Il Montecatini incassa il suo primo punto impattando 1-1 contro il River Pieve. Ciro Mucedola: «Contento della prestazione»
Il primo punticino stagionale incamerato dal Montecatini Valdinievole nel match interno col River Pieve ha avuto quanto meno l’effetto ristoratore di un bicchiere di acqua fresca dopo 10 km di maratona corsa a mezzogiorno nel centro di Teheran in piena estate. Serve per il morale di una truppa che ricorda – per volontà, entusiasmo e dati anagrafici – quella composta dai ben più sfortunati ragazzi di leva del ’99 nella Grande Guerra, motivati ed incuranti del piombo austroungarico negli assalti all’arma bianca verso le trincee nemiche.
La loro sopravvivenza fisica dipendeva molto dagli ufficiali che li esortavano alla pugna al suono del fischietto, udibile anche sotto bombardamento e dall’esempio dei pochi veterani presenti. Nel caso del club dell’Airone, molto della propria sopravvivenza sportiva nella categoria dipenderà dai medesimi fattori, scusandoci in ogni caso per l’irriguardoso quanto necessario paragone con chi diede la vita per la patria ed un po’ meno per il re.
Dopo il commovente assalto al fortino del River Pieve, con la santabarbara della retrovia lasciata colpevolmente sguarnita, l’ufficiale col fischietto, pardon, mister Ciro Mucedola spende parole la miele per i suoi giovani bersaglieri dalle piume bianche e celesti. «Sono molto contento ed altrettanto orgoglioso della prestazione del gruppo. Meritavamo miglior sorte. Ma l’atteggiamento, la voglia e lo spirito sono quelli giusti. La staffetta Tempestini-Benvenuti? L’avevamo decisa nel pre-partita perché Lorenzo (Benvenuti, nda) non è ancora al meglio».
Poi parla il veterano, l’esempio da seguire che la ventina l’ha passata solo da poco ma è già un fratello maggiore per molti degli atleti in rosa. Risponde all’appello col nome di Filippo Granucci. Un corazziere lucchese, forza e sostanza, che ha riportato a galla i soldatini termali entrando quasi in porta col pallone. Porta il cappellino d’ordinanza alla rovescia ma gli è concesso. «Se giochiamo così ci possiamo salvare – tuona – abbiamo qualità e quantità. L’esperienza la acquisiremo sul campo domenica dopo domenica».
Mentre nelle segrete stanze del quartier generale montecatinese si lavora febbrilmente per far aggrezzare bocche di fuoco nel reparto offensivo dopo la dipartita verso il fronte lucano del bomber Ferrario. Ieri pomeriggio la motivata truppa è tornata nella prima linea del campo “Mariani” per preparare al meglio la proibitiva sortita in casa del quotato Zenith Prato. Tutto ciò non prima dell’esecuzione del virtuale silenzio fuori ordinanza in onore ed in memoria di uno storico ed appassionato tifoso quale è stato Lauro Lippi, mancato in questi giorni alla veneranda età di 94 anni.



