Manca sempre meno alla finale regionale dei playoff di Prima Categoria. Il capitano amaranto: «Quest’anno il gruppo ha fatto la differenza»
Ormai è questione di poche ore ed in Prima Categoria andrà in scena l’ultimo atto di un 2025/26 ricco di colpi di scena. Un capitolo finale del quale sarà fiero protagonista l’Intercomunale Monsummano, meraviglioso protagonista di un percorso lungo, faticoso e pieno di insidie ma che ha messo gli amaranto nella posizione di avere un piede e mezzo in Promozione. Sarà verso la non troppo lontana e ben nota Agliana che tutto il popolo monsummanese sarà diretto, per una finale playoff regionale che dà lustro a tutta la società per il semplice fatto di essersi qualificata ma che potrebbe dare anche qualcos’altro in caso di trionfo: il ritorno al piano di sopra a dodici mesi di distanza.
Ci vorrà il massimo impegno e la massima forza fisica per battere un nemico completo e ben dotato come l’Audace Galluzzo. Soprattutto però non dovrà mancare la fiducia e, come puntualizza capitan Matteo Moncini, ce n’è abbastanza per credere nella grande impresa: «Veniamo da un grande periodo. Il morale era già alto nelle ultime giornate di campionato, nelle quali eravamo reduci da una cavalcata finale molto importante, vincendo nelle ultime due domeniche è salito ancor di più. Per come ci sentiamo è quasi un dispiacere che l’annata stia per finire! Il mister e lo staff ci hanno permesso di vivere una stagione incredibile. Sono stati la nostra guida in ogni momento per tutta la stagione, soprattutto nelle situazioni più difficili che a dire il vero non sono state poche. Abbiamo iniziato ad agosto scorso ed ora siamo qui a giugno a lottare per l’ultimo traguardo, il merito va al nostro e al loro lavoro per questi splendidi e lunghissimi dieci mesi».
GLI ASSENTI PREOCCUPANO, MA…
Moncini è uno dei tanti reduci dalla retrocessione dello scorso anno ed era presente anche quando il Monsummano si aggiudicò il campionato di Prima Categoria nel 2022/23. La strada verso la propria seconda ‘promozione in Promozione’ con la stessa casacca si è fatta incredibilmente in discesa non solo grazie al secondo posto nella regular season ma anche ai due turni di playoff regionali, nei quali il team di mister Panati ha tirato fuori la marcia in più che serviva: «Sono state due partite molto diverse, io direi pure che sono state l’una il contrario dell’altra. Contro il Tegoleto siamo partiti benissimo, a fine primo tempo potevamo essere avanti anche di più reti; poi sono iniziati i problemi tra infortuni e assenze pregresse. Sono entrati in campo ragazzi che hanno giocato un po’ meno durante l’anno ma che si sono fatti trovare prontissimi, poi però negli ultimi 20 minuti loro avevano troppa più gamba di noi ed abbiamo sofferto molto. L’abbiamo portata a casa con le unghie e con i denti, queste sono le vittorie più belle che ci possano essere. Il primo turno col Pomarance invece lo abbiamo superato un po’ più in scioltezza, soprattutto nel secondo tempo».
La sottolineatura sul fattore infortuni espressa da Moncini non è casuale. In quest’ultimo mese il Monsummano non è sostanzialmente mai riuscito a schierarsi a rosa completa, eppure ciò non è bastato per spegnere il sogno. Contro il Galluzzo non ci saranno sicuramente due tra i top player della squadra, gli squalificati Agnorelli e Mancino, e non dovrebbero essere purtroppo soli: «Abbiamo parecchie assenze, alcune di queste dovrebbero essere definitive mentre si spera di poter recuperare almeno 2/3 ragazzi. Io stesso non so se riuscirò a scendere in campo, una settimana fa sono uscito per un piccolo stiramento ma farò di tutto per essere della contesa. Stringerò i denti perché questa è l’ultima partita di una lunga stagione e poi si va in vacanza, quindi non ci sarà un’altra occasione. Dal punto di vista degli infortuni è un periodo un po’ maledetto, sia in partita che in allenamento; però siamo tranquilli e sereni, perché questo è stato l’anno dove il gruppo ha fatto la differenza. Sia i titolari chi ha giocato un po’ di meno si è fatto trovare pronto nel momento del bisogno, abbiamo vinto tante partite lottando e giocando uniti».
«UNA DELLE GARE PIU’ IMPORTANTI DELLA MIA CARRIERA»
La particolarità, piuttosto sui generis, di questa finale regionale risiede nel format scelto dalla Federcalcio della Toscana, per il quale una sconfitta potrebbe comunque significare altissime probabilità di ripescaggio. Già in settimana un altro pilastro dello spogliatoio come Lorenzo Biagioni aveva affermato di non curarsi troppo di quest’evenienza; Moncini, da saggio capitano, è ancora più categorico: «Non credo che gli incastri del regolamento debbano distrarci, anche se è possibile che il risultato di domenica non abbia influenza. Una volta che arrivi a giocarti una finale devi provare a vincerla, è così. Abbiamo fatto la torta, ora ci manca solo la ciliegina:un trionfo domenica sarebbe bellissimo non solo per il Monsummano come società ma anche per il gruppo squadra stesso, sarebbe la chiusura perfetta del cerchio».
Ma per il centrocampista classe 1992 quella dello stadio Bellucci potrà essere definita come la gara più importante della sua carriera? «Ho già giocato una partita di un valore simile, anni fa giocai uno spareggio promozione a Ponte Buggianese dopo un campionato chiuso a pari punti con gli avversari e dove chi vinceva saliva in su e chi perdeva no. Di sicuro però questa rientra in una delle partite più importanti a cui io abbia mai preso parte, anche perché, devo ammetterlo, come diciamo noi’ vecchietti’ nello spogliatoio non ci capiteranno molte altre occasioni del genere e quindi non possiamo non provare a sfruttarle. Per fortuna siamo una squadra abbastanza esperta che può gestire bene una tensione di questo tipo, dobbiamo vivere bene la finale e godercela fino in fondo. Oltretutto saremo in uno stadio che mi piace e che conosco bene, ci ho giocato due campionati ad Agliana quando ero agli Amici Miei. Quest’anno ci ha pure portato fortuna battendo per 0-1 in campionato l’Aglianese, inoltre ci abbiamo giocato la prima partita della stagione in Coppa lì: un altro motivo per cui vincere domenica sarebbe la chiusura del cerchio».


