Il direttore operativo neroverde fa chiarezza: «Per il Melani è mancata l’autorizzazione finale. Aperti al dialogo col sindaco Benesperi»
Nuovo capitolo, forse quello conclusivo della vicenda “Bellucci“. Per commentare le notizie uscite nelle ultime ore circa il documento dell’ufficio promozione sportiva con il quale l’amministrazione comunale di Pistoia ha rigettato la richiesta dell’Aglianese di giocare al “Melani”, è intervenuto il direttore operativo neroverde Fabio Taccola.
Direttore facciamo un po’ di ordine, ci spieghi cos’è successo nelle ultime ore e quali sono gli scenari futuri per l’Aglianese…
«Prima di tutto vorrei sottolineare che la possibilità di spostarci al “Melani” non era frutto di una bizza. Al “Bellucci”, infatti, in più d’una occasione ci siamo ritrovati a dover giocare la domenica pomeriggio su un terreno non all’altezza poiché utilizzato in mattinata da varie squadre di bambini. A noi, alla fine dei conti, interessa soltanto un campo in cui far esprimere i ragazzi al meglio. Per quanto riguarda le notizie circolate negli ultimi giorni le cose stanno così: la vecchia proprietà aveva già fatto, a luglio, la domanda per giocare a Pistoia con tanto di concessione del nullaosta da parte del comune, poi però non è stata completata la documentazione necessaria alla realizzazione della cosa proprio perché era stato deciso di giocare ad Agliana. Adesso il comune ci ha respinto la richiesta dicendoci che l’iter burocratico non era stato completato, in sostanza è mancata l’autorizzazione finale. Noi, però, questo iter burocratico avremmo potuto anche completarlo nelle prossime settimane e magari spostarci al “Melani” fra un paio di mesi, ma viste le condizioni del campo onestamente dobbiamo rifletterci bene. Il manto erboso su cui gioca la Pistoiese, infatti, oggi è peggiore di quello del “Bellucci”».
Quindi per adesso la situazione rimanere quella di inizio anno?
«Sì. Dopo la partita col Ravenna io stesso affermai che l’Aglianese non aveva una casa propria in cui far esprimere al 100% la squadra, premettendo in maniera chiara che non era assolutamente mia intenzione fare polemica. Ciò che ne è scaturito, infatti, è stato frutto di un’incomprensione. Non ho mai detto «da oggi non giocheremo più al “Bellucci”», dissi semplicemente che ci saremmo guardati intorno facendo delle riflessioni. A conferma di questa cosa posso dire che in un incontro che ha avuto il nostro amministratore delegato assieme al Comune e all’ASD Olmi, società a cui è dato in gestione lo stadio, non è emersa né da parte nostra, né da parte loro la volontà di troncare il rapporto. Quindi sì, per ora resta tutto com’è sempre stato, col “Bellucci” gestito da questa terza società, l’ASD Olmi, e noi che paghiamo loro l’affitto per usufruirne. Per quanto riguarda gli allenamenti, invece, continueremo a Montemurlo, dove stiamo bene e possiamo fare le sessioni la mattina come vogliamo».
E per quanto riguarda la condivisione del campo con i bambini?
«Questa cosa rimane, ma d’altronde gll’ASD Olmi, che ha in gestione fino a giugno l’impianto, può fare ciò vuole e fa bene, se lo ritiene giusto, a farci giocare tante squadre. È da qui che nasce l’affermazione «non abbiamo una casa nostra», il che è un dato oggettivo senza malizia o voglia di polemizzare. Va anche detto che però, in queste settimane, il manto erboso del “Bellucci” è stato riseminato. Non l’ho ancora visto ma a rigor di logica dovrebbe essere in delle condizioni quasi perfette. E adesso? Posso dire che fin quando non troveremo la nostra dimensione continueremo a guardarci attorno. E questa nostra dimensione può anche essere proprio ad Agliana, ci mancherebbe. In questo senso mi hanno fatto piacere le parole del sindaco Benesperi a Pistoia Sport LIVE, che si è detto «aperto al dialogo». Ecco, colgo l’occasione per replicare che anche noi siamo aperti al dialogo…anzi, ne approfitto per invitarlo come nostro ospite alla partita di domenica col Mezzolara».




