Oltre al presidente Gosti nella Federazione Bocce Toscana riconfermato anche Claudio Mazzei, consigliere del Bocciodromo di Pieve a Nievole
Giancarlo Gosti con il consenso delle società boccistiche del territorio è stato confermato all’unanimità presidente del Comitato Regionale Toscana di Federazione Italiana Bocce per il prossimo quadriennio 2021-2024. A guidare la Federazione delle Bocce toscana nel Consiglio regionale riecco confermati Simone Mocarelli in quota tecnici e di Enza Lombardi in quota atleti. Inoltre per il secondo mandato confermati anche il massese Paolo Gherardi e per il pievarino Claudio Mazzei, oltre alla novità del pisano Carlo Lazzeroni in quota affiliate.
A TU PER TU CON MAZZEI
«Ai nostri microfoni Claudio Mazzei si dichiara raggiante della conferma: Ero stato già consigliere nel quadriennio precedente, dal 2016 al 2020 mentre dal 2012 sono delegato del comitato provinciale. Questo 2020 per le bocce è stato un anno un po’ complicato. Non si sono potute completare le categorie inferiori alla serie A, concluse senza assegnare alcun titolo. Ora speriamo di ripartire anche se la serie A ha già avuto degli stop per Covid. La ripartenza dei campionati minori è fissata ad aprile: incrociamo le dita!»
«Con lo stop delle manifestazioni festive domenicali l‘affluenza al Bocciodromo è notevolmente calata. Infatti da direttive possono accedere solo gli atleti che fanno gli allenamenti per partecipare a campionati a gare nazionali o interregionali. Altri bocciodromi non hanno riaperto, la situazione è difficile in tutta la Toscana. Per questo è più una speranza che una sicurezza il far ripartire la nostra scuola bocce dalla primavera, sia per i ragazzi che per i disabili».
«Progetti per il futuro? Con il passaggio dal cartaceo alla digitalizzazione si sta cercando di aggiornare i quadri dirigenziali e potenziare la scuola bocce relativamente ai progetti indirizzati alle scuole inferiori e superiori. Puntiamo inoltre a sviluppare la partecipazione ai campionati rispetto alle gare giornaliere dell’ epoca pre-Covid. Infatti il campionato come visibilità in fatto di durata (solo una gara di 3-4 ore) è più consona agli attuali stili di vita. Se prima infatti una giornata poteva essere un evento familiare, oggi è una complicazione. L‘evento sportivo infatti non è più abbinabile a niente».



