Claudio Caramelli: «L’Amministrazione Comunale non crede nello sport»

L’attacco di Claudio Caramelli, direttore tecnico e allenatore del Pistoia Volley La Fenice, circa la difficile situazione dell’impiantistica cittadina post Covid-19

Claudio Caramelli alza la voce. E lo fa attraverso una lettera volta a fotografare il contesto di disagio, successivamente all’emergenza Covid-19 – tutt’ora in voga sia pure in misura minore -, attraversato dalle diverse realtà sportive cittadine che, tra non pochi sacrifici, provano ad abbozzare una sorta di reazione in vista della nuova stagione agonistica.

La mancata opera di sanificazione degli impianti, ad oggi inutilizzabili, unitamente all’assenza di un numero adeguato di strutture per consentire a tutte le società cittadine di poterne usufruire, dovendo guardarsi altrove e costrette ad emigrare fuori zona.

Lavori non ultimati, prime pietre non ancora poste, quest’ultime problematiche, a dire il vero, già attuali ancor prima dell’esplodere della pandemia. La gratuità dell’utilizzo delle strutture fino al prossimo 31 dicembre 2020, quale termine inadeguato per sostenere gli stessi sodalizi, i quali avranno meno rientri provenienti dagli sponsor, anch’essi chiamati a fare i conti con la crisi scaturita dallo stesso Covid.

Il direttore tecnico, nonché allenatore, del Pistoia Volley La Fenice, traccia un quadro globale sui tempi soprarichiamati attraverso una riflessione scritta dal titolo “Dilettanti allo sbaraglio”:

Non sarà facile per il mondo dello sport riprendere il suo cammino dopo la pandemia. Sarà difficile reperire sponsorizzazioni da realtà economiche a loro volta in difficoltà dopo il passaggio del Covid. Sarà difficile ristrutturare e programmare i percorsi delle società sportive. Ancora problemi quindi per lo sport cittadino, che si vanno a sommare a quelli già enormi relativi all’impiantistica, alle gestioni, alla mancanza di un aggiornamento del regolamento comunale in fatto di Sport e via discorrendo.

E’ del 5 maggio l’annuncio del Comune per bocca dell’Assessore allo Sport che, vista la situazione di grave disagio delle società sportive, gli impianti comunali sarebbero stati concessi in uso gratuito fino al 31 di dicembre. Un provvedimento che, a mio parere, dovrebbe essere esteso fino al termine dell’anno sportivo, viste le difficoltà in cui versa il mondo dello sport dopo la pandemia. Ma a queste difficoltà va ad aggiungersi una totale inefficienza dell’amministrazione comunale nel predisporre un piano di ripartenza. In pratica ci aspettavamo che da tempo fosse stato preparato un percorso che prevedesse la sanificazione degli impianti e la pronta restituzione degli stessi a ragazze e ragazzi della città, da mesi lontani dalla pratica sportiva.

Ebbene, a tutt’oggi ciò non è avvenuto, e dagli uffici preposti a tali opere nessun segnale e nessuna disponibilità, nemmeno nei confronti di quelle società che si sono rese disponibili a sanificare a proprie spese. Risultato, non si sa quando gli impianti saranno disponibili, nessuno in Comune è in condizioni di dirlo.

A ciò si aggiunge che i lavori di manutenzione che potevano essere svolti in questo periodo latitano. E’ vero, sono partiti i lavori al Campo Scuola e si intravede la copertura dello scheletro del pattinaggio, ma solo gocce del fiume di interventi promessi tre anni or sono. Si parlava di un impianto per ogni disciplina, di acquisire gli impianti della Fedi, di un interessamento dell’Auditorium, di un nuovo regolamento, di impianti tutti gestiti dalle società e via discorrendo. La realtà è che nessuno nell’Amministrazione Comunale crede davvero nello sport e nei suoi valori sociali, educativi e sanitari.

Sia chiaro signor Sindaco non ce ne dimenticheremo, nemmeno se a qualche mese dalle prossime elezioni dovesse saltar fuori un nuovo impianto. E non mi sorprenderei se nel frattempo il dottor Silvetti, a suo tempo indicato come colui che avrebbe potuto mettere ordine in fatto di impiantistica, dovesse per qualche ragione lasciare il suo incarico, sarebbe il massimo, così si ripartirebbe dal via con un nuovo interlocutore, al quale dovrebbe essere concesso il tempo di capire, orientarsi e poi agire.

Caro Sindaco, alcuni decenni or sono era in voga una trasmissione radiofonica dove chiunque senza doti e professionalità poteva partecipare, definiti dal conduttore “dilettanti allo sbaraglio”, è questa l’immagine alla quale mi viene da associare il vostro lavoro in fatto di sport”.

1 commento

  1. Evidentemente le amministrazioni (plurale perché una palestra non si realizza in due settimane) sono poco interessate agli atleti, che, per lo più minorenni, non votano. Altrettanto evidente è la scarsa conoscenza (o l’interesse) dei fini educativi, sociali e sanitari che lo sport giovanile può avere. Forse anche gli amministratori hanno fatto poco sport, non potendo così beneficiare degli input positivi ad esso collegati. Lo stato di fatto delle cose non è incoraggiante, e non si percepiscono possibilità di miglioramento. E non mi riferisco ad un colore politico, ormai abituato a sentire qualsiasi amministrazione addossare colpe alla “precedente amministrazione”. Per poi presto diventare la precedente amministrazione della successiva.
    Certo, non essere in grado nemmeno di sanificare una palestra la dice lunga sul grado di attenzione allo sport cittadino.
    “La società odierna non invoglia a fare sport. Così come non invoglia a praticare qualsiasi attività in cui siano necessarie costanza, disciplina e serietà” (cit. C. Myers). Salvo poi indignarsi per le conseguenze sociali di comportamenti privi di questi valori, e di altri quali la lealtà, la solidarietà, lo spirito di sacrificio, che lo sport insegna. Lo sport sarebbe una ottima occasione per insegnare ad un giovane che impegnarsi e perseverare porta a migliorare se stessi.
    Per quanto riguarda il dilettantismo imperante, direi che un trend ormai assodato della nostra società è quello di vedere proliferare personaggi improvvisati, in ogni ambito ed a qualsiasi livello. Uno sguardo al web fornisce esempi a iosa, dove sedicenti esperti pubblicano giornalmente improbabili opinioni (basta cercare informazioni su un argomento di cui siamo esperti). Gli amministratori sono parte della nostra società, e quindi non fanno eccezione. L’impressione dall’esterno è che si impegnino solo nell’evitare guai (altresì detto “pararsi il…”, ma pare che non sia elegante pubblicarlo), ed a mantenere la priorità acquisita, finché dura. E sottraendo così tempo al “fare”, e finire col concludere poco. Instillare sfiducia dei giovani nei confronti degli amministratori a causa della loro inconcludenza, allontana i giovani stessi dalle istituzioni. Oggi mentalmente, domani fisicamente, emigrando in paesi con migliori prospettive. E se questo non è fatto a sommo studio, risulta dannoso per la Res Publica, perché il paese che perde i propri giovani, si è giocato il proprio futuro.
    Buono sport a tutti.

    Approfondimenti : LA MEDIOCRAZIA di Alain Deneault

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