Ci ha lasciato Tito Stagno, voce dell’allunaggio e amico di Montecatini

Il ricordo di Tito Stagno, famoso per il racconto dell’allunaggio ma anche volto noto di Montecatini e del Trofeo Maestrelli

Di Roberto Grazzini

“Nato il 20 luglio….” Di quella notte magica fra il 20 ed il 21 luglio 1969 molti italiani diversamente giovani, conservano ricordi indelebili . Attimi, suoni, sensazioni ed emozioni che li hanno accompagnati per il resto della loro esistenza come il datato che sta. Era il classico luglio afoso in cui bisogna aspettare le prime luci dell’alba per prendere sonno ed un po’ di fresco. Ma nessuno quella notte voleva dormire a cominciare proprio da un bambino che aveva appena spento otto candeline sulla torta e che guardava incantato le sfuocate quanto ammalianti immagini in bianco e nero, bevendo la bevanda gassata tanto cara oltre oceano, per essere sicuro di rimanere sveglio con babbo, mamma, zii e cugini. I bambini sapevano tutto sul progetto Apollo. La televisione, pur con un due soli canali, fece infatti lunghissime dirette, a tutte le ore, per ogni fase: il lancio, il viaggio, il luogo dell’ammaraggio con annesse spiegazioni , schemi e disegnini varie.

Ma l’immagine che tutti i bimbi e gli adolescenti di allora, portano dentro è quella di un distinto signore biondo (almeno così sembrava dal tubo catodico) elegante nei modi trafelati e dalle lenti spesse come fondi di bottiglia che li aveva presi per mano fino a condurli allo storico immenso passo compiuto dall’umanità. Il suo nome era Tito Stagno.  L’orologio della cucina segnava circa le 22 e 30 quando togliendosi gli auricolari gridò “Ha toccato!!!” riferendosi all’Apollo 11 che si adagiava lentamente sul suolo lunare. Applausi scroscianti, ennesima boccia di spumante aperta ed una sorta di cortese diverbio in diretta con Ruggiero Orlando collegato da New York, altro mostro sacro del giornalismo italico sull’esatto orario dell’allunaggio. In tanti uscirono per strada o si affacciarono alla finestra, e guardarono in alto verso il lunare pianeta, complice eterno degli innamorati, per scorgere qualche improbabile mutamento. Poi il tempo passò ma non scalfì minimamente il vivido ricordo dell’impresa.

Tito Stagno continuò la sua brillante carriera e divenne un grande amico di Montecatini, presenza fissa anche in tarda età del trofeo “Maestrelli” e del Teatro Verdi. Sapeva rubare la scena ai fenomeni del pallone con la sua semplicità, i modi affabili, la discrezione e l’entusiasmo contagioso. E poi era l’Uomo della Luna. Dal 2015 ha avuto la sua borchia personale lungo il percorso da piazza del Popolo, passa per viale Verdi, ed arriva fino allo stabilimento Tettuccio, entrando dunque a far parte del lungo elenco di celebrità che hanno passeggiato sui boulevard termali. Alla veneranda età di 92 anni ci ha lasciato. O forse è semplicemente volato lassù, dove avrebbe voluto essere oltre mezzo secolo fa .. “Lasciami un buco per guardare in fondo, Vorrei vedere qualche volta il mondo, il mio mondo. (Cit, Roberto Vecchioni).”

Redazione PtSport
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