Vigilia del match contro Scafati e prima alla LumoSquare per Strobl: «Sappiamo cosa fare per metterli in difficoltà. Sarà importante la mentalità»
La vigilia del match casalingo contro Scafati arriva dopo un’altra settimana complessa per l’Estra Pistoia oggi allenata da coach Pete Strobl. La sconfitta senza appello subita sul campo della diretta concorrente Roseto ha indubbiamente riagitato gli animi nella piazza biancorossa, con messaggi immediati e inequivocabili da parte dei tifosi. Nello specifico, uno striscione è apparso in questi giorni davanti al cancello d’ingresso dell’impianto, accompagnando e facendo praticamente da sfondo a tutta la settimana di lavoro della truppa pistoiese. Su questo è intervenuto immediatamente il capo allenatore dell’Estra, interrogato sulla reazione dei suoi giocatori e sulle sue aspettative intorno al match di domenica.
«Se i tifosi non dovessero venire, capirei. Se i tifosi venissero e non ci sostenessero, lo capirei ugualmente. Se infine si presentassero e ci dessero il loro solito importante supporto, non potrei che essergli grato. A Roseto non abbiamo performato in termini di difesa e di grinta, quindi capisco bene la loro reazione. Anzi, hanno ragione a dire che non ci sono più scuse. E noi non dobbiamo trovarne. Il nostro focus deve essere sul lavoro, unicamente su quello».
Con la sua avventura da head coach appena iniziata, Pete Strobl ha poi parlato del contesto in cui è arrivato: un nuovo campionato e quindi anche nuove e complesse sfide da affrontare. Una situazione descritta con una chiarissima metafora, per così dire, di stampo culinario.
«Sono arrivato in un paese che ha una grande tradizione di cibo. E arrivare qui è stato come trovarsi in una cucina e dover lavorare al meglio con gli ingredienti a disposizione. Il basket è sempre lo stesso sport, indipendentemente da dove viene giocato. I risultati degli ultimi mesi non sono quelli che la città e i fan vogliono: io sono qui per aggiustare le cose. Se penso di avere gli ingredienti giusti? Se si ha fame, mangi quello che c’è e noi dobbiamo avere fame. Io ne ho tanta, ho voglia di cambiare l’inerzia di questa stagione e di rendere felici i nostri tifosi».
Intanto, anche alla luce della deludente prestazione al PalaMaggetti, l’attuale allenatore biancorosso ha parlato di come cercherà di mettere la propria impronta sulla squadra. Al netto dell’assenza a tempo indeterminato di Nicolas Alessandrini, l’Estra avrà bisogno di tirare fuori il meglio da ogni suo componente. Una suddivisione delle responsabilità in campo che, magari, possa rendere i biancorossi meno dipendenti dal solito Ivan Buva e quindi anche meno leggibili dalle difese avversarie.
«Dobbiamo lavorare sia su di noi che su Scafati – così Strobl – Dobbiamo imparare da Roseto cosa possiamo migliorare, sia in difesa che nella lotta a rimbalzo. Ma la cosa più importante sarà la mentalità che dovremo avere in campo. Il gioco troppo indirizzato su Buva? Con tutto il rispetto per i miei giocatori, se continui a fare le stesse cose e i risultati non arrivano, devi essere in grado di operare i giusti cambiamenti o aggiustamenti. Sicuramente non avere Alessandrini è un problema ma, come detto prima, non ci sono scuse: stiamo lavorando negli allenamenti per trovare le giuste soluzioni».
Quindi, come spiegato anche nelle sue conclusioni, per coach Strobl domenica non sarà soltanto Pistoia contro Scafati, ma anche Pistoia contro sé stessa. La prima alla LumoSquare per l’ex allenatore del Braunschweig, dunque, si giocherà sulla capacità dell’Estra di andare oltre i propri limiti. Il tutto con la speranza che i tifosi continuino a trascinarla.
«Scafati è una squadra molto buona che merita la propria classifica: abbiamo analizzato il loro gioco e abbiamo un grande rispetto della loro qualità. Sappiamo cosa possiamo fare per metterli in difficoltà, ma ciò dipenderà sempre dalla nostra voglia di migliorarci. Emozione per la prima in casa? Ho già avuto modo di sentire il calore dei nostri fantastici tifosi, sia durante le gare che fuori dal campo, nonostante le difficoltà della squadra. È davvero qualcosa di inaspettato questo loro continuo supporto e ribadisco che, per questo, hanno tutta la mia gratitudine».


