L’ultimo saluto a Stefano Vezzani, anima del Rione Santa Maria e della pallacanestro provinciale tra la 24h di basket e il palio di Pescia
Da ieri Pescia e la Valdinievole sono in lutto per l’addio di Stefano Vezzani. Da lungo colpito da una brutta malattia, il 50enne ha continuato per anni a lottare continuando instancabilmente a proporre e ad essere sempre presente in vari eventi cestistisci e non. Operazioni su operazioni, momenti difficili che si sono accavallati e poi nella giornata di ieri, mercoledì 19 maggio, la brutta notizia. Residente a Uzzano, ma pesciatino doc, Stefano lascia la madre Cinzia e la moglie Linda e un vuoto incolmabile nella città di Pescia.
DOMAIOLO DOC
Stefano era legatissimo alle vicende cittadine, ricoprendo in passato le cariche di presidente e poi di animatore del Rione Santa Maria. Promotore della generazione degli anni 2000, ha vissuto sulla sua pelle tanti anni di digiuno di vittorie per poi tornare ad esultare nel 2009 per un trionfo che al rione mancava da ben 23 anni. Una vittoria fortunata perché fece da apripista a un periodo fortunato per il Rione che trionferà altre quattro volte nei successivi otto anni. Faceva piacere ritrovare la prima domenica di settembre Stefano in piazza, vestito di bordeaux e festante per il “cencio” che tornava “in Domo“. L’emozione lo accompagnava sempre quando pronunciava il suo motto: «Bianco come la purezza, rosso come la passione, questi sono i colori del nostro Rione!». Sotto di lui tanti “domaioli” erano cresciuti, avevano iniziato a sbandierare, a stamburare e a suonare la chiarina e ad affezionarsi al bianco e al rosso.
STEFANO E IL BASKET
Oltre ai colori biancorossi, Stefano portava con sè anche un’immensa passione per il basket che negli anni lo aveva fatto diventare un paladino della 24h che si svolgeva ogni anno. In tanti lo ricordano con commozione, da chi ci lavorava fianco a fianco per costruire l’evento a chi aveva incrociato il suo sguardo una volta sola mentre teneva in mano un pallone da basket o il fischietto. La passione per la palla a spicchi l’aveva presa da suo padre Roberto, uno dei fondatori dell’Audace Pescia. Stefano invece aveva volto il suo sguardo verso Monsummano diventando un pilastro degli Shoemakers Basket che da oggi hanno perso un pezzo di cuore. Dirigente e instancabile organizzatore di eventi, nella squadra della città di Giusti rivestiva un posto nel Consiglio Direttivo dopo una vita sul campo come playmaker, grintoso e combattivo.
Quando la società ha iniziato l’avventura del settore giovanile Stefano, da appassionato a 360 gradi, ci si è gettato a capofitto con il solito entusiasmo che lo caratterizzava. Lo si poteva trovare sempre in prima fila, per l’organizzazione dei tavoli e per arbitrare le partite dei bambini. Aveva continuato a portare il suo sostegno anche quando le condizioni non glielo permettevano più, ricordando le tante birrate negli spogliatoi o i momenti finali della 24h quando si accorgeva che anche quest’anno aveva compiuto un vero e proprio miracolo. Da oggi Stefano probabilmente continuerà a programmare in Paradiso altri tornei, ritrovandosi con un altro factotum del basket valdinievolino come Raffaele Romano. Chissà quante cose si diranno, tra schemi e idee da proporre, tra ricordi ed emozioni. Poi a ridosso di settembre, farà capolino il giovedì sera alla cena propiziatoria, controllando se tutti i preparativi si svolgono al meglio. La domenica invece probabilmente si affaccerà su piazza Mazzini a sostenere dall’alto gli arcieri con il suo colore.


