Il playmaker del Pistoia Basket, Lorenzo Saccaggi, si confida ai nostri microfoni alla vigilia della sfida con Cento
Quella contro Cento non sarà una partita come tutte le altre per Lorenzo Saccaggi. E non solo perché il match in programma mercoledì al PalaCarrara sarà l’occasione per il Pistoia Basket di mettersi in saccoccia altri due punti in vista del Girone Giallo. No, il motivo è molto più importante: il playmaker classe ’92 contro la Tramec taglierà infatti il traguardo delle 200 presenze in biancorosso, entrando ancor di più a far parte della storia della società di via Fermi.
Cosa significa per te questa cifra, Lorenzo?
«E’ un numero che significa molto e che ha un valore che va oltre le vittorie e i trofei. Questo alla luce di quello che è stato il mio trascorso a Pistoia, con l’arrivo in città quando ero solo un ragazzino. La piazza mi ha dato e continua a darmi sempre tanto. Sono fiero di aver raggiunto questo traguardo, perché evidentemente significa che sono in un ambiente che mi apprezza, a prescindere da chi sono gli allenatori e i dirigenti, e che considero come una casa. Però le 200 presenze non devono rappresentare un punto di arrivo: il meglio deve ancora venire».
Ci racconti del tuo primo trasferimento a Pistoia?
«Ho iniziato a giocare a basket al Centro Minibasket Carrara, dove sono rimasto fino a 16 anni, quando Cristiano Biagini e Stefano Della Rosa mi hanno portato a Pistoia. Devo ringraziare entrambi, perché è grazie a loro se la mia carriera è cominciata. Si sono interessati quando militavo in una squadra di livello regionale, in un campionato che non ha molto seguito. Poi in biancorosso sono stato bravo a farmi notare con la formazione giovanile e mi sono guadagnato la possibilità di allenarmi con la Prima Squadra. Dai semplici allenamenti, sono entrato a far parte in pianta stabile del roster dell’allora Carmatic Pistoia. Avevo tanta paura di sbagliare, all’inizio sei sempre molto in tensione e in questo mi rivedo nei giovani di oggi. L’esordio in A2? Grazie a Paolo Moretti».
Contro Cento potreste mettere la ciliegina sulla torta di questa prima fase di campionato.
«E’ una gara che ha senz’altro una valenza notevole. Questa formula – purtroppo – fa sì che ci siano delle partite davvero importanti e altre meno importanti, anche se noi le affrontiamo tutte con la solita mentalità. Contro Cento cerchiamo una vittoria sia per la classifica in ottica Girone Giallo, sia per riscattare la sconfitta bruciante rimediata all’andata. Vogliamo inoltre dimostrare di essere pronti ad affrontare la fase successiva del campionato. Ci potremo misurare contro le migliori dell’altro raggruppamento e ogni volta sarà un esame in vista dei playoff».
Come giudichi finora la stagione della squadra?
«Sicuramente in maniera positiva. Siamo sempre stati nelle primissime posizioni della classifica. E’ ovvio poi che manca ancora la parte più importante. Abbiamo questo sogno di riuscire ad arrivare fino in fondo, ma intanto è doveroso sottolineare il lavoro portato avanti dallo staff dirigenziale, tecnico e dal gruppo. Era difficile riconfermarci dopo la cavalcata della passata stagione e invece non lo solo lo stiamo facendo, ma addirittura con maggiore continuità».



