La FMSI ha diffuso il nuovo protocollo per il “Return to Play”, per il quale adesso manca solamente il via libera del Cts
AGGIORNAMENTO 7/01
Era stata richiesta fortemente da moltissime attività sportive, soprattutto a livello dilettantistico, e la modifica al protocollo per il “Return to Play” adesso è finalmente realtà. Manca soltanto l’avallo da parte del Comitato Tecnico Scientifico ma intanto la Federazione Medico Sportiva Italiana ha fatto un importantissimo passo in avanti. Come ricordato da moltissimi specialisti, il vecchio protocollo obbligava gli atleti ad attendere almeno 30 giorni dalla negativizzazione. Un iter lunghissimo e che avrebbe provocato non pochi disagi anche alle cliniche mediche.
Il nuovo protocollo riduce notevolmente i tempi di attesa, soprattutto per quanto riguarda gli atleti negativizzati che non hanno presentato sintomi o ne hanno presentati di lievi durante la positività al virus. In questo caso gli atleti potranno eseguire i test fisici a distanza di sette giorni dalla negativizzazione, se aventi meno di 40 anni e con ciclo vaccinale primario completato negli precedenti quattro mesi, oppure a distanza di quattordici giorni, se aventi più di 40 anni o privi del ciclo vaccinale primario completato nei precedenti quattro mesi.
Gli atleti professionisti e di interesse nazionale potranno addirittura svolgere gli esami non appena avuta la conferma di negativizzazione. Per quanto riguarda gli atleti che durante la positività hanno riscontrato sintomi più seri o hanno dovuto ricorrere al ricovero ospedaliero, questi dovranno attendere trenta giorni prima di svolgere gli esami medici, che saranno comunque più approfonditi.
AGGIORNAMENTO 30/12
Per gli studi medici sarà un febbraio di fuoco quello che sta per arrivare. Sì perché con l’impennata di casi Covid che si sta registrando in questa parte finale del 2021 sono tanti, tantissimi gli atleti rimasti senza il certificato di idoneità alla pratica sportiva. In alcuni casi questo ha già portato alla sospensione di campionati o al rinvio di alcune giornate, ma per gli sportivi autonomi non sarà un passaggio rapido quello che porta al “Return To Play”. Vediamo come funziona
CERTIFICATO PER ATTIVITA’ AGONISTICA – SOGGETTI ASINTOMATICI O CON POCHI SINTOMI
Per ottenere quest’attestazione è necessario sottoporsi ad una seconda visita presso la stessa struttura che ha rilasciato l’idoneità, specificando di aver contratto il virus e presentandone la relativa documentazione. Tale visita dovrà essere effettuata a distanza di almeno 30 giorni dalla negativizzazione al virus Sars-Cov-2 e nello specifico comporterà l’esecuzione di un test da sforzo massimale al cicloergometro con rilevazione continua della saturazione di ossigeno, un’esame di spirometria e l’esecuzione di un’ecografia cardiaca (ecocardiografia).
Gli stessi accertamenti dovranno essere eseguiti anche nel caso in cui il tuo certificato di idoneità alla pratica sportiva agonistica è scaduto, ma hai contratto il virus durante la sua validità.
CERTIFICATO PER ATTIVITA’ AGONISTICA – SOGGETTI CON SINTOMI PIU’ RILEVANTI
Se l’infezione da Sars-Cov- 2 ha purtroppo avuto un impatto maggiore per la salute dell’atleta e abbia manifestato una sintomatologia più severa dovrà sottoporsi ad ulteriori e più approfonditi accertamenti prima di poter ritornare in campo. In particolare, sarà necessario eseguire:
- holter cardiaco delle 24 ore
- esami ematochimici specifici
- esame spirometrico complet
- valutazione cardiopolmonare (per i casi più gravi)
CERTICATO PER ATTIVITA’ NON AGONISTICA
Pert quanto riguarda la certificazione di idoneità non agonistica (libretto dello sportivo) solitamente erogata dal Medico di Medicina Generale o dal Pediatra di Libera Scelta, NON è prevista alcuna certificazione di “Return to play” bensì fa fede il libretto dello sportivo.
Sarà cura e coscienza del genitore del giovane atleta non agonista, o dell’atleta maggiorenne non agonista informare il proprio MMG o PLS della pregressa e risolta positività al Covid 19. IL MMG e il PLS non sono tenuti ad erogare alcuna certificazione accessoria al libretto dello Sportivo ma esclusivamente a valutare che il soggetto sia in buone con dizioni di salute per la pratica sportiva non agonistica.
Qualora il MMG o il PLS ravvisassero problematiche derivanti dalla pregressa storia di Covid, che possano compromettere la pratica dell’idoneità non agonistica, potranno revocare la certificazione sul libretto o chiedere una consulenza presso il Servizio dei Medicina dello Sport.



