Antognoni si racconta a Montecatini: «Per i tifosi viola sono ancora uno di famiglia»

L’“Unico 10” protagonista al Tettuccio di «Acqua in bocca ma non troppo»: dagli esordi al Mondiale ’82, fino all’amore mai finito per la Fiorentina

crediti foto: Goiorani/La Nazione

Ieri pomeriggio, nell’agorà dello stabilimento termale Tettuccio di Montecatini Terme, Giancarlo Antognoni è stato l’ospite di un nuovo appuntamento con «Acqua in bocca ma non troppo». L’ex numero 10 della Fiorentina, davanti a una platea molto numerosa, ha ripercorso la propria carriera partendo dal calcio degli anni Ottanta: «Chi ha visto il calcio degli anni Ottanta, ha visto un grande calcio perché c’erano grandi giocatori».

Poi è tornato ai primi passi: «A 15 anni sono andato a Torino e ho salutato i miei. Era tutto diverso. Ad Asti presi il mio primo stipendio: 10 mila lire. Il primo goal in serie A? A Firenze a 18 anni contro il Cagliari di Gigi Riva». Tra i presenti c’era anche Stefano Pucci, montecatinese e uomo di calcio, che ha ricordato il legame con il campione: «Ci siamo conosciuti a Italia 90, poi siamo stati insieme nella Fiorentina. Ho sempre apprezzato il suo garbo e la sua correttezza. A Montecatini è di casa». Antognoni ha presentato il volume scritto a quattro mani con Luca Calamai, anch’egli presente, intitolato «Una vita da dieci, la mia storia tra la Viola e l’Azzurro».

A condurre la conversazione è stata Simona Peselli, direttore editoriale della rassegna, che ha fatto emergere aneddoti inediti, sia personali sia legati al percorso sportivo dell’ex capitano. La sala, composta in larga parte da tifosi gigliati, ha seguito ogni parola con grande attenzione. Fra loro anche don Paolo, parroco del Corpus Domini e sostenitore viola appassionato, al quale Antognoni ha donato una maglia numero 10.

L’ex campione ha poi parlato dei valori di un calcio che non c’è più: «Io sono figlio di un calcio dove le bandiere erano dei simboli fortissimi. Penso a Gigi Riva, a Giacinto Fachetti, a Gaetano Scirea. Spero davvero di riuscire a festeggiare qualcosa di importante con la Fiorentina. Per i tifosi della Viola io sono ancora “Il Capitano”, “L’Unico 10”, oppure semplicemente “Gianca”, perché anche mezzo secolo dopo sono ancora uno di loro, uno di famiglia. Un compagno di viaggio che non ha mai tradito».

Classe 1954, Antognoni è tra le figure più amate del calcio italiano e ha intrecciato in modo indissolubile la propria storia con quella della Fiorentina, di cui detiene tuttora il primato di presenze con 429 gare complessive. Con la maglia numero 10 ha alzato una Coppa Italia nel 1975 e ha sfiorato lo scudetto nel 1982.

In azzurro è stato tra i protagonisti della cavalcata che ha portato l’Italia al titolo mondiale in Spagna, sempre nel 1982. Dopo il ritiro ha percorso una lunga carriera dirigenziale e dall’aprile 2024 è nuovamente capo delegazione della Nazionale Under 21. Nel libro il campione si racconta senza filtri, ripercorrendo cinquant’anni di vita.

Le pagine non si limitano a rievocare una carriera straordinaria, dai 450 milioni investiti dal presidente Ugolini fino al debutto a Verona davanti a Liedholm e al trionfo mondiale dell’82, ma diventano soprattutto una dichiarazione d’amore di un uomo che ha scelto di appartenere a un unico popolo e a un’unica squadra: la Fiorentina.

Redazione PtSport
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