Brescia, coach Magro: «Enorme rispetto per Pistoia. Vorrà continuare a sognare»

Il tecnico dei lombardi a tutto tondo sulla serie contro Pistoia: «Biancorossi con leggerezza, servirà difesa eccellente. Brienza? Un caro amico»

Terzo anno alla guida di Brescia, terzo anno di risultati eccellenti e grandi successi. Coach Alessandro Magro si è confermato anche nella stagione attuale uno dei migliori tecnici del panorama nazionale e non solo. Classe ’82 di Castelfiorentino, ha calcato fin da giovanissimo – aveva appena 22 anni – i parquet della Serie A. Prima assistente di coach Simone Pianigiani alla Mens Sana Siena durante il memorabile ciclo di scudetti, poi nello staff di coach Andrea Diana proprio nella Brescia della quale dal 2021 è capo allenatore.

UNA STAGIONE AI VERTICI

Allenatore giovane ma già dalla vastissima esperienza, il coach toscano ha trovato la sua dimensione ideale in Lombardia dove lo scorso anno ha festeggiato anche il primo trofeo di squadra alzando al PalaAlpitour di Torino la prima Coppa Italia della storia del club. Una stagione super con ottimi risultati anche in Europa ma non perfetta in campionato. Da quella piccola delusione in Serie A, Brescia è ripartita più forte con idee chiare e il desiderio di migliorarsi ancora nella stagione seguente.

«Nonostante la vittoria in Coppa Italia e i play-off di Eurocup raggiunti, siamo ripartiti con l’amaro in bocca lasciato dalla mancata partecipazione ai play-off dello scorso anno – ha ammesso coach Magro ai nostri microfoni -. Abbiamo deciso così di rilanciare mantenendo 7/10 di roster e aggiungendo tre giocatori importantissimi (Christon, Burnell e Bilan, ndr). Avevamo grossa voglia di competere e ambizione di fare bene, sebbene non ci fosse inizialmente la consapevolezza del livello che avremmo potuto raggiungere».

«Nel complesso è stata una stagione di alti e bassi ma siamo estremamente soddisfatti – ha proseguito -. Siamo stati tutto l’anno ai vertici della classifica e credo la terza posizione sia stata meritata. Una delle vittorie più importanti comunque resta l’aver riacceso l’entusiasmo in città. Il palazzetto è sempre pieno, tante persone vogliono far parte della festa e vederci giocare. Brescia è una città che respira pallacanestro e quello che i ragazzi sono riusciti a fare fuori dal campo è davvero importante».

L’ANNATA SUPER DI PISTOIA

Il terzo posto conquistato ha messo di fronte a Brescia la sesta in classifica Estra Pistoia. Un quarto di finale play-off davvero ricco di spunti fra due delle squadre più interessanti di questa stagione. Obiettivi e roster distanti ma entrambe le squadre hanno dato spettacolo prendendosi con merito la copertina della Serie A 23/24.

«Come ha detto già Mauro Ferrari la settimana scorsa, Pistoia ha vinto il suo scudetto sportivo nella stagione regolare – ha affermato Magro -. Ha sorpreso per come dopo aver vinto in A2 si sia adattata rapidamente alle richieste tecniche e finanziare della Serie A. Sambugaro ha fatto un grandissimo lavoro nell’allestire il gruppo, Nicola Brienza un eccellente lavoro nel massimizzare le risorse a disposizione giocando nella maniera più efficace possibile. Tutto questo va elevato alla luce del complicato inizio di 0-4. Qualcuno, sbagliando, già dava Pistoia per spacciata, che invece ha sovvertito ogni pronostico. Una squadra capace di giocare con leggerezza ed efficacia anche lontano dal PalaCarrara, conquistando tante vittorie esterne su campi difficili. Da toscano però, so bene quanto sia complicato giocare in un palazzetto pieno di toscani (ride, ndr)».

«MI ASPETTO UNA SERIE LUNGA»

Forte del vantaggio del fattore campo, Brescia ospiterà le prime due sfide al PalaLeonessa domenica e martedì, prima di spostarsi al PalaCarrara per Gara 3 di venerdì. Dopo aver perso entrambe le sfide in regular season, Pistoia cercherà di portare a casa almeno una sfida per allungare così la serie ed alimentare le speranze di compiere una eventuale nuova miracolosa impresa.

«Ai play-off tutto si azzera e ognuno si gioca le proprie carte per vincere – ha detto il tecnico di Castelfiorentino -. Entrambe le squadre sono cresciute in consapevolezza e nel modo di giocare. In campionato abbiamo vinto due volte con scarto in doppia cifra ma sono state partite vere e combattute per ampi tratti. Ricordo alla quarta giornata fu davvero complicato giocare a Pistoia. Nutriamo enorme rispetto nei confronti del club biancorosso e del suo valore».

«I temi della serie saranno tanti – ha aggiunto -. Stiamo preparando Gara 1 nei minimi dettagli. A mio avviso se una squadra vuole essere competitiva non può prescindere da una eccellente difesa. Proveremo a limitare le bocche da fuoco di Pistoia che grazie ai suoi giocatori e al sistema di gioco ha una fase offensiva davvero performante. Mi aspetto una serie lunga, con tanti aggiustamenti all’interno e situazioni da modificare da entrambi i lati. Siamo molto concentrati sulla qualità del nostro gioco e la nostra difesa a prescindere dalla nostra avversaria. Credo questo dimostri ancora di più il rispetto che nutriamo verso Pistoia».

Una Gara 1 a Brescia che si prospetta subito fondamentale per indirizzare la serie. «Da un punto di vista mentale credo Pistoia verrà a giocare con leggerezza – ha continuato l’ex coach di Omegna -. Non senza attenzione agonistica o senza sentire la partita ma consapevole di aver ampiamente raggiunto il proprio obiettivo e che tutto ciò che arriva ora è un continuare a sognare. E vorranno farlo. Arriveranno senza l’obbligo di dover vincere, una leggerezza che potrebbe tradursi nel giocare liberamente e con grandi prestazioni al tiro».

«Ho avuto la fortuna di far parte di gruppi che hanno giocato molti play-off e credo che siano le partite dispari ad indirizzare le serie. La prima a Brescia sarà importante per capire le prime situazione da aggiustare o da cavalcare in vista delle partite seguenti. La prima a Pistoia sarà altrettanto importante nell’economia della serie. Iniziare bene e giocare bene Gara 3 darebbe ad entrambe buone probabilità di passare il turno. Chiaramente non è detto che decideranno davvero la serie ma penso saranno fondamentali».

GRUPPI FORTI E TANTI DUELLI

Assieme a Cremona, Pistoia e Brescia sono accomunate dal fatto che ai play-off si scontreranno gli stessi roster costruiti in estate. Una caratteristica particolare visto il tanto mercato effettuato dalle altre società del campionato. Due gruppi molto forti in cui spiccano individualità di prim’ordine. Da gli esterni frombolieri ai lunghi di grande fisicità, fino al duello in panchina. Una sfida fra due amici che secondariamente al passaggio del turno si contenderanno verosimilmente anche il premio di miglior allenatore dell’anno. Un riconoscimento che al termine della stagione 2020/21 fu proprio consegnato a coach Magro, al suo primo anno sulla panchina biancoblù.

«La programmazione richiede capacità e fortuna nell’indovinare il mercato estivo – ha ammesso -. Ogni pezzo deve andare al proprio posto e non è semplice. Ognuno ha una idea di squadra che però poi deve materializzarsi sul campo, trovando la giusta chimica. Chi ci riesce tendenzialmente fa un bel campionato, chi invece deve cambiare molto perché le cose non vanno come erano state previste fa più fatica. Noi siamo l’unica squadra senza nemmeno un movimento, a differenza di Pistoia abbiamo un roster più profondo e anche in momenti di difficoltà legati agli infortuni abbiamo attinto internamente».

«Ci saranno sicuramente tanti bei duelli, a partire dai due playmaker. Moore è tra i candidati all’MVP, è stato protagonista di una stagione sorprendente per capacità di segnare e far segnare. Christon ha dato la disponibilità nel lasciare tanto del suo per guidare un gruppo fatto di tanti giocatori che hanno bisogno di possessi. L’anno scorso ha segnato tanto, quest’anno è diventato il nostro metronomo mettendosi a servizio della squadra. Se non scopriamo Della Valle e Bilan, scopriamo invece Willis e Ogbeide. Il primo con Varnado chiude un pacchetto esterni dalle grandi prestazioni. Il centro ha fatto un campionato davvero interessante per solidità, arrivava da una serie inferiore ed è stato subito performante. Noi siamo stati bravi a prendere giocatori di alto livello creando un sistema in cui funziona tutto alla perfezione e in cui tutti sono felici di giocare».

«Io e Nicola siamo molto amici – ha concluso coach Magro -. Abbiamo frequentato assieme il corso da allenatore, siamo stati entrambi assistenti in Serie A di squadre che hanno fatto bene. A proposito del premio credo meriti una menzione speciale anche Paolo Galbiati. Dei cinque in lizza ci sono tre allenatori giovani tutti attorno ai 40 anni. A prescindere da chi vincerà, e Nicola lo meriterebbe assolutamente per ciò che ha fatto con la sua squadra, credo sia uno stimolo per le nuove generazioni. Piano piano qualcosa si sta muovendo. Tre allenatori giovani che allenano squadre ambiziose ai play-off di Serie A. Qualcosa di davvero bello, sintomo di un ricambio generazionale anche in panchina».

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