Domenica 19 dicembre (ore 18) la sfida tra la Gtg el’Arzibertocchi Orzinuovi di Massimo Bulleri: «Basket toscano ai minimi storici. Sono sicuro che Pistoia tornerà dove merita»
«Orzinuovi è una sfida in cui mi sono gettato a capofitto, quella che cercavo e giusta per me in questo momento. Ed è una sfida che voglio vincere». Massimo Bulleri è ripartito dalla periferia del grande basket che lo ha sempre visto protagonista. E non solo nella sua stellare carriera di giocatore da più di 500 presenze tra i professionisti, lustrate da una bacheca ricca di trofei tra cui due scudetti con una delle ultime grandi Treviso dell’era Benetton e quell’argento olimpico indimenticabile per lui e per noi a sognare con gli azzurri alle Olimpiadi di Atene nel 2004. Anche il debutto da primo allenatore del “Bullo” di Cecina arrivò l’anno scorso, a 43 anni, in una capitale del basket italiano come Varese. Una stagione e poi l’addio, senza troppi convenevoli nonostante la salvezza acquisita.
Ad Orzinuovi, subentrando in corsa a Corbani, il suo nuovo inizio in salita fin da subito. Ha preso la squadra dopo 4 sconfitte che ora sono diventate 11, con l’ultima dolorosa contro Biella che ha lasciato desolatamente Orzinuovi da sola in fondo alla classifica. Domenica a Pistoia, nella prima volta da capo-coach nella sua Toscana, anche se lontano dal mare della Cecina dov’è nato e della Livorno dove è cresciuto come giocatore (sponda Pielle), per lui sarà quasi un dentro o fuori.«Solitamente il mare nei palazzetti non c’è – dice subito con una battuta tagliente da toscanaccio di scoglio -. Tornare in Toscana è come tornare a casa. È sempre bello».
«Per noi a Pistoia sarà una sfida se non proibitiva, almeno molto difficile – continua il tecnico di Orzinuovi -. Pistoia è in gran forma e in salute, come ha dimostrato con risultati sorprendenti come la vittoria a Torino senza Johnson. Ma attenzione, Pistoia non è una sorpresa; non lo è più dopo la SuperCoppa. È una grande realtà che merita di essere dov’è e che fino in fondo si giocherà chances importanti».
Pistoia nel girone verde, San Severo nel girone rosso: le due rivelazioni dell’A2 evidenziando, dice Bulleri, come i pronostici spesso siano sovvertiti dal campo. Ripensando all’estate, con i colpacci di mercato che hanno portato ad Orzinuovi, pirati soliti a spadroneggiare in A2 come Andrea Renzi e Daniele Sandri, anche l’Arzibertocchi puntava ad altro. Poi cos’è successo?«In qualche occasione siamo stati sfortunati – continua Bulleri subentrato ad ottobre -, in altre ci siamo meritati di perdere. Non manca tanto, soprattutto in casa stiamo facendo partite importanti che non sono state coronate dalla vittoria. A Pistoia saremo ancora in emergenza, non siamo solo in difficoltà dei risultati ma anche fisica. Ma non per questo siamo meno concentrati o demotivati. Non è il momento degli alibi, dei se e dei ma… dobbiamo solo invertire la rotta e farlo il prima possibile».
Il ritorno in Toscana, un motivo in più per ben figurare. Anche se – volendo per un attimo aprire il campo con uno dei baskettari toscani di riferimento – i canestri del Granducato scricchiolano da tempo.«Siamo ai minimi storici – chiude Massimo Bulleri -. Prima c’erano 6-7 squadre tra A1 e A2. Penso che il basket sia lo specchio della nostra società e delle sue difficoltà economiche. Sono fiducioso che qualcosa possa cambiare, dal basso ci sono movimenti interessanti soprattutto per il fermento delle due livornesi, specie intorno alla Pielle. E sono convinto che Pistoia, rimasta l’unica in alto delle piazze storiche, si consoliderà e tornerà dove merita».


