È stata presentata la prima prova letteraria di Maurizio Laudicino, dg del Pistoia Basket: «Bisogna riportare il tifoso al centro»
Maurizio Laudicino l’ha definita più un’agenda che un libro, diventato tale grazie al supporto dell’editore Dario Flacovio. Un insieme di appunti messi assieme da febbraio 2020, elaborati durante tutto il lockdown e i mesi di chiusure che hanno contraddistinto il mondo intero, compreso quello sportivo. Fino al successo della Nazionale di Roberto Mancini a Euro 2020, che rappresenta la conclusione del volume “Sport marketing formula. Come fare vincere la squadra anche fuori dal campo riportando il tifoso al centro”, scritto appunto dal direttore generale del Pistoia Basket. Il tema? Ovviamente la sua visione di marketing, alla cui base c’è un aspetto fondamentale, già enunciato nel titolo: il coinvolgimento del tifoso.
Tanti gli aneddoti raccontati nel libro, di 320 pagine, che raccontano pure dei rapporti con Alberto Peluffo, presidente del Consorzio Pistoia Basket City e vice presidente del Pistoia Basket, e con le aziende Per Dormire e Gedac, rappresentate da Antonio Caso e Roberto Pace nella serata di presentazione della fatica letteraria, andata in scena presso Valerio Ricevimenti a Quarrata, a margine dell’Assemblea del Consorzio. Laudicino parla anche della sua esperienza nel calcio e in particolare come responsabile marketing del Livorno, e di cosa a suo avviso non funziona nello sport più seguito nel Bel paese. A cominciare dagli impianti ormai vecchi, non al passo con i tempi, e che non invogliano gli appassionati a seguire le gare dal vivo. Una criticità questa sottolineata anche dall’assessore Alessandro Sabella.
Da Pistoia il libro farà un vero e proprio tour in Italia, che si concluderà a dicembre. Laudicino sarà ospite di alcune società di calcio come il Cagliari, l’Atalanta, la Salernitana, il Cittadella e pure dell’Università di Torino, dove terrà una lezione. «Sono molto emozionato per questo percorso che mi attende – sottolinea il dg del Pistoia Basket – Nel libro parlo soprattutto di calcio e basket, ma anche di altre realtà come il tennis e il rubgy. A mio avviso è fondamentale che le aziende sportive sfruttino il loro vantaggio rispetto a quelle normali: l’affezione dei tifosi. Come? Riportandoli al centro del progetto. È quello che facciamo a Pistoia e l’azionariato popolare che fra poco partirà ne è la dimostrazione».



