Borgo a Buggiano, Biagi traccia il bilancio stagionale ed annuncia il rinnovo

Mister Biagi siederà sulla panchina azzurra per il quarto anno di fila: «Vedere i ragazzi crescere è una soddisfazione stupenda»

Fra le compagini pistoiesi più soddisfatte del proprio 2024-2025 c’è sicuramente il Borgo a Buggiano di mister Luca Biagi. Gli azzurri, inseriti nell’inedito Girone B a trazione garfagnina – lucchese con le consorelle valdinievoline Pescia, Chiesina Uzzanese e Giovani Via Nova, hanno disputato un campionato senza patemi impreziosito dall’ottimo quinto posto finale. Un piazzamento che non è valso lo sbarco ai playoff per la forbice molto ampia col Ghivizzano giunto in seconda posizione, ma che ha segnato il picco dal ritorno in Seconda nella scorsa annata.  

Le incognite lo scorso settembre erano tante ai nastri di partenza. Tuttavia il giovane gruppo, comandato ancora da mister Biagi per la terza stagione di fila, ha dimostrato la sua compattezza e toccato un nuovo punto di crescita. Crescita che nel 2025-2026 dovrà proseguire a toccare nuove vette, magari rappresentate da quei playoff sfuggiti per la forbice? L’allenatore azzurro, arrivato a quota cento panchine e fresco della riconferma, non si sbilancia e vuole prima di tutto conoscere in quale girone sarà inserita la sua ciurma il prossimo agosto.

LA CONFERMA PER CONTINUARE A CRESCERE

«Nelle settimane immediatamente successive alla chiusura del campionato ho valutato se c’erano gli stimoli giusti per proseguire – rivela Biagi –. Ho ricevuto anche un paio di offerte discrete, ma alla fine i ragazzi m’hanno chiesto di rimanere ed io sono stato ben felice d’accettare. Abbiamo ancora tanti margini di crescita: quasi tutti i ragazzi sono nati dopo il 2000 e non sono a cora nel pieno della maturità calcistica. Addirittura Galli, divenuto un punto fermo in difesa, è del 2006. Quando hai un gruppo così giovane metti sempre in secondo piano i piazzamenti e provi una stupenda soddisfazione a guardare come crescono i ragazzi e come maturano di partita in partita».

Un collettivo che non s’è lasciato sopraffare dall’inedito girone con alcune trasferte lunghe quasi un paio d’ore ed avversari quasi del tutto sconosciuto. «Abbiamo patito un po’ l’adattamento iniziale. Però tutto sommato temevo di soffrire maggiormente questo campionato inedito. Certamente i pareggi sono stati un po’ troppi, specialmente all’andata. Tuttavia di partita in partita abbiamo aumentato il ritmo ed alla fine abbiamo raggiunto ciò che volevo vedere quando ci siamo radunati ad agosto scorso».

TOP 5 NONOSTANTE LA PAREGGITE

La pareggite, immancabile dopo tredici segni X su trenta giornate, non è stata comunque una malattia così sfibrante, tutt’altro. «Tanti di quei pareggi sono arrivati da situazioni di svantaggio o in giornate in cui sembrava andarci per forza tutto avverso. Ricordo pochissimi punti veramente buttati. Inoltre, specialmente quelli agguantati in Garfagnana, su campi che per dimensioni erano a momenti quasi la metà del “Benedetti”, sono quasi sempre stati guadagnati. L’obiettivo principale era salvarsi e ci siamo riusciti con addirittura un mese d’anticipo. Quindi penso proprio che dobbiamo essere orgogliosi di quest’annata».

Il margine con le prime quattro, il Piazza 55 campione, il Ghivizzano e le rivali storiche Pescia e Chiesina era dunque così ampio? «Almeno sul lato dell’esperienza sicuramente avevamo qualche deficit. Magari potevamo avere qualche punticino in più ma comunque non mi sarei mai aspettato di terminare in top 5. Ed anche il fatto che essa sia stata occupata da tre valdinievoline su quattro mi dà molto orgoglio. Azzardo nel pensare che, almeno nella nostra categoria, la nostra provincia sia molto sottovalutata».

IL DISPIACERE PER IL VIA NOVA

Un livello mantenuto alto nonostante la retrocessione dei Giovani Via Nova, di cui Biagi è stato allenatore nel lontano 2019. «Il verdetto è stato troppo severo e m’è davvero dispiaciuto. Non è facile disputare questa categoria con un organico quasi interamente giovane, però hanno dimostrato tenacia ed una grande crescita dall’autunno in avanti. Noi stessi abbiamo vinto il derby di ritorno 2-1 in casa con tanta fatica. Lì ho capito che avrebbero seriamente potuto giocarsi qualche possibilità di salvarsi».

«Non ho dubbi che meritassero almeno i playout – aggiunge il mister –. Ed aggiungo che avrebbero messo in difficoltà tutte le possibili avversarie visto che fra l’altro hanno ottenuto più punti in trasferta che in casa. Purtroppo sarà un dubbio che ci terremo tutti. Penso comunque che non ci metteranno tanto a tornare in Seconda. Come abbiamo fatto noi stessi nel 2022-23, quando formi un gruppo molto giovane, se hai pazienza e non ti fai prendere dalla frenesia, l’attaccamento dei ragazzi cresce sempre di più e ti senti doppiamente felice a vedere la sua evoluzione. Sono aspetti che ai nostri livelli fanno e non poco la differenza».

BIAGI GIÀ PRONTO PER LA QUARTA STAGIONE

Proprio l’attaccamento dei suoi allievi sarà la benzina con cui mister Biagi approccerà il 2025-2026. «Partiremo per ripetere i buoni risultati di queste due stagioni. Poi ovviamente dovremo vedere come sarà composto il nostro girone. Sarei stato curioso di vedere come saremmo andati se fossimo stati nel consueto gruppo pistoiese e pratese: temo che non saremmo arrivati in top 5 ma forse avremmo potuto difendere l’ottavo posto del 2024».

Magari aumentare il peso offensivo, visti i pochi gol degli attaccanti al cospetto dell’ottimo bottino dei centrocampisti Ricci e Lera andati oltre la doppia cifra, può essere la chiave per migliorarsi ulteriormente? «Sicuramente aver perso Maraviglia è stato un peccato, ma va anche detto che i gol dei centravanti sono diminuiti anche per le retroguardie diverse. Quasi tutte le garfagnine avevano difensori arcigni, perciò abbiamo dovuto spesso cambiare canovaccio e puntare sul fraseggio palla a terra. Tutta esperienza che potrà servire».

Guai dunque a porre l’asticella troppo in alto, perché per mister Biagi ed il Borgo intero vengono prima di tutto la coesione e lo sviluppo del proprio gruppo. «Ovviamente la classifica avrà un suo peso. Tuttavia già vedere come aumentano di stagione in stagione la consapevolezza e la sicurezza di ciascun ragazzo senza che l’entusiasmo cali è davvero un orgoglio. Aggiungeremo, se sarà possibile, un po’ d’esperienza com’è giusto che sia, ma lo zoccolo duro del Borgo resterà pressoché immutato. Per un allenatore giovane come me non può davvero esistere un ambiente migliore».

Edoardo Gori
Edoardo Gori
Classe '93, laureato in scienze politiche, studi in comunicazione. Appassionato di sport fin dalla tenera età. Tra le discipline più seguite i motori, il ciclismo e ovviamente il calcio.

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