L’ultimo saluto della nostra redazione a Egidio Seghi, amante del calcio di provincia e amico su cui poter fare sempre affidamento
Il saluto prima di ogni gara del Pistoia Basket, era una specie di rito. Lui con famiglia già posizionati in cima alla tribuna per non perdersi un attimo dello spettacolo dei canestri, io naturalmente su di corsa sul filo della palla a due a raggiungere le postazioni della stampa. La battuta, le chiacchiere sulle mille sfumature dello sport che pure per un calciofilo come lui – non era solo pallone – era invece sempre un piacere. Da tanto tempo era più difficile incontrarsi perché la vita va così, ma il legame tra Egidio Seghi e tutti noi fondatori di PistoiaSport è rimasto sempre forte ed intatto nel tempo. E forte, fortissimo, insopportabile è il dolore di queste ore. Momenti maledetti in cui le parole che sei abituato a modellare e cucire addosso ad ogni cosa, si bloccano. Perché salutare un amico di nemmeno 54 anni, col carisma, il sorriso e pure il ciuffo dell’eterno ragazzo, è difficilissimo. Quasi impossibile. Di parole tra me, tra noi ed Egidio Seghi ce ne sono state tante perché il mister è stato uno di quelli che ci ha sostenuto sempre. Riconoscendo, rispettando ed apprezzando chi prova a raccontare quella grande fetta di sport lontano dalla ribalta e dai riflettori. Riconoscendo la nostra passione nel farlo, che poi era la sua.
Per questo era sempre disponibile a dare una mano. Per commentare una gara, parlarci di quello o quell’altro giocatore, per avere un’opinione mai banale…bastava alzare il telefono e chiamare mister Seghi. Ed eri sicuro di avere parole corrette ma schiette e senza quella stucchevole diplomazia che rende tutto anonimo ed omologato, anche in un mondo colorato e verace come quello delle minors di qualsiasi sport. E pazienza se poi quelle parole non piacevano a tutti. Succedeva a volte quando l’amico e collega Saverio Melegari ai tempi della comune collaborazione con “Il Tirreno” raccoglieva il suo mitico “Angolo di Egidio”, rubrica imperdibile che usciva il venerdì sulle pagine sportive locali del quotidiano. Rubrica affidata a lui pistoiese doc, ma avversario in quella stagione dell’Olandesina nell’anno della difficile ripartenza dall’Eccellenza con i Ferrari come nuovi proprietari, in cui tutte le avversarie l’aspettavano per vender cara la pelle come si addice alla sfida contro le nobili decadute. Tra queste c’erano anche agguerrite cugine che mai avrebbero pensato di sfidarla come il Quarrata di mister Seghi. In molti avrebbero declinato l’invito a fare l’opinionista terzo in un anno delicato per la storia arancione, Egidio lo fece con serietà ed ironia. Quella che l’ha contraddistinto sempre, quella che ce l’ha fatto sentire sempre parte della famiglia allargata di PistoiaSport. Alla sua famiglia, una delle tante nella città delle continue divisioni, dove invece lo sport è religione ed è tutto bello soprattutto se si parla di Pistoia, va ora l’ abbraccio forte da parte di tutti noi.


