Aglianese, il pensiero di Fabio Ciatti: «Annullare la stagione e ripartire»

Il direttore generale dell’Aglianese fa il punto della situazione: «Sport in secondo piano. Ripartire? Solo quando il rischio sarà a zero»

Sono giorni di riflessione e attesa in casa Aglianese. L’emergenza sanitaria legata al virus Covid-19 è ben lontana da una via d’uscita e come tutto il mondo sportivo anche la società neroverde prosegue nella sospensione totale di tutte le attività. Un lock-down che, alla luce della situazione attuale, potrebbe protrarsi ben oltre la data del 3 aprile: slittamento che pone numerosi interrogativi sul destino della stagione sportiva 2019-20.

«Prima di fare qualsiasi considerazione di tipo sportivo – afferma il direttore generale Fabio Ciatti – la società desidera inviare un messaggio di vicinanza a tutta la cittadinanza aglianese, in particolare a tutte le famiglie coinvolte e a chi si trova in prima linea per fronteggiare questa emergenza o sta lavorando in condizioni difficili. Il nostro pensiero va in particolare a chi non c’è più e a chi in questo momento sta piangendo una persona cara. È fuori discussione che di fronte a una situazione simile lo sport passi in secondo piano».

Ma le preoccupazioni, per chi comunque deve provare a programmare una eventuale ripartenza delle attività, non mancano. 
«Attendiamo indicazioni in merito dalla Lega – spiega il dirigente – pur sapendo che il clima di incertezza non potrà essere spazzato via con facilità. Proprio per questa ragione crediamo che la soluzione più ragionevole dovrebbe essere quella di annullare la stagione corrente e prima di ripartire attendere il momento più propizio facendo ricorso alla massima prudenza. Nelle nostre categorie non ci sono le stesse implicazioni che si riscontrano in Serie A, tutto può essere gestito con la dovuta calma».

Non tutti saranno soddisfatti da una soluzione del genere. «Vero – conferma Ciatti – ma siamo tutti consapevoli che allo stato attuale è impossibile non scontentare nessuno. Se fosse omologata la classifica al momento dello stop, sarebbero le squadre retrocesse a opporsi a buon diritto. Ecco perché decretare lo stop definitivo, e ripartire solo quando sarà possibile giocare in sicurezza, a nostro avviso sarebbe la soluzione da preferire».

Altro grande interrogativo: quando sarà possibile tornare a fare calcio? «Su questo non abbiamo dubbi: quando il rischio sarà a zero. Nessuno può permettersi di mettere a repentaglio la salute di atleti e collaboratori, se non si agisse con la dovuta cautela sarebbe un azzardo troppo grande. Vale per la vita di tutti i giorni ma in misura maggiore per lo sport, che non è un settore essenziale e può aspettare. Nel frattempo – conclude Ciatti – ci teniamo in contatto con i nostri tesserati, i quali seguono le indicazioni dello staff cercando di tenersi in forma per quanto possibile».

Redazione PtSport
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