Carrea esalta i suoi ragazzi: «Che orgoglio questo Pistoia Basket. Decisivo il quintetto più leggero»

Prima vittoria in serie A per Michele Carrea, che al termine della sfida con Trieste ha belle parole per tutti, specie per Salumu e Wheatle

Stremato, contento, orgoglioso. Michele Carrea è un mix di emozioni al termine della sfida con Trieste, che segna il primo successo del Pistoia Basket in questo campionato e a livello personale nella massima serie. Una grande emozione insomma, ma il coach biancorosso prova ad analizzare lucidamente la gara.

«Abbiamo sofferto il dinamismo dei lunghi di Trieste nei primi due quarti e anche all’inizio del terzo. Ma anche le sconfitte che ci portavamo dietro hanno pesato – sottolinea il coach dell’Oriora – Poi le cose sono migliorate con Wheatle da 4 e Johnson o Landi da 5, insomma con quintetti più leggeri. La squadra è stata brava a reagire al momento difficile: ai ragazzi il merito di aver avuto una reazione emotiva ma anche tecnica».

Una nota di merito ovviamente va a Salumu e Wheatle, autentici trascinatori nella ripresa della rimonta del Pistoia Basket. «Non abbiamo ancora fatto nulla, però è bello oggi analizzare con lucidità i casi Salumu e Wheatle. Non possono essere diventati degli eroi da un giorno a quell’altro, dopo essere stati considerati in maniera negativa. Andavano solo capite le loro situazioni. Sono particolarmente contento per Wheatle. Lo alleno da quattro anni e sapevo che prima o poi si sarebbe adattato al nuovo campionato. In difesa soffre giocatori di struttura, non più alti, ecco perché l’accoppiamento con Peric. Oggi avrebbe marcato efficacemente chiunque».

Non tutto però ha funzionato a dovere. «L’approccio è stato troppo timido, ma spero che dalla prossima in casa non sarà così, avendoci tolto dalle spalle la scimmia dello 0-6. Abbiamo sofferto il pick and roll centrale: una situazione che abbiamo sistemato togliendo il nostro lungo di riferimento (Brandt, ndr), ma che dobbiamo migliorare. Dobbiamo fare un passo in avanti pure sotto l’aspetto della continuità. Venivamo da due partite in cui avevamo giocato 25 minuti ottimi, per poi mollare negli altri 15. Oggi abbiamo fatto il contrario….ecco, serve diventare competivi per tutta la gara, a cominciare da Milano. Meriti miei? Io sono qua per fare meno errori possibili e per mettere i giocatori nelle condizioni per rendere al meglio».

Chi non ha vissuto la sua giornata più splendente sono stati Dowdell e Petteway. «Quella di Zabian è stata una partita difficile per i due falli iniziali, ma è andato in crescita, specie nel finale, quando la gara si è decisa. La squadra è stata brava a trovare protagonisti diversi. Petteway statisticamente non ha performato come lui vorrebbe, ma ha giocato con massima disponibilità per i compagni».

QUI TRIESTE

«Complimenti a Pistoia: ha dimostrato di avere carattere e grinta per poter portare a casa questa gara – le parole di Eugenio Dalmasson – Soprattuto a rimbalzo, ma anche dal punto di vista della lucidità i padroni di casa hanno fatto meglio di noi. Nel primo tempo abbiamo raccolto quanto l’Oriora ci ha concesso. Era scritto che la sfida si decidesse in volata. Bravi loro a restare attaccati e a evitare che noi potessimo scappare. Abbiamo commesso degli errori, specie quando Mitchell ha preso tecnico dopo un canestro. Parziale di 17-4 dopo il +10 nel terzo periodo? Abbiamo forzato, non siamo stati concentrati, accusando un passaggio a vuoto e non ce lo possiamo permettere».

IL RACCONTO DELLA SFIDA

Francesco Bocchini
Francesco Bocchini
Onesto praticante e attento osservatore del mondo della pallacanestro, è laureato in Scienze della Comunicazione all'Università di Bologna. Giornalista pubblicista dall'aprile 2019, collabora con Bisenziosette, Quotidiano Nazionale e Nazione. Redattore di Pistoia Sport.

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