. Perché se per far partire il progetto Chiusi ci è voluto il ruggito del leone di San Marco, inteso come solidità organizzativa ed economica della Reyer Venezia, per lo sviluppo in tempi record della sua succursale in terra toscana, l’anima pistoiese del San Giobbe è stata decisiva.
«Pensare di vincere il campionato al primo anno nonostante gli obiettivi di Chiusi non era prevedibile – dice l’ex direttore sportivo del Pistoia Basket, Iozzelli- abbiamo avuto il merito di vivere una stagione complicata con equilibrio. Il legame con la Reyer è stato decisivo per la mia scelta e il filo con la casa madre è stato diretto nonostante tutte le scelte le abbiamo prese in autonomia. E nonostante per la pandemia ci siamo visti poco con Brugnaro e Casarin che sono potuti venire solo per i playoff. La Legadue è fondamentale per lo sviluppo del loro progetto in prospettiva che ci porterà già dal prossimo anno ad avere 2- 3 ragazzi del settore giovanile Reyer in rosa».
«Ancora non ho realizzato quello che abbiamo fatto – il commento di Bassi, che ha iniziato la sua carriera da allenatore con la Valentina’s Bottegone dove aveva chiuso quella da giocatore iniziata giovanissimo in un’altra favola bella del nostro basket, che rimane nell’Olimpia di Vujosevic e Ancillotto – sapevamo di essere forti ma non abbiamo mai pensato di essere i favoriti. Anzi a livello di talento, c’erano squadre che avevano qualcosa più di noi, ma abbiamo colmato quelle lacune con una grande unità d’intenti, l’amicizia e l’impegno che i ragazzi hanno dimostrato. Non avevamo un protagonista per scelta e lo spirito di squadra è stato decisivo».
In quell’Olimpia in cui Iozzelli muoveva i primi passi da dirigenti, giocava anche Walter De Raffaele, il tecnico reyerino che ha riportato Venezia allo scudetto. «Mi sono sentito continuamente con Walter- dice Bassi- ci conosciamo bene, eravamo insieme all’Olimpia…anzi diciamo che lui giocava e io guardavo. Aver avuto il sostegno di un allenatore così importante mi è stato di grande aiuto e non smetterò mai di ringraziarlo. L’attenzione da parte della Reyer è stata alta, l’obiettivo era vincere il campionato in due anni, ce l’abbiamo fatta in uno nonostante una stagione complicata».
L’esperienza di Bassi ormai decano delle panchine in serie B, quella a tutto tondo di un dirigente come Iozzelli che si è calato con umiltà in un contesto molto diverso dalla serie A1 lasciata a Pistoia, dopo averla conquistata da regista assoluto nonostante lo stile sempre allergico alla ribalta con un doppio salto partito dalla B1. C’è anche questo nel successo di Chiusi che ha unito due figure che quasi mai avevano lavorato direttamente insieme, ma che in questi anni si erano studiate da lontano, partendo entrambi dal bacino della retina nostrana. Un connubio che ha guidato Chiusi ad un trionfo annunciato forse visto il blasone, ma per nulla scontato soprattutto quando lo scontro col Covid anche qui è stato frontale.
«Il momento più difficile è stato l’aver dovuto rinunciare alla Coppa Italia conquistata sul campo, coinciso con più di un mese di quarantena- dice Bassi – io stesso l’ho fatta per 35 giorni. Ci tenevamo tanto a giocarla e invece eravamo a casa a telefonarci, malati e preoccupati. Probabilmente è stato un momento che ci ha unito ancora di più e ai giorni più duri, sono seguiti forse i più belli della stagione quando pur allenandoci in 6- 7 giocatori, abbiamo fatto almeno tre capolavori tra cui la vittoria “commovente” di Oleggio. Il momento più bello dell’anno e forse di tutta la mia carriera cestistica». «L’esser riusciti nonostante l’ondata Covid a fine marzo a rimanere primi è stata probabilmente la spinta determinante – continua Iozzelli – il momento più bello è stata la vittoria della finale a gara5, per come si era messa la serie (Agrigento era avanti 1-2), è stata una grande prova da parte della squadra».
Ora l’approdo in A2, vorrà dire anche derby con Pistoia a meno di scherzi strampalate in sede di gironi da parte della Lega Nazionale Pallacanestro. «Il direttore Iozzelli mi ha comunicato che sono stato confermato – chiude Bassi per cui sarà la prima volta in panchina nel secondo campionato nazionale- e lo ringrazio, sia per la scelta dell’anno scorso sia per la conferma. Non mi vedo avversario di Pistoia. Anche se sarò sulla parte opposta della barricata, non vuol dire che non segua con affetto le vicende di Pistoia sperando che si ritrovi sempre più serenità».
«Vincere con Pistoia era stato diverso soprattutto come situazione ambientale – chiude Iozzelli- la pandemia ha tenuto lontani i tifosi ma la gente di Chiusi, un paese piccolo acerbo come tradizione di pallacanestro, si sta avvicinando ora grazie a questi ragazzi. Avversario di Pistoia? Ci penserò quando accadrà, ma quel palazzetto rimarrà sempre casa mia e sono sicuro che tornandoci mi troverò a mio agio tra tante persone a cui voglio bene».
Oltre a Iozzelli e Bassi, un altro ex Pistoia ha dato il suo contributo alla promozione in A2 di Chiusi. Si tratta del preparatore atletico Gianluca Mazzoncini anche lui confermato per la prossima stagione nello staff del San Giobbe Basket.


