C’è un momento, in ogni stagione, in cui devi smettere di guardare davanti e iniziare a guardarti allo specchio. Per la Pistoiese quel momento è arrivato
Il pareggio di Desenzano non ha solo chiuso definitivamente il discorso primo posto – già compromesso dopo il ko col Tropical Coriano – ma ha spento anche l’ultima speranza concreta di arrivare al secondo posto. Un obiettivo che, negli ultimi giorni, era diventato il vero traguardo: garantirsi il fattore campo e un percorso playoff leggermente più favorevole. Adesso no, adesso cambia tutto.
La Pistoiese sarà terza. E il suo cammino playoff partirà dalla sfida contro il Piacenza, dove gli arancioni avranno sì due risultati su tre (vittoria o pareggio), ma non il vantaggio del doppio turno casalingo completo. Un primo snodo da non sbagliare. Poi, eventualmente, ci sarebbe la vincente tra Lentigione e la quinta classificata, con una corsa ancora apertissima tra Pro Palazzolo, Pro Sesto e Cittadella Vis Modena, quest’ultima che, tra l’altro, sarà proprio l’ultima avversaria di campionato.
Ma prima ancora del tabellone, c’è una questione più profonda. Il campo, nelle ultime settimane,ha raccontato qualcosa di diverso rispetto alla rincorsa entusiasmante costruita da Lucarelli. Da Sesto San Giovanni in poi, la Pistoiese ha perso quella continuità emotiva che l’aveva riportata in corsa: due pareggi e una sconfitta, ma soprattutto un atteggiamento meno incisivo nei momenti decisivi. E qui si torna alle parole del tecnico. “Buon punto”, ha detto a Desenzano. Una lettura che ci sta, considerando il valore dell’avversario e il contesto. Ma che, allo stesso tempo, fotografa anche una squadra che, nel momento chiave, non è riuscita a fare l’ultimo passo.
Anche le scelte di formazione raccontano qualcosa. Il 4-2-4 visto a Desenzano ha sorpreso tutti, ma non è stato un azzardo. È stato, piuttosto, lo specchio della settimana: Lucarelli ha premiato chi, in allenamento, ha dato di più, scegliendo in base alla condizione e all’atteggiamento. A questo si aggiunge il solito tema degli under, che continua a influenzare assetti e cambi. Ora, però, non serve più analizzare i segnali. Serve reagire. L’obiettivo è cambiato, ma non è sparito. Bisogna fare quadrato, ritrovare energia, compattezza e quella fame che, nelle settimane migliori, aveva fatto la differenza.
Resta una partita di campionato, da vincere. E non è una partita qualsiasi. Contro il Cittadella Vis Modena servirà fare bottino pieno, soprattutto per restare davanti all’Ancona nella graduatoria utile in chiave ripescaggio, a condizione che sia arancioni che biancorossi vincano i rispettivi playoff di girone. Un dettaglio che, in questo momento, dettaglio non è. E poi, con ogni probabilità, due playoff da giocare. Due finali secche, senza margine d’errore, dove conta solo passare il turno.
E poi c’è il tema ripescaggio. Una strada possibile, ma tutt’altro che certa. Classifiche, coefficienti, incastri: troppe variabili per farne un obiettivo sicuro. Ma provarci, questo sì, diventa un obbligo. Non sarà semplice. Non lo è mai stato. Ma questa stagione ha già dimostrato una cosa: questa squadra, quando ha la testa giusta, può stare dentro qualsiasi partita. Adesso serve ritrovarla. Non per sognare, ma per non avere rimpianti.



