Uno schema ben chiaro e preciso che ha contraddistinto le diverse esperienze in A2 del neo tecnico biancorosso: sarà così anche a Pistoia?
I tasselli del mosaico dell’Estra Pistoia Basket 2026/27 si stanno iniziando a comporre fra conferme (Saccaggi e Stoch, ma sarà disponibile da gennaio), prosecuzione di contratti (Benetti e Zanotti) e ufficializzazioni (il colpo Ife Ajayi ha subito fatto rumore seguito da quello di Leonardo Bettiol, giocatore nel giro della Nazionale) e, di conseguenza, si inizia a capire quello che è l’assetto che coach Franco Ciani, con la supervisione del direttore sportivo Mauro Sartori, vorrà dare al team biancorosso.
E, dai primi indizi, tutto lascia presagire che sia sulla falsariga di quelle che sono state le ultime squadre allestite dallo stesso coach in Serie A2: un lungo particolarmente esperto, gli americani nello spot di guardia e ala forte, almeno un play dal fisico possente ma non troppo accentratore di palloni. Ma, su questo, proviamo a capirne di più.
LA STORIA DELLE SQUADRE DI COACH CIANI
Andando a ritroso, nel campionato appena concluso la RSR Sebastiani Rieti era fatta proprio così: gli americani nello spot di 2, Darius Perry, e nel 4 con Jarvis Williams, salvo poi cambiare assetto con l’arrivo di Dustin Hogue; in regia Mattia Palumbo che è indubbiamente un play di grande stazza e di visione (4.4 rimbalzi di media e quasi 3 assist) coadiuvato, prima, da Parravicini e poi da Matteo Bogliardi (altro fedelissimo del coach friulano) senza avere giocatori che stanno in campo per 30′. Da capire, pertanto, chi sarà il compagno di reparto di capitan Lorenzo Saccaggi. E, poi, il pacchetto-lunghi: l’esperienza di Davide Pascolo, unitamente a Piunti e Paesano che avevano visto arrivare Hogue a metà stagione.
Nel 2024/25, con coach Ciani a Orzinuovi, la sostanza non cambiava molto: americani nel “2” e nel “4” e i play che ben conosce fra Simone Pepe, Luca Vencato e Matteo Bogliardi. Nei lunghi, con ancora Jarvis Williams, c’era Tommaso Guariglia come pivot titolare e Samuele Moretti in aggiunta: nella sostanza, come oggi dovrebbero esserci Ajayi-Zanotti-Bettiol. Mancherebbe il quarto tassello.
Andando ancora più indietro, eccoci ai due anni di Torino e lo scenario non si scosta di troppo: nel 2023/24 i due USA erano Thomas (guardia) e Kennedy (ala forte) con il solito pacchetto play con Pepe, Vencato e Ghirlanda (giocatore che, in molti, aspettavano in ascesa ma poi bloccato dagli infortuni). Nel pitturato il trio era Cusin, Poser e De Vico che – ricordiamolo – nella passata stagione è stato ad un passo dall’arrivare a Pistoia nel mercato di riparazione salvo poi far saltare la trattativa.
Allo stesso modo, la Reale Mutua che perse la finale playoff con la Giorgio Tesi Group seguiva lo stesso disegno: Jackson, come ala forte, e Mayfield, come guardia, con il solito trio in regia Vencato, Pepe e Schina mentre nel pacchetto lunghi l’onnipresente Guariglia con Poser, De Vico e Taflaj.
Più difficile il paragone con l’anno da capo allenatore in LBA con la Pallacanestro Trieste: nel 2021/22 il 9° posto sapendo, però, che l’assetto era quello del 6+6. Alto tonnellaggio sotto canestro con Lever, Grazulis, Delia e Konate ma la guardia super-tiratrice non mancava assolutamente visto che rispondeva al nome di Adrian Banks mentre un pacchetto di play di stazza minore del solito con Corey Davis (affrontato da Pistoia con la maglia Vanoli) e il “Lobito” Fernandez.
Infine, senza andare ancora troppo a ritroso imbattendosi anche in regolamenti differenti, uno sguardo sulla Fortitudo Agrigento 2018/19, differente rispetto al solito copione di coach Ciani: un pivot americano di peso come Jalen Cannon con l’altro americano che era in cabina di regia (Amir Bell), la guardia titolare invece italiana come Ambrosin, fresco vincitore di campionato con Verona con numeri sicuramente interessanti dovendo partire alle spalle di McGee e che all’epoca faceva 11 punti di media a partita (che diventi un nome spendibile anche per questa Estra Pistoia?) mentre sotto canestro agivano Giacomo Zilli e il “pretoriano” del coach, Tommaso Guariglia.
Uno schema ben chiaro e preciso, sarà così anche in salsa biancorossa?


