Montecatini si gode le due prime della classe in C Gold. Al PalaTerme è sempre domenica, e all’orizzonte c’è il derby
Quest’anno a Montecatini è sempre domenica. La domenica del palazzetto, s’intende. La domenica del PalaTerme. Per decenni luogo di ritrovo della comunità locale. Quella canestrofila, o comunque sportiva, ma anche quella mondana. Luogo di montagne russe emotive, di promozioni e di fallimenti, di derby con Pistoia, tutti accesi e spettacolari meno che l’ultimo, finito male e non sulla sirena come tutti gli altri. A Montecatini la pallacanestro dura da settantadue anni. Esattamente dal 1949, quando fu fondata la prima società dal nome Montecatini Sporting Club 1949, per l’appunto. Soprattutto a partire da metà anni ’80, i montecatinesi ne han viste tante.
Talmente tante, varie e belle, perlomeno fino al nuovo millennio o poco più, che poi quando l’ordine di grandezza si è fatto più modesto qualcuno s’è disinnamorato e la pallacanestro cittadina ha smesso di seguirla. Qualcuno alla voglia di basket e di sport ha preferito l’astensione malinconica, qualcun’altro il contrario. Erano rimaste pochissime cose ancora mai successe nel novero delle stagioni e dei loro vari risvolti. Una di queste era quella a cui stiamo assistendo adesso: l’esistenza di due squadre di Montecatini nel medesimo campionato. C’è però una sorpresa nella sorpresa. Perché quando quest’estate gli accadimenti hanno preso la piega che hanno preso, non sono mancate reazioni di perplessità.
In effetti non poteva essere altrimenti, pensando allo scenario di una città di ventimila abitanti con due società in C Gold. Eppure una volta spalancatosi il sipario sul basket giocato, una buona fetta delle perplessità di cui sopra ha lasciato il posto alla curiosità e al divertimento. Gema ed Herons stanno splendendo entrambe con sei vittorie e una sola sconfitta a testa. Poi, siccome lo sceneggiatore di questa storia dev’essere particolarmente ispirato, la Synergy Valdarno non ha disputato l’ultimo turno causa rinvio restando con una gara e due punti in meno delle termali. Morale della favola, in classifica si leggono Herons e Gema capoliste solitarie a pari merito, un colpo d’occhio suggestivo. Ah, e siamo solo a metà novembre.
GEMA: LA FORZA DI AVERE PIÙ REGISTRI, CON ANCORA UNO SLOT LIBERO
La Gema si è giocata subito il bonus, perdendo la prima giornata sul campo di Legnaia all’overtime, non a caso senza Lisandro Rasio. Da lì in poi, sei vittorie consecutive. Spezia, Valdisieve, Cus Pisa, Montevarchi, Agliana e Lucca, le vittime. Capitan Marengo, che usando le parole di coach Del Re quest’anno somiglia clamorosamente al leone ruggente del logo societario MB, e soci sono saliti di colpi gara dopo gara. Oltre alla sua grinta, il tecnico livornese sta ottenendo risposte importanti da parte di tutti i suoi giocatori. Come dicevamo in primis da Rasio, l’altro argentino, che è nella top five dei migliori marcatori per media (19,7 pp) e sposta gli equilibri con regalità.
A insaccare le triple ci pensano principalmente Neri e Ghiarè, giovani senza paura e dall’alto rendimento che hanno compreso come approvvigionare la squadra. La gestione dei ritmi passa dalle mani di Molteni e Bruni, un’alternanza a dir poco di lusso per la categoria. E poi, Spagnolli e Konate a mettere sostanza ed atletismo. Se non avesse rimediato quella brutta storta alla caviglia ci sarebbe stato anche Mattia Zampa, che invece ha giocato solo pochi minuti e dolorante in quel di Valdisieve. Divisione di compiti e quindi anche varietà di registri. Del Re ha davanti degli strumenti musicali vari e di ottima qualità.
Certo, vanno saputi orchestrare con spartiti e arrangiamenti armonici, intelligenti e adatti all’evenienza. Per il momento, la musica che ne sta uscendo promette davvero bene. Oltretutto, la Gema dispone sempre di uno slot libero in chiave mercato. Difficile credere che non lo sfrutterà. Si può permettere di portare a Montecatini anche un altro over, visto che l’unico nato prima dell’88 è Bruni. Il reparto meno coperto è quello delle ali, sprovvisto ancora di Zampa e con Marengo e Spagnolli unici interpreti. Una cosa è certa, chiunque arriverà dovrà stare attento a non compromettere gli equilibri tipici, fin qui, di una macchina da guerra.
HERONS: UN’IDENTITÀ FRESCA E UN’APERTURA ALARE DA FAR INVIDIA
Gli Herons dopo quattro giornate erano già in fuga. Asfaltate Valdisieve e Montevarchi, battuta una Lucca gagliarda, espugnato il campo della Synergy anch’essa a punteggio pieno. Ancora il +30 in casa con Quarrata. Una pallacanestro vorticosa, sempre al massimo e imprendibile quasi per tutti gli avversari. Poi il ko di Prato, a smentire il primato esclusivo rammentando che nessuno è perfetto e che bene o male in C Gold non c’è mai niente di scontato. Con Arezzo gli aironi son tornati al successo in casa e il morale è salito di nuovo.
Quando si è così giovani si è anche un po’ fisiologicamente umorali. Ma non c’è problema, perché Barsotti dispone di un roster lungo e in campo ci sono sempre cinque atleti pronti a volare e a mangiarsi il parquet. Per le giocate di classe da recapitare nella retina il go to guy è Casoni (17 pp), con un Obiekwe dall’impatto sempre crescente. La garra sgorga da capitan Giancarli, coadiuvato da un Paunovic unico nel suo genere. Il roccioso Dell’Uomo sempre in missione sul miglior attaccante avversario, Incitti, Laffitte e gli altri ad offrire ulteriori possibilità realizzative e di gioco.
Un’identità chiara e precisa, fresca, energica, ambiziosa e futuribile. Un potenziale enorme, in parte già dimostrato in parte non ancora, il che suggerisce ulteriori margini di miglioramento. Un ruolo decisivo lo giocherà la compattezza del gruppo, che dall’esterno pare già ben sviluppata. Del resto avere una saggia guida del calibro di Federico Barsotti aiuta parecchio a remare tutti assieme nella solita direzione. Se i protagonisti di MTVB sapranno mettere a frutto il proprio vissuto in corso d’opera, saranno pochissime le compagini a poter competere alla pari.
LA RIVALITÀ COME VOLANO D’ENTUSIASMO E IL DERBY ALL’ORIZZONTE
Il 5 gennaio ci sarà il primo derby, sarà una domenica dal doppio valore per Montecatini. Una sfida intrigante tra due squadre costruite entrambe con tutti i crismi ma tra loro assai diverse, che a tratti offrono lampi da piano superiore. Ma anche la prima delle due feste di questa rivalità, che rimarrà storica e tra venti o trent’anni ricorderemo forse con affetto e anche un po’ di malinconia. La competizione tra le due realtà, se vissuta con il giusto spirito, può diventare un volano d’entusiasmo per il movimento cestistico e sportivo locale. Nella città termale erano anni che non si respirava un clima così elettrico.
Si tratta di serie C, è vero, ma lo slancio che si nota trascende la categoria. A Montecatini quest’anno è sempre domenica. Quella del PalaTerme, visitato da parecchia gente una domenica sì e quell’altra pure. Non se l’aspettava nemmeno lui questa strana combinazione di eventi. Tanto strana quanto sorprendentemente linfatica, almeno per adesso. Così, già che c’è se la gode. E ridendo sornione sotto i baffi, dà il benvenuto alle scintille di nuova passione, sperando in cuor suo che trasformino la ruggine in polvere di stelle.



