Coach Barsotti: «Una prestazione estremamente insufficiente»

La netta sconfitta degli Herons in Supercoppa contro Roseto non lascia appelli a coach Barsotti: «Sembravamo arrivati qui per caso»

Poco da discutere e molto su cui riflettere. Questo è l’immediato post-partita di Herons Montecatini-Roseto, dove i termali hanno offerto una prima gara ufficiale parecchio al di sotto delle aspettative. Una semifinale di Supercoppa presto indirizzata dagli abruzzesi, che Natali e compagni hanno poi cercato di salvare almeno in termini di dignità. Ha poco a cui appellarsi lo stesso coach Federico Barsotti, una volta sedutosi in sala stampa a rispondere sulla prestazione dei suoi giocatori.

«Roseto è una squadra che funziona e questo lo sapevamo – così coach Barsotti – Hanno fatto una gara solida, senza fare giocate eccezionali. Noi purtroppo, nei primi due quarti, abbiamo fornito una prestazione non di livello per la categoria, non decente ed estremamente insufficiente. Lo dimostrano le 16 palle perse, gli 11 rimbalzi in attacco concessi, oltre ad una qualità di gioco molto bassa e la non capacità di risolvere i problemi in campo. Tanto che non ci è sembrato così male essere sotto di 18 punti all’intervallo lungo: meritavamo un gap più ampio. Sembravamo una squadra arrivata qui per caso».

La reazione, seppur non proprio veemente e lucida, nella ripresa rappresenta forse l’unico lumicino in una serata da blackout totale. Ma adesso per il coach degli Herons e il suo staff si apre un insieme di importanti riflessioni su cosa può essere andato storto nella gara e nell’avvicinamento ad essa. Specie perché, dal prossimo weekend, si farà ancora più sul serio col debutto in campionato in quel di Cassino.

«Nel secondo tempo abbiamo espresso un’altra qualità di gioco, con un’energia ben diversa. Non abbiamo concretizzato nessun tentativo di rimonta perché abbiamo continuato a commettere delle imprecisioni e degli errori banali. Se avessi visto la squadra lavorare male in questa settimana o in quelle precedenti, sarei molto più preoccupato e invece sono più dispiaciuto per la prova non sufficiente davanti ai nostri tifosi e alla società».

Sembra in effetti di essere tornati indietro di tre mesi, a quegli sguardi confusi e attoniti che osservavano sfumare il sogno di promozione in A2 nella decisiva Gara-5 contro Avellino. Ritrovare la fiducia e comprendere ciò che ha condizionato questa semifinale di Supercoppa sarà il punto di partenza. Soprattutto in vista di una stagione che ha come unico obiettivo scrivere un altro finale.

«Il blocco incomprensibile nella prima metà di gara è il vero punto interrogativo che ci dobbiamo porre, essendo noi una squadra che ha cambiato meno delle altre rispetto alla scorsa stagione e che ha dei punti di riferimento chiari – ha così concluso Barsotti – Non è il momento di fare drammi, ma di trarre lezioni da questa gara per arrivare al livello che ambiamo a raggiungere. Questo roster è stato messo su con l’idea di essere una squadra operaia, che si sporca le mani, pressa e va in cinque a rimbalzo. Altrimenti non abbiamo chances di competere ad alto livello».

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