I numerosi acquisti fatti nel mercato dalla Pistoiese daranno ad Alessandrini molte più opzioni tattiche e possibilità di variare gli uomini
Come giocherà e chi giocherà nella nuova Pistoiese rivoluzionata dall’ultimo giorno del calciomercato di gennaio? La domanda, dopo venti operazioni messe a segno tra entrate e uscite, sedici delle quali nella giornata di martedì, è più che lecita. Ancora però gli elementi per dirimere tutti i dubbi non li ha nemmeno mister Alessandrini, che solo dopo la trasferta di Grosseto potrà conoscere tutti i nuovi giocatori e misurarsi sul campo per approfondirne la qualità tecniche e tattiche. Verosimilmente però le opzioni più probabili per schierare la nuova Pistoiese sono due: 4-3-3 o 3-4-3. Gli uomini per schierarla nelle due versioni ci sono ed è probabile che solo dalla prossima gara una linea più chiara venga intrapresa in merito. Per Grosseto, visti i tempi minimi, si dovrebbe procedere sul solco di domenica scorsa, confermando la linea difensiva a quattro.
Il direttore Gianni Rosati, che ha ridisegnato la squadra a Milano nel d-day arancione del calciomercato, ha sottolineato come la nuova Pistoiese sia stata costruita intorno ai difensori Moretti e Sottini, da lui definiti gli elementi più talentuosi e forti della rosa. Quindi imprescindibili, come intoccabile è anche Martina sulla corsia di sinistra, con Rosati che ha annunciato di voler estendere il contratto. Poi ci sono i due giocatori romeni, in difensore Nica e il centrocampista Suciu, altri profili sul cui valore e qualità il direttore sportivo arancione ha speso parole importanti. Qualità e storia del centrocampista Marcucci sono altre argomentazioni che hanno fatto intuire come il suo ruolo potrà essere centrale nelle nuove gerarchie dell’Olandesina. Il portiere Seculin poi è stato il primo tassello e un investimento significativo, senza scomodare la carriera e le qualità del giocatore che valgono la categoria superiore. Infine, davanti gli arrivi soprattutto di Di Massimo e Bocic sono da considerarsi propedeutici a poter schierare un attacco con due giocatori veloci e dinamici, in grado di assistere, rifornire e dialogare con Vano che rimane il perno più alto del gioco arancione. Su queste riflessioni e con queste premesse è possibile disegnare come potrebbe essere l’undici ideale dell’Olandesina con entrambi i moduli. Scontata la titolarità tra i pali di Seculin, così come il tridente davanti che vedrà Bocic, Vano e Di Massimo prendersi carico della pericolosità offensiva dell’Olandesina.
Negli altri reparti le pedine chiaramente variano a seconda del modulo. Nel 3-4-3, in mezzo a Moretti e Sottini troverebbe spazio uno tra Nica e Venturini, con il centrale romeno favorito, almeno sulla carta, anche in considerazione della maggior duttilità tattica in caso di cambio di modulo. In questo caso poi Mezzoni e Martina sulle corsie e nel mezzo Suciu con Marcucci favorito su Castellano per l’ultimo posto. Invece, in caso di linea a quattro dietro, Martina sarà il terzino a sinistra e Sottini il centrale dal suo lato. Moretti si potrà giostrare a destra, sia come centrale che come terzino, lasciando poi spazio a Mezzoni sulla corsia oppure a uno tra Nica e Venturini come centrale di destra. Con il 4-3-3 in mediana andrebbero, salvo nuovi arrivi dalla lista degli svincolati, Suciu, Castellano e Marcucci. Gli altri giocatori, nuovi e vecchi, dovranno scalare le gerarchie, ma giocando sette partite in ventiquattro giorni di qui a fine mese le occasioni non mancheranno per nessuno. Specie per chi può ricoprire più ruoli, come il centrocampista Simone Paolini, capace di muoversi da mezz’ala come da esterno di sinistra.



