Carrea alla vigilia della trasferta di Roma: «Landi out, la panchina sia più aggressiva»

Il coach del Pistoia Basket, Michele Carrea, ha parlato in conferenza stampa della gara di Roma. Un pensiero l’allenatore biancorosso lo ha dedicato anche a Kobe Bryant

Aristide Landi non sarà della partita contro Roma. E’ questa la notizia più rilevante emersa durante la conferenza di coach Michele Carrea, che ha spiegato come il ginocchio dell’ex giallorosso si sia gonfiato dopo la partita contro Treviso. «Verrà comunque con noi, anche se non farà riscaldamento: lunedì ha una visita dal suo ortopedico di fiducia a Roma – ha detto l’allenatore biancorosso – La speranza è quella che la prossima settimana ricominci a correre».

Un’assenza pesante e che accorcia la rotazione dei lunghi. «Ma la dobbiamo considerare come un’opportunità, non come una problematica: la negatività va eliminata e non ce la portiamo dietro, a differenza della voglia di riscatto e di alcune idee per mettere in difficoltà la Virtus. Senza Landi, useremo per più minuti Wheatle da 4 e potrebbe esserci spazio anche per Quarisa».

Dall’altra parte, il Pistoia Basket dovrà vedersela con uno dei centri più determinanti del campionato come Davon Jefferson. «Per Roma è fondamentale e ancora più importante di quanto lo sia Teodosic per Bologna – il pensiero di Carrea – In generale, quella allenata da Piero Bucchi è una compagine di qualità, con un sistema che distribuisce le responsabilità. In difesa però non è particolarmente aggressiva e il dato dei punti subiti a gara (84.8 di media, seconda peggior squadra del torneo, ndr) lo testimonia».

Aspetto questo che l’OriOra dovrà sfruttare con tutti i propri elementi, compresi quelli in uscita dalla panchina. «Bisogna che i giocatori che subentrano siano aggressivi, a prescindere dalle caratteristiche individuali. La prima cosa da fare è guardare il ferro, senza paura di attaccarlo e di prendersi ognuno le proprie responsabilità. Quota salvezza? 20 punti se vinciamo a Trieste, 22 se non ci riusciamo. Ci servono almeno cinque o sei vittorie e non è detto che bastino».

Un ultimo pensiero Carrea lo ha dedicato alla scomparsa di Kobe Bryant, che l’allenatore biancorosso ha conosciuto in occasione di un evento Nike a Milano diversi anni fa. «Ha lasciato un segno importante: è stato un esempio di amore e dedizione nei confronti del basket. Si considerava una persona fallibile, non un superuomo e credo che questa fosse la sua qualità migliore».

Francesco Bocchini
Francesco Bocchini
Onesto praticante e attento osservatore del mondo della pallacanestro, è laureato in Scienze della Comunicazione all'Università di Bologna. Giornalista pubblicista dall'aprile 2019, collabora con Bisenziosette, Quotidiano Nazionale e Nazione. Redattore di Pistoia Sport.


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