Arriva la Torino dell’ex coach Paolo Moretti: «Tornare a Pistoia è sempre un’emozione enorme»

Intervista al tecnico gialloblù: «Il mio periodo a Pistoia? Soddisfacente e probabilmente irripetibile. Ho ancora tanti legami. Domenica? Lumos squadra pronta ed esperta»

Sei anni e mezzo. Tanto è stato legato coach Paolo Moretti alla squadra ed alla città di Pistoia. Mai nessuno, prima di lui, aveva complessivamente passato un periodo così lungo sulla panchina biancorossa, per quello che rimane ad oggi ancora un record imbattuto.

Per il coach non servono certo presentazioni: classe 1970, una vita dedicata a questo sport, con risultati di assoluto profilo, i principali proprio con Pistoia. Arriva nella città toscana nel 2009, dopo l’esonero di coach Maurizio Lasi, con un compito arduo, ovvero portare la squadra alla salvezza, raggiunta dopo sei vittorie dal peso specifico tutt’altro che relativo. Il resto, possiamo dirlo, è storia. Una cavalcata incredibile, culminata prima con la promozione in Serie A del 2013, e poi con i playoff nell’anno successivo, terminati in una spettacolare gara 5 dei quarti, contro la corazzata Milano. Proprio quell’anno la Lega Basket gli conferirà il premio di coach dell’anno, assolutamente meritato. Moretti rimarrà alla guida della squadra biancorossa per un altro anno, per poi accasarsi a Varese.

Ma non finisce qui. Nel 2019 infatti il coach aretino viene richiamato dalla società di via Fermi, per evitare una retrocessione che appare quantomai vicina. Con una serie di cinque vittorie Paolo Moretti porta a Pistoia la salvezza, venendo nuovamente celebrato dal pubblico pistoiese, che tutt’oggi lo ricorda con grande affetto. In vista della partita di domenica, valida per la seconda giornata del campionato di Serie A2 2026/27, abbiamo avuto la possibilità di intervistare il coach ai nostri microfoni, ascoltando le sue parole riguardo il legame con Pistoia e sulla sfida del prossimo turno di campionato.

RICORDI INDELEBILI DI UN PERIODO MERAVIGLIOSO

«È sempre un’emozione enorme, la solita bella sensazione. C’è poco altro da dire – ha commentato così Moretti il suo imminente nuovo ritorno al PalaCarrara da avversario -. È vero, questa, se non sbaglio, è la terza o quarta volta che torno, però è sempre straordinario. Non ho mai passato un periodo così lungo in una città e in una società e, tra l’altro, ottenendo anche dei grandissimi risultati. Quindi è solo bello ed emozionante».

È indubbio dunque che il coach di Torino sia legato a doppio filo, per storia ed affetto, alla città e alle persone di Pistoia. Un legame veramente forte, che perdura negli anni: «Abbiamo fatto un percorso sempre in crescendo, che è stato emozionante, soddisfacente e probabilmente irripetibile. Si sono creati rapporti e legami con diverse persone, alcune delle quali adesso non ci sono purtroppo più. Ho contatti però con molti amici che ancora vedo e sento, e questo uno se lo porta dietro a prescindere, sempre e comunque. Il tempo stato a Pistoia per me è stato, se non l’apice, quasi».

Il legame che lega il coach a Pistoia è, come più volte ribadito, assolutamente ricambiato dai tifosi biancorossi, che tutt’oggi accolgono Moretti a braccia aperte: «L’affetto dei tifosi lo sento quotidianamente, perché ho tanti amici che sento con regolarità e comunque non è mai mancato da parte dei tifosi della curva, che sono ovviamente i più vicini alla squadra. Ciò non toglie che l’affetto arrivi anche da tutta quella parte di città che ho vissuto anche fuori dal campo e dal lavoro. Quelli sono gli amici che sono rimasti. È bello ancora una volta poter rivedere tutte queste persone».

LA SFIDA CONTRO PISTOIA

Il coach, venendo alla gara di domenica, presenta una partita carica di ex, come Angelo del Chiaro, pistoiese di formazione, in forza ora a Torino. «La partita non vivrà solo delle mie emozioni prima e dopo l’incontro. Io ho tra le mia fila degli ex, e a Pistoia ci sono molte persone legte proprio a Torino. Ovviamente entrambe le squadre scenderanno in campo per giocare la migliore partita possibile e vincere. Il rapporto tra i campionati giocati in Lega Due, e comunque a tutti i livelli, dai miei giocatori rispetto a quelli di Pistoia è uno a dieci. Questo vuol dire che in campo c’è una squadra già pronta, esperta, capace di giocare a basket in ogni momento della partita, contro una squadra giovane che ha solo un mese e mezzo di vita e che quindi dovrà aggrapparsi all’intensità, all’energia, all’aggressività. A quelle cose che, devo dire, non siamo riusciti a portare in campo nella prima di campionato. Da parte mia mi aspetto e spero di portare in campo una Torino competitiva, che possa giocarsela fino in fondo con Pistoia. Sarebbe già un grandissimo risultato».

Sulla squadra costruita dalla dirigenza pistoiese, il Coach di Torino ha le idee molto chiare. «Pistoia è una squadra pronta. È una squadra che guarda al risultato immediato, che è stata costruita per ottenere il miglior risultato possibile, che ha un allenatore espertissimo di questa categoria e tanti giocatori maturi e pronti per fare un campionato di vertice. Devo dire che, anche se siamo soltanto alla prima di campionato, l’innesto di Filloy parla già in questo senso. Alla prima giornata si è già visto: Pistoia ha praticamente perso all’ultimo secondo a Livorno, in casa di una delle favorite per il salto di categoria. Questa è la realtà di oggi».

Riguardo il campionato di Serie A2, in senso più generale, Paolo moretti vede una sorta di divisione in due sostanziali gruppi tra le squadre: «Io credo che Rimini, Fortitudo, Livorno e Brindisi abbiano qualcosa in più, come roster, come potenzialità e come profondità. Poi ci sono altre tre o quattro squadre che non hanno un grande gap nei loro confronti. Infine c’è un secondo campionato, che sarà quello delle squadre che, se faranno benissimo, arriveranno ai play-in e, se andrà male, retrocederanno. Dall’ultima posizione all’ottava, però, c’è veramente un grandissimo equilibrio.» Nessuna squadra “ammazza-campionato”, quindi, ma due blocchi: le prime potenziali otto e le restanti squadre del campionato.

IL PIÙ BEL MOMENTO IN BIANCOROSSO

Ripensando ai bei momenti passati in biancorosso, coach Moretti fa fatica asceglierne solamente uno (qualcuno potrebbe dire, come prima risposta, la notte della promozione in serie A1 nel 2013). Il coach ne sceglie invece un altro: «Uno è troppo poco. Però, se mi costringi a dirne uno, dico il timeout a trenta secondi dalla fine, a Milano, in gara cinque dei playoff che abbiamo giocato da neopromossi».

Moretti, inoltre, ha tenuto a salutare e rigraziare i tifosi Biancorossi, che difficilmente dimentica: «Sarà bellissimo abbracciarli, anche se solo idealmente. Sono stato ancora più vicino a loro nei playout dell’anno scorso, perché è stata un’annata veramente complicata e riuscire a venirne fuori è stato come aver vinto il campionato. Auguro a loro e alla loro squadra le soddisfazioni più grandi possibili, a parte per due domeniche: quella della prossima partita e quella di Torino-Pistoia».

Alessandro Reali Vannucci
Alessandro Reali Vannucci
Pistoiese, da sempre amante dello sport, ed in particolare della Pallacanestro.


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