Carattere da Derby: l’analisi de La T Gema post Bardalone

In una serata sold out La T Gema vince la prima uscita stagionale contro Pistoia. Segnali ottimi per Andreazza in una gara ad alta intensità

Belli, duri e cattivi. Tre parole che vanno solamente a descrivere in superficie la prova de La T Tecnica Gema Montecatini di coach Marco Andreazza, che si è imposta nel primo derby stagionale contro la Lumos Pistoia per 74-85. Nonostante in alcuni tratti della partita il clima di amichevole si fosse fatto sentire, dettato da un gioco lento, con molti tentativi di tiro e difese da rivedere, la gara da entrambe le squadre è stata giocata con grande intensità. È quindi doveroso analizzare ciò mostrato dai rossoblù, partendo da cosa ha funzionato ma concentrandosi su quello che non ha funzionato. Grandissima prova di Marquis Barnett, top scorer dell’incontro con 35 punti a referto, ma solide le prestazioni nel pitturato di Pellegrino e Strautmanis.

LA T GEMA: UNO SHOW A STELLE E STRISCE

Partiamo da ciò che appare scontato: Marquis Barnett ha fatto la differenza tra le file di Andreazza. Arrivato dall’Israele, dove già aveva dimostrato di possedere un vasto bagaglio tecnico, la sua prova ha fatto alzare l’occhio a tutti i presenti al palazzetto e a chi ha seguito la diretta della gara. Triple senza ritmo, difesa ottima, solide anche le soluzioni dall’interno dell’area. C’è una cosa che distingue questo giocatore da molti altri profili: la fame. Barnett esce dal college senza un contratto, per mantenersi consegna pacchi per qualche periodo, fino ad un torneo che gli da visibilità. Finisce poi in G League agli Oklahoma City Blues, per poi arrivare in Israele e a La T Gema. Per il numero 44 ogni partita è una chance per dimostrare di valere qualcosa in più, ed è stata proprio questa la sensazione nelle prime due uscite degli uomini di Andreazza

IL COINVOLGIMENTO DEI COMPAGNI

Elemento del bagaglio da calibrare è il coinvolgimento dei compagni di squadra. Finché Barnett continuerà a segnare non potrà dirgli nulla nessuno, questo è obiettivo, ma per essere un giocatore ancora più completo di quello che già è, sarà necessario coinvolgere altri terminali offensivi. Vista anche l’assenza dell’altro americano de La T Gema Jordan Harris, la palla sarebbe inevitabilmente passata tra le mani di Barnett il 90% delle volte. Per diventare la migliore versione di sé stesso, il nativo dell’Ohio dovrà aggiustare quelle piccole accortezze che ancora mancano per un gioco più maturo.

PELLEGRINO: L’UOMO CHE NON TI ASPETTI

Altra prestazione notevole dell’amichevole di Bardalone è quella di Francesco Pellegrino. Un profilo che non ha certo bisogno di presentazioni, con una carriera passata sui parquet di Serie A1 e A2. La sua firma non solo porta esperienza ad un gruppo tendenzialmente giovane, ma anche una presenza importante nel pitturato (213 cm di altezza), un problema per qualsiasi altro pivot nel campionato di A2. Ieri sera non c’è stata storia, Pellegrino ha vinto con assoluta facilità il duello con Bettiol e Zanotti, sia in attacco che in difesa. Un acquisto che, almeno all’inizio, non tutti avrebbero immaginato potesse essere così impattante. E bene, dopo le prove contro Pistoia e Fortitudo la narrativa cambia, Pellegrino potrebbe essere l’asso nella manica per la salvezza de La T Gema. Resterà da capire come il lungo siciliano si adatterà all’intensità del campionato, ben diversa rispetto alle amichevoli.

ANDREA BARGNESI: UN NUOVO RUOLO BEN INTERPRETATO

È inevitabile che, con il salto di categoria, il ruolo di Andrea Bargnesi durante il prossimo campionato di A2 subirà un ridimensionamento. Dal principale terminale offensivo in B Nazionale insieme a Jackson (ricordiamo i 39 punti a Lumezzane), a diventare il facilitatore di questa nuova La T Gema. Ruolo che, durante il derby amichevole di Bardalone, è stato interpretato benissimo, sia in difesa che in attacco. Bargnesi provvederà versatilità per Andreazza, servendo i compagni designati a segnare il pallone, ma dando comunque quella tranquillità sapendo che può prendersi un tiro quando vuole. Per lui a Bardalone 5 punti e 5 assist, lasciando un’impronta indelebile nelle rotazioni rossoblù.

COACH ANDREAZZA: L’IMPRONTA CHE SI FA VEDERE

Che Andreazza fosse un perfezionista della difesa si sapeva, e proprio da questo concetto parte l’avventura in A2 di Montecatini. Rotazioni difensive ottime, forzando Pistoia a tiri forzati in area e fuori. La prova difensiva è stata ottima per La T Gema, che con intensità e decisione ha saputo imporre il proprio gioco. È apparso soddisfatto il coach di Montebelluno nel commento post gara in diretta, seppur resti l’idea di un grande margine di miglioramento per questo gruppo. La difesa è parte fondamentale di questa La T Gema, e ieri sera non ci sono stati dubbi sulla direzione intrapresa.

Unica nota dolente è stata la percentuale da 3 punti (10/29, 34%) che ha penalizzato leggermente La T Gema. Non tutto può andare secondo i piani, questa sarà una cosa su cui i rossoblù porranno più attenzione in vista del test contro il Dany Basket Quarrata il 2 settembre al PalaTerme.

Conclusioni quindi positive, con La T Gema che può essere soddisfatta di queste prime settimane di lavoro in campo. Sarà una stagione ben diversa da quella dell’anno scorso, con l’obiettivo principale di salvarsi, ma le premesse sono ottime. Se il buongiorno si vede dal mattino, La T Tecnica Gema Montecatini è già a buon punto, il campionato è tuttavia lungo e il ritmo sarà ben diverso da quello dell’amichevole di Bardalone.

Riccardo Rizzuto
Riccardo Rizzuto
Classe 2004, attualmente studente alla facoltà di Scienze della Comunicazione all’Università di Firenze. Vivo il basket sin da piccolo con l’obiettivo di raccontarlo.


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